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Piazza Affari in rosso: male i bancari, bene l’asta dei Bot semestrali
Piazza Affari in rosso: male i bancari, bene l’asta dei Bot semestrali
Vendite sui bancari, penalizzati dai ribassi registrati dai maggiori istituti francesi. Male Unicredit e Monte dei Paschi di Siena. In forte calo anche Fondiaria-SAI
di Edoardo Fagnani 27 gen 2012 ore 17:53Il FTSEMib ha ceduto l’1,02% a 15.947punti, mentre il FTSE Italia All Share ha subito una flessione dell’1,06% a 16.854 punti. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (-0,67%) e il FTSE Italia Star (+0,24%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è stato pari a 2,21 miliardi di euro, in contrazione rispetto ai 2,67 miliardi di ieri. Su 332 titoli trattati, 138 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i segni meno sono stati 184. Invariate le restanti dieci azioni. L’euro oscilla tra gli 1,31 e gli 1,32 dollari. L’oro si è attestato a 1.735 dollari.
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Vendite sui bancari, penalizzati dai ribassi registrati dai maggiori istituti francesi. In forte calo Unicredit. Il titolo dell’istituto ha subito una flessione del 4,5% a 3,65 euro. Oggi era l’ultimo giorno a disposizione per aderire all’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro lanciato dalla banca. Intanto, secondo quanto scritto su MF, Francesco Gaetano Caltagirone sarebbe entrato nell’azionariato di Unicredit, sfruttando il recente aumento di capitale. L’imprenditore avrebbe rilevato una quota compresa tra l’1% e il 2% del capitale dell’istituto, diventando uno dei maggiori azionisti privati della banca.
Monte dei Paschi di Siena ha perso il 3,34% a 0,2981 euro. Il consiglio di amministrazione della banca toscana ha preso atto della volontà di Francesco Gaetano Caltagirone di dimettersi dalla carica di consigliere e di vice presidente. L'imprenditore ha optato per la carica di vice presidente di Generali (-1,04%). Intanto, dalle comunicazioni di Internal Dealing diffuse da Borsa Italiana si apprende che il 20 gennaio lo stesso Caltagirone ha venduto 93,8 milioni di azioni di Monte dei Paschi di Siena a prezzi compresi tra gli 0,2017 euro e gli 0,2289 euro.
Flessioni nell’ordine del 3% per il Banco Popolare e la Popolare di Milano.
IntesaSanpaolo ha limitato il ribasso allo 0,69% a 1,448 euro. Il management ha segnalato che l’istituto sta continuando a sostenere le imprese nonostante i paletti imposti dall'EBA, definiti "molto stretti", meritino una riflessione.
Tra gli assicurativi, riflettori accesi su Fondiaria-SAI che ha registrato una flessione del 6,72% a 0,687 euro. Secondo quanto scritto sui principali quotidiani, l'aumento di capitale della compagnia potrebbe essere più corposo dei 750 milioni di euro preventivati.
Petroliferi tra luci e ombre. Eni è scesa dello 0,94% a 16,86 euro. Il Cane a sei zampe ha lanciato un prestito obbligazionario della durata di 8 anni, destinato agli investitori istituzionali. Secondo quanto riportato dalle agenzie stampa l’ammontare del bond dovrebbe essere di un miliardo di euro. Le prime indicazioni segnalano un rendimento pari al tasso mid swap di pari durata, maggiorato di 220 punti base. Segno meno anche per Saipem (-1,48% a 35,22 euro) e Tenaris (-0,79% a 15,16 euro). Variazioni frazionali per Saras (+0,09% a 1,091 euro) ed Erg (-0,41% a 8,44 euro).
Enel ha registrato un ribasso dello 0,64% a 3,114 euro. Gli analisti di Jp Morgan hanno tagliato da 4,3 euro a 4 euro il target price sul colosso elettrico. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito il giudizio “Overweight” (sovrappesare). Enel Green Power ha recuperato lo 0,78% a 1,556 euro. La società ha chiuso il 2011 con ricavi pari a 2,5 miliardi di euro, in crescita dell’8,7% rispetto ai 2,3 miliardi di euro dell’esercizio precedente. La società ha evidenziato che i ricavi includono proventi straordinari pari a 200 milioni di euro. Il margine operativo lordo è stato pari a 1,6 miliardi di euro, con un incremento del 23,1% rispetto al 2010.
Edison ha ceduto lo 0,12% a 0,8255 euro. Secondo quanto scritto su MF i piccoli azionisti della società energetica avrebbero depositato un esposto alla Consob contro l’opa da 0,84 euro per azione promossa da EDF.
Telecom Italia è scesa dello 0,51% a 0,784 euro. Gli analisti di Citigroup hanno tagliato da 1,2 euro a 1 euro il target price sul colosso telefonico, in seguito alla riduzione delle stime sul dividendo relativo all’esercizio 2011. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.
Tra le altre società a maggiore capitalizzazione spicca l’ottima performance di Salvatore Ferragamo, che ha registrato un balzo del 7,19% a 12,53 euro. La società del lusso ha chiuso il 2011 con un giro d'affari di 986,5 milioni di euro, in aumento del 26,2% rispetto al precedente esercizio. Nel solo quarto trimestre la crescita dei ricavi, rispetto all’analogo periodo del 2010, è stata pari al 23%. Alla luce di questi risultati gli analisti di Mediobanca hanno alzato da 13,4 euro a 14,1 euro il prezzo obiettivo su Salvatore Ferragamo, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2011/2013. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Promozione completa da Deutsche Bank, che ha incrementato a 13,4 euro il target price sull’azienda e ora consiglia l’acquisto delle azioni.
Fiat ha perso il 4,26% a 4,5 euro. Secondo gli addetti ai lavori il titolo del gruppo automobilistico sarebbe stato penalizzato dai risultati trimestrali di Ford, giudicati peggiori delle attese. Fiat Industrial lasciato sul terreno il 2,52% a 7,93 euro. Gli analisti di Intermonte hanno alzato da 7,6 euro a 8,5 euro per azione la valutazione sulla società, in seguito al miglioramento delle stime per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Neutrale”. Exor ha ceduto l’1,44% a 17,75 euro. Dalle comunicazioni diffuse dalla Consob si apprende che il 18 gennaio Mackenzie Financial Corporation ha ridotto al 4,98% la quota detenuta nella holding della famiglia Agnelli.
Impregilo ha perso il 2,16% a 2,622 euro. Secondo quanto scritto su MF potrebbero essere sbloccati i fondi per il pagamento del termovalorizzatore di Acerra, pari a 300 milioni di euro, costruito dalla società quotata. Impregilo doveva essere pagata entro il 31 dicembre 2011.
Ancora sotto i riflettori Meridiana Fly, dopo il balzo del 26% messo a segno ieri. Il titolo della compagnia aerea ha registrato un frazionale progresso dello 0,4% a 5 euro, dopo essere rimasto sospeso per eccesso di rialzo per buona parte della giornata. Meridiana Fly ha precisato di non essere in possesso di informazioni cui possa collegarsi il rally, al di fuori dell'operazione di aumento di capitale dettagliata lo scorso mese di dicembre.
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Quotazioni: BCA MPS
FONDIARIA-SAI
SALVATORE FERRAGAMO
UNICREDIT
MERIDIANA FLY


Bene l'asta dei bot
Quanta euforia... sono a scadenza breve, vediamo la prossima settimana con i titoli a lunga scadenza comunque se un giorno si e uno no siamo al cardiopalma x il collocamento di debito ....andiamo poco lontano.