Piazza Affari: Ftse Mib sotto i 20mila
In difficoltà i finanziari e i titoli del risparmio gestito. Vendite anche su Finmeccanica e Mediaset, che ha ridotto il calo sul finale. In controtendenza Unicredit
di Mauro Introzzi 20 ago 2010 ore 17:49In rosso anche le altre piazze europee e Wall Street.
Così il FTSEMib ha perso l’1,22% a 19.870 punti, mentre il FTSE Italia AllShare è sceso dell’1,16% a 20.399 punti. In negativo anche il FTSE Italia Mid Cap (-0,85%) e il FTSE Italia Star (-0,56%).
Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,16 miliardi di euro, rispetto ai 2,22 miliardi di ieri. Su 311 titoli trattati, 215 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre i segni positivi sono stati 75. Invariate le restanti 21 azioni.
Le dichiarazioni di Axel Weber, membro della Bce e governatore tedesco, hanno appesantito l'euro a favore del dollaro. Secondo il banchiere ha dichiarato che per la banca guidata da Trichet sarebbe saggio mantenere i tassi a livellli bassi fin oltre la fine del 2010. Così l'euro è scambiato a circa 1,267 dollari.
In ribasso il petrolio: a New York un barile di greggio è scambiato a 74 dollari.
In ribasso il risparmio gestito. Tra i peggiori Azimut (-3,64%). Dalle comunicazioni relative alle partecipazioni rilevanti raccolte dalla Consob si apprende che dallo scorso 12 agosto il gruppo Aviva Investors Global Services Limited ha una quota del 2,07% del capitale della società del risparmio gestito.
Si è salvata Unicredit (-0,05% a 1,937 euro) alle prese con la cessione di Pioneer. Secondo indiscrezioni la banca guidata da Alessandro Profumo potrebbe decidere di scindere, e cedere separatamente, le attività europee da quelle americane della controllata del risparmio gestito Pioneer. Questa mossa potrebbe valorizzare meglio il business che Unicredit ha già annunciato di voler cedere. Un portavoce, intanto, ha dichiarato che sulla vicenda non è stato ancora deciso nulla.
Gli analisti di Mediobanca, che hanno ricordato l'importanza della cessione da parte di Unicredit di Pioneer, hanno confermato il loro "neutrale" sul titolo della banca di Alessandro Profumo, confermando a 2,3 euro il target price.
Gli analisti di Equita sim hanno confermato a "buy" (acquistare) il loro giudizio su Unicredit, con un target price di 2,5 euro. Gli esperti evidenziano come la separazione delle attività Usa da quelle europee favorirà la vendita soprattutto delle prime.
Tra le altre banche, male Ubi Banca (-2,77%) e IntesaSanpaolo (-2,29%).
In difficoltà Finmeccanica (-2,96% a 8,04 euro). Gli analisti della banca d’affari giapponese Nomura hanno deciso di ridurre da 13,3 a 10 euro il loro target price sul gruppo, confermando il loro “buy” (acquistare). A pesare sulla valutazione della società guidata da Pierfrancesco Guarguaglini il taglio delle spese militari che dovrebbe caratterizzare la strategia di molti governi.
Inoltre, secondo quanto riportano le agenzie di stampa la Gran Bretagna, con il fine di ridurre le spese, potrebbe cancellare l'acquisto di una o entrambe le portaerei e quindi i progetti di acquisto di altri 48 Eurofighter Typhoon oltre ai 160 già ordinati. Il modello in questione è prodotto da un consorzio di cui fa parte anche Finmeccanica.
È risalita sul finale Mediaset (-1,6%). Secondo quanto riporta la stampa americana, Endemol (società di produzioni televisive di cui Mediaset possiede il 33%) sarebbe in grossa crisi. Gravata da 3 miliardi di dollari di debito rischierebbe addirittura il fallimento.
Sempre secondo la stampa Goldman Sachs e John de Mol, soci di Mediaset nell'azionariato di Endemol, starebbero mettendo a punto un piano di ristrutturazione finanziaria.
Nel corso della giornata è però arrivata la smentita, e la conseguente risalita del titolo. In una nota il celebre produttore di reality show, partecipato al 33% da Mediaset, ha dichiarato di avere una "forte" posizione di liquidità e che prevede di rispettare nel prossimo futuro i covenant sul debito.
Si è difesa molto bene Impregilo (+0,74%), promossa da Ubs. Il nuovo giudizio della banca d’affari elvetica, “buy” (acquistare), rivede al rialzo il precedente “neutrale”. Confermato a 2,7 euro il target price.
L’altro titolo in rialzo tra le blue chip del Ftse Mib è stato Parmalat (+0,43%).
I titoli del comparto petrolifero non hanno sfruttato l'ultima notizia di M&A internazionale arrivata nelle scorse ore. La coreana Korea National Petroleum ha lanciato un'offerta sulla compagnia petrolifera britannica Dana, valutando quest'ultima circa 2,9 miliardi di dollari. Evidentemente sul comparto pesa più la brusca frenata del petrolio.
Eni (-0,45%) ha smentito l'esistenza di una trattativa con il gruppo petrolifero dell'Arabia Saudita Black Gold relativa a un accordo di partenariato per la collaborazione e l'esplorazione nella concessione Marina XII, situata in Congo. L'indiscrezione era stata ripresa dalla stampa nelle scorse ore.
Una conferma anche su Enel (-1,13% a 3,7225 euro). Gli analisti di Banca Imi confermano la propria raccomandazioni "buy" (acquistare) sul gruppo e il target price di 5,2 euro. Gli esperti hanno commentato l'indiscrezione su una possibile offerta sulla polacca Enea, ritenendo l'eventualità di difficile realizzazione.
Tra gli energetici in calo dell’1,25% Acea, a 8,675 euro. Gli analisti di Equita Sim hanno deciso di alzare a 10,3 euro la loro valutazione sul gruppo capitolino, confermando il rating "hold" (mantenere). Il precedente prezzo obiettivo era di 9,36 euro. Gli esperti hanno anche migliorato le stime sulla marginalità del 2010.
Dopo il rally che l'ha portata a crescere di quasi 18 punti percentuali in scia all'offerta di Bhp Billiton sulla canadese Potash, uno dei leader mondiali nel campo dei fertilizzanti, Isagro è vittima delle prese di beneficio e ha lasciato sul terreno il 6,12% a 2,9525 euro. Nel frattempo gli analisti di Banca Imi hanno confermato la raccomandazione "buy" (acquistare) e il target price di 3,4 euro.
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