Piazza Affari, S&P/Mib -2,5%! Unicredit evita il disastro
Indici in forte ribasso a Piazza Affari, in una seduta caratterizzati da volatilità elevata. Nel primo pomeriggio l’S&P/Mib si era portato per pochi minuti in territorio positivo. Riflettori puntati sui bancari. Unicredit in calo, anche se poteva fare peggio.
di Edoardo Fagnani 3 mar 2009 ore 17:46Indici in forte ribasso a Piazza Affari, in una seduta caratterizzati da volatilità elevata, tanto che nel primo pomeriggio l’S&P/Mib si era portato per pochi minuti in territorio positivo. Riflettori puntati sui bancari. Unicredit in calo, anche se poteva fare peggio, dopo che in mattinata il titolo era stato sospeso per eccesso di ribasso. Segno meno per Enel e i petroliferi. In rosso Telecom Italia, nonostante le smentite alle voci di un aumenti di capitale. Fiat si salva dalle vendite. Il mercato ha apprezzato le dichiarazioni di Sergio Marchionne e i dati sulle immatricolazioni di auto a febbraio. L'S&P/Mib ha subito un ribasso del 2,4% a 14.017 punti, dopo aver toccato un minimo a 13.941 punti. Il Mibtel ha chiuso in calo del 2,42% a 11.530 punti. Performance negative anche per il Midex (-2,13%) e l'AllStars (-1,91%). Giornata nervosa per le principali borse europee. L’euro si porta sotto quota 1,26 dollari.
Giornata tra alti e bassi per i bancari, dopo i pesanti cali subiti ieri. Il commissario europeo, Joaquin Almunia, ha avvertito che nel caso in cui fosse necessario intervenire finanziariamente le banche dell’Europa dell’Est dovranno essere ricapitalizzate dalle capogruppo occidentali. Unicredit ha subito una flessione del 2,45% a 0,8955 euro, dopo una sospensione per eccesso di ribasso a metà mattina. Il titolo della banca ha segnato un minimo di 0,8595 euro. L’istituto guidato da Alessandro Profumo ha annunciato una partnership commerciale con il premio Nobel Muhamad Yunus nell’ambito del mediocredito. Un’iniziativa di questo genere sarà lanciata anche in Italia entro la fine dell’anno. IntesaSanpaolo ha ceduto il 4,94% a 1,693 euro. I principali quotidiani di oggi evidenziano nuovamente che l’alleanza con Generali nel settore bancassurance potrebbe essere a rischio. Il Banco Popolare ha perso il 4,77% a 2,6475 euro. Gli analisti di Mediobanca hanno peggiorato il rating sull’istituto, portandolo ad “underperform” (farà peggio del mercato), in seguito alla possibilità che l’istituto si faccia carico direttamente del rilancio della controllata Banca Italease (-2,96%). In forte discesa anche il Credem (-6,29%).
Prevale il segno meno tra gli istituti maggiormente attivi nel risparmio gestito. Azimut ha chiuso in calo dello 0,83% a 3,57 euro. La Consob ha comunicato che il 26 febbraio SEB Investment Management ha ridotto al di sotto del 2% la partecipazione detenuta nella società. In precedenza, il fondo deteneva il 2,708% del capitale della compagnia italiana. Banca Generali invariata a 2,31 euro. La compagnia ha annunciato che entro il 2009 incorporerà la controllata BSI Italia. La peggiore del comparto è stata Mediolanum (-4,79%).
Tra gli assicurativi spicca il tonfo di Cattolica, che ha lasciato sul terreno il 9,2% a 15,8 euro, dopo una sospensione per eccesso di ribasso. In forte calo anche Milano (-4,25%). Chiusura negativa per Generali (-0,52%) e Alleanza (-1,24%). In forte rialzo, invece, Fondiaria-Sai (+3,18%) e Unipol (+2,68%).
Non riesce il rimbalzo di Enel che ha registrato una flessione dell’1,97% a 3,6075 euro, dopo i pesanti ribassi subiti nelle ultime sedute. Andamento opposto per Snam Rete Gas (+0,8%) e Terna (-0,21%).
Segno meno per i petroliferi. Il prezzo del greggio è scivolato a 40 dollari al barile. Eni ha chiuso con un tonfo del 4,3% a 14,01 euro. In forte flessione Saipem (-3,25% a 11,3 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 20 febbraio Ubs figurava tra gli azionisti di riferimento della società. L’istituto svizzero ha in portafoglio il 2,913% del capitale dell’azienda italiana. Performance peggiore per Tenaris (-5,58% a 6,005 euro). In discesa anche Erg (-3,36% a 8,76 euro) e Saras (-2,13% a 2,0725 euro).
Tra le municipalizzate, si segnala il nuovo calo di Acea, che ha terminato la giornata con uno scivolone del 3,26%.
Telefonici tutti in rosso. Telecom Italia ha perso il 3,89% a 0,865 euro. I vertici della società hanno ribadito di non aver allo studio alcuna operazione di aumento di capitale. Intanto, dopo la diffusione dei risultati di bilanci e la decisione di tagliare il dividendo relativo all’esercizio 2008, S&P ha confermato il rating “BBB” sul debito a lungo termine di Telecom Italia. L’agenzia conferma il colosso telefonico tra gli emittenti di grado “non speculativo”. Segno meno anche per FastWeb e Tiscali, che hanno ceduto rispettivamente il 4,01% e il 5,61%.
Seat (-7,84% a 4,23 euro) maglia nera tra gli editoriali. In mattinata il titolo era stato sospeso dalle contrattazioni per eccesso di ribasso. Mediaset è scesa dell’1,31% a 3,385 euro. Gli analisti di Ubs hanno tagliato a 2,8 euro per azione il prezzo obiettivo sul gruppo del Biscione e hanno confermato l’indicazione di vendita delle azioni. Mediaset è uno dei titoli meno preferiti dalla banca d’affari svizzera, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile netto per il biennio per il biennio 2009/2010. In difficoltà anche Gruppo l’Espresso (-9,33%), RcsMediaGroup (-5,26%) e Telecom Italia Media (-6,04%). Al contrario, Mondadori ha guadagnato il 3,47% a 2,4625 euro. Gli analisti di Mediobanca hanno tagliato a 4 euro il prezzo obiettivo sul gruppo di Segrate, anche se hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

