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Piazza Affari sempre più in basso (-2%). Tiscali all’inferno (-48%)!

Tiscali maglia nera a Milano nella prima seduta della settimana. Hanno pesato le notizie comunicate lo scorso venerdì. Indici in forte flessione a Piazza Affari. Ancora vendite sui bancari, con la sola eccezione di Unicredit.

QUOTAZIONI: TISCALI.
Edoardo Fagnani lunedì, 9 marzo 2009 - 17:45

Tiscali protagonista assoluta a Milano nella prima seduta della settimana. Il titolo della società sarda ha subito un tonfo del 47,6% a 0,15 euro, dopo essere rimasta sospesa per eccesso di ribasso per gran parte della giornata. Hanno pesato le notizie comunicate lo scorso venerdì. La società sarda ha deciso di interrompere le trattative con BSkyB per la cessione delle attività inglesi del gruppo. La società italiana non è riuscita a trovare un accordo con il colosso britannico, a causa del deterioramento del contesto di mercato in cui opera anche il potenziale acquirente. Inoltre, Tiscali intende chiedere ai principali istituti finanziatori di concedere un periodo di sospensione dei pagamenti di interessi, quote capitali e dei covenant finanziari, sul debito del gruppo. Infine, i vertici di Tiscali hanno anticipato che il 2008 si è chiuso con ricavi per circa un miliardo di euro, in linea con le previsioni, ed un margine operativo lordo per circa 200 milioni di euro. Quest’ultimo dato è inferiore alle stime comunicate ad agosto 2008, ma è coerente con il consensus di mercato. Dopo queste notizie sono arrivate le prime bocciature su Tiscali. Gli analisti di Banca Akros, di Banca Leonardo e di Unicredit MIB hanno tagliato il giudizio sulla società sarda e ora dicono di venderne le azioni. Banca Leonardo e Unicredit MIB hanno anche ridotto a 0,1 euro il target price sul titolo. Sulla stessa lunghezza d’onda Equita sim, che ha sforbiciato a 0,1 euro per azione la valutazione su Tiscali e ha confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio.
In difficoltà anche gli altri telefonici. Telecom Italia ha subito una flessione del 4,58% a 0,781 euro. Gli analisti del Credit Suisse hanno tagliato il target price sul colosso telefonico, portandolo a 0,8 euro, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per il biennio 2009/2010. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato). FastWeb è scesa del 7,5% a 16,29 euro. S&P ha comunicato che a partire dal 20 marzo il titolo della società telefonico uscirà dal listino S&P/Mib. In deciso calo anche Retelit (-15%).

Indici in forte flessione a Piazza Affari. Il mercato azionario non è riuscito a rimbalzare dopo i pesanti ribassi delle ultime due sedute. Ancora vendite sui bancari, con la sola eccezione di Unicredit. Tra i petroliferi si segnala il rimbalzo di Eni. Ennesimo tonfo di Seat. All’AllStars è proseguita la discesa di Dmt. L'S&P/Mib ha subito un calo del 2,12% a 12.621 punti, dopo aver toccato un minimo a 12.332 punti. Il Mibtel ha ceduto l’1,82% a 10.544 punti. Ribassi pesanti anche per il Midex (-2,72%) e l'AllStars (-1,49%). Su 332 azioni scambiate, 244 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati solamente 71. Invariati i restanti 17 titoli. Le principali borse europee hanno registrato variazioni frazionali. Positiva Francoforte. L’euro si mantiene tra gli 1,26 e gli 1,27 dollari.

Non si è fermata neppure oggi la discesa dei bancari. In rialzo solo Unicredit (+1,45% a 0,734 euro), dopo i pesanti ribassi subiti nelle ultime sedute. Intanto, l’istituto guidato da Alessandro Profumo ha fornito un aggiornamento sulle stime di consensus degli analisti, basato su un panel di 22 banche d’affari. Le indicazioni per l’intero 2008 prevedono un margine di intermediazione per 26,8 miliardi di euro, mentre l’utile netto dovrebbe attestarsi poco sotto i 3,8 miliardi di euro. Per l’esercizio in corso gli analisti stimano un margine di intermediazione di 27 miliardi, mentre l’utile netto dovrebbe scendere a 1,9 miliardi di euro. Le due voci di bilancio dovrebbero crescere rispettivamente a 28,2 miliardi e a 2,5 miliardi di euro nel 2010. In difficoltà, invece, Intesasanpaolo (-3,58% a 1,4 euro). UBI Banca ha ceduto il 2,54% a 6,15 euro. L’agenzia S&P ha peggiorato le prospettive sull’istituto, portandole da “positive” a “neutrali”, in seguito al deterioramento della situazione economica, che potrebbe avere un impatto negativo sul gruppo nell’esercizio in corso. Per contro, gli analisti hanno ribadito il rating sul debito a breve e a lungo dell’istituto. Il Banco Popolare ha perso il 9,66% a 1,879 euro. Gli analisti di Citigroup hanno tagliato a 2,45 euro il prezzo obiettivo sull’istituto, anche se hanno confermato l’indicazione di mantenere il titolo in portafoglio. Ubs, invece, ha ridotto il rating sul Banco Popolare, portandolo a “Neutrale” e ha sforbiciato il prezzo obiettivo riducendolo a 2,2 euro dai precedenti 6,2 euro. Gli esperti della banca svizzera puntano il dito sulla necessità di rilanciare Banca Italease (-9,24%). Il Credem è sceso del 3,26% a 1,78 euro, nonostante gli analisti di Deutsche Bank abbiano migliorato il giudizio sull’istituto, portandolo da “Sell” (vendere) a “Hold” (mantenere), in seguito al recente ribasso segnato dal titolo. Tuttavia, gli esperti della banca tedesca hanno tagliato 2,3 euro il prezzo obiettivo sull’istituto emiliano, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2008/2010. Pesanti ribassi per la Popolare di Milano (-6,34%) e per Mediobanca (-9,55%).
Tra gli istituti maggiormente attivi nel risparmio gestito si segnala lo scivolone di Azimut (-8,55%). In rialzo, invece, Mediolanum (+1,66%).

Ancora nervosismo elevato tra i petroliferi. Eni ha registrato un progresso del 2,03% a 12,55 euro, dopo un avvio di giornata all’insegna delle vendite. Performance migliori per Saipem (+3,25% a 11,77 euro) e Tenaris (+2,52% a 6,5 euro). Andamento opposto per Erg (+2,23% a 9,185 euro) e Saras (-1,42% a 1,984 euro). Enel ha registrato un ribasso del 4,34% a 3,305 euro. Secondo alcune indiscrezioni l’ammontare dell’aumento di capitale del colosso elettrico potrebbe salire a 8 miliardi di euro rispetto ai 7 miliardi indicati nei giorni scorsi. Il 12 marzo il consiglio di amministrazione di Enel valuterà se procedere con la ricapitalizzazione. Intanto, gli analisti di Unicredit MIB hanno tagliato a 4 euro il prezzo obiettivo sul colosso elettrico, in quanto non apprezzano la decisione di procedere con l’aumento di capitale. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). A due velocità Snam Rete Gas (+0,32%) e Terna (-2,23%).

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