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Piazza Affari, pesano i tedeschi

I tedeschi mettono in ansia le borse mondiali. Secondo indiscrezioni la Germania non sarebbe disposta ad accettare le proposte di riforma del Trattato Ue. In difficoltà i bancari. Spread a 400 punti

di Mauro Introzzi 7 dic 2011 ore 17:58
I tedeschi mettono in ansia le borse mondiali. Secondo indiscrezioni la Germania non sarebbe disposta ad accettare le proposte di riforma del Trattato Ue messe a punto dal presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy e su questa notizia i principali mercati internazionali hanno ritracciato decisamente. Di più se ne saprà domani, giornata in cui si aprirà la riunione dei leader europei, a Bruxelles. Sempre domani si terrà la riunione della Banca Centrale Europea che secondo le attese potrebbe ridurre di 25 punti base i tassi all’1%.
Nel frattempo lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi di pari importo è tornato vicino quota 400 punti. In mattinata era andata bene la domanda per il quinquennale tedesco. Il paese ha ricevuto 8,67 miliardi di offerte, per i Bobl 2016, con un bid-to-cover di 2,1. Il rendimento medio di questi titoli sarà dell'1,11%. L'opinione dei mercati sulla solidità dell'esposizione tedesca, evidentemente, non è stata intaccata dalle parole di Standard & Poor's, che ieri ha minacciato un downgrade al merito creditizio anche della Germania.

Così alla campana di fine contrattazioni il Ftse Mib ha perso l'1,24%
a 15.651 punti, mentre il Ftse All Share ha perso l'1,34% a 16.360 punti. In rosso pure Mid Cap (-1,31%) e Star (-1,44%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 1,94 miliardi di euro, rispetto agli 1,6 miliardi di ieri. Su 315 titoli trattati, 192 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 103. Invariate le restanti 20 azioni.

LEGGI LE QUOTAZIONI DEI TITOLI DEL FTSEMIB

In generale calo i bancari, con qualche eccezione.
In un report sul settore europeo gli analisti di Morgan Stanley hanno deciso di abbassare del 7-9% le stime 2012-2013 sugli utili dei bancari. Alla base del taglio un ulteriore deleveraging e una debolezza macro diffusa.
Per la banca d'affari l'unico istituto italiano che si merita un rating neutrale è IntesaSanpaolo (-2,77% a 1,3 euro) ma il suo target price scende da 1,5 a 1,4 euro.
Le valutazioni sono state abbassate anche su Monte dei Paschi di Siena (-5,66% a 0,2917 euro), da 0,4 a 0,25 euro, Banco Popolare (-0,29% a 1,017 euro) da 1,1 a 0,6 euro, sulla Popolare di Milano (+1,53% a 0,2995 euro), da 0,4 a 0,25 euro, su Mediobanca (+0,2% a 5,095 euro), da 5,4 a 4,955 euro, su Ubi Banca (+4,14% a 3,372 euro), da 2,5 a 2 euro e su Unicredit (-2,42% a 0,805 euro), da 0,9 a 0,55 euro. Il rating su queste ultime è per tutte "underweight" (sottopesare).
Nella giornata di ieri l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, ha dichiarato che tutti i proventi rinvenienti dal prossimo aumento di capitale saranno destinati all’investimento in Italia. Il manager ha detto che i grandi azionisti del gruppo, le Fondazioni, si sono detti disposti a partecipare alla ricapitalizzazione da 7,5 miliardi di euro.
Probabili manovre nel capitale della Popolare di Milano. Secondo il quotidiano MF Giuseppe Rotelli, già tra i soci di RcsMediagroup e che recentemente ha rilevato l’1% della banca meneghina, sarebbe intenzionato a rilevare dei diritti inoptati dell'aumento di capitale dell’istituto milanese.
Quella di Rotelli non sarebbe però l’unica mossa nell’azionariato perché sembra che una cordata vicina all'ex presidente Roberto Mazzotta potrebbe rilevare il 5% dell'inoptato.

Nel campo del risparmio gestito sotto i riflettori Azimut (+0,8% a 6,32 euro). Gli analisti di Mediobanca hanno alzato da 6,7 a 7 euro il prezzo obiettivo, confermando il rating "outperform" (farà meglio del mercato). Secondo Piazzetta Cuccia i flussi di novembre sono stati particolarmente buoni.
Gli esperti di Cheuvreux, invece, hanno confermato il target price di 8 euro con un rating “outperform” (farà meglio del mercato).

In grande difficoltà Fondiaria-Sai (-5,82% a 1,068 euro). La compagnia assicurativa dei Ligresti, che in queste ore sta vagliando l’offerta del gruppo Gavio per cedere il 33% della holding Igli (che ha in pancia il 29,8% di Impregilo, uscirà dal paniere FtseMib dal prossimo 19 dicembre. Il suo posto sarò preso da Salvatore Ferragamo (+3,54% a 11,69 euro).
Tra gli assicurativi un giudizio su Unipol (-1,12% a 0,2831 euro). Gli analisti di Kepler hanno tagliato da 0,4 a 0,36 euro il loro target price, confermando la loro indicazione d’acquisto (“buy”). Gli esperti hanno citato una “più cauta valutazione degli asset”.

Focus sui general contractor e sui titoli delle costruzioni Impregilo (-0,17%), Astaldi (-0,79%) e Trevi (-1,51%). Nella giornata di ieri il Cipe ha sbloccato opere per un valore totale di circa 3,8 miliardi di euro. Tra le opere sbloccate l'Alta velocità Treviglio-Brescia, l'alta velocità Milano-Genova e il Mose.
Impregilo, intanto, è nelle mire del gruppo Gavio, che ha fatto la sua offerta a Atlantia e Fondiaria-Sai per rilevare le quote in loro possesso di Igli, la holding che ha in pancia il 29,8% di Impregilo.

Mediaset (-1,51% a 2,218 euro) non dovrebbe partecipare all’asta per Endemol. A pochi giorni dalla scadenza, prevista per il 13 dicembre, per trovare un accordo sul maxi debito da 2,8 miliardi di euro, tra i creditori della società prende più corpo l’ipotesi della conversione del debito in azioni. I nuovi azionisti, principalmente fondi hedge, ultimi potrebbero poi indire una gara competitiva per vendere la casa produttrice, tra le altre cose, del “Grande Fratello”. Gli analisti di Banca Imi hanno deciso di confermare ad "add" (incrementare le posizioni) il loro rating su Mediaset, con un target price di 2,25 euro.

Finmeccanica (-1,83% a 3,328 euro), in merito a indiscrezioni su un presunto progetto di fusione tra Ansaldo STS (-4,51% a 6,99 euro) e AnsaldoBreda, ha precisato che tale opzione non è né allo studio né in fase di valutazione da parte dall’azienda, né in alcun modo percorribile. Il gruppo si è aggiudicata commesse per un valore totale di circa 285 milioni di euro attraverso le sue aziende AgustaWestland, Ansaldo Energia, Oto Melara, SELEX Galileo, Ansaldo STS e SELEX Elsag. In precedenza si era diffusa la notizia secondo la quale DRS, la controllata americana del gruppo di Giuseppe Orsi, ha ricevuto un ordine da Lockeed pari a circa 700 milioni di dollari.
A mercati quasi chiusi si è appreso che Fitch ha abbassato da "BBB" a "BBB-" il rating di Finmeccanica, assegnando alla società un outlook negativo.

Balzo di Poltrona Frau (+4,52% a 0,937 euro). Il gruppo ha inaugurato a Miami il suo più grande showroom multi-brand, con un’estensione di 2500 mq. La manovra fa parte della strategia di espansione sul mercato americano. In occasione dell’evento l’amministratore delegato della società Dario Raniero ha dichiarato che oltreoceano la società sta registrando una crescita a doppia cifra e un incremento importante della market share.

Con l'aumento delle accise sui carburanti voluto dal governo Monti tornano d'attualità le auto alimentati con sistemi alternativi rispetto a quelli a benzina e diesel. Così si fa alto il focus su Landi Renzo (+18,92% a 1,32 euro), leader negli impianti a gpl e a metano. La società è stata sospesa per eccesso di rialzo.

Ben comprata anche Cell Therapeutics (+13,31% a 0,945 euro) ha annunciato che i risultati finali di uno studio su tosedostat in pazienti anziani con leucemia mieloide acuta ("AML") recidivata o refrattaria sono stati selezionati per la presentazione orale al meeting annuale 2011 dell’American Society of Hematology (ASH) che si terrà dal 10 al 13 dicembre 2011, a San Diego, in California.

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