Piazza Affari continua a scendere. Tiscali sospesa (-46%)
Tiscali resta sospesa per eccesso di ribasso, dopo aver segnato un calo teorico del 46%. Pesano i timori sul futuro dell'azienda. Indici in forte flessione a Piazza Affari, dopo i pesanti ribassi delle ultime due sedute. Bancari in difficoltà anche oggi.
Edoardo Fagnani
lunedì, 9 marzo 2009 - 12:45
Tiscali resta sospesa per eccesso di ribasso, dopo aver segnato un calo teorico del 46%. La società sarda ha deciso di interrompere le trattative con BSkyB per la cessione delle attività inglesi del gruppo. La società italiana non è riuscita a trovare un accordo con il colosso britannico, a causa del deterioramento del contesto di mercato in cui opera anche il potenziale acquirente. Inoltre, Tiscali intende chiedere ai principali istituti finanziatori di concedere un periodo di sospensione dei pagamenti di interessi, quote capitali e dei covenant finanziari, funzionale al raggiungimento degli obiettivi gestionali e finanziari. Infine, i vertici di Tiscali hanno anticipato che il 2008 si è chiuso con ricavi per circa un miliardo di euro, in linea con le previsioni, ed un margine operativo lordo per circa 200 milioni di euro. Quest’ultimo dato è inferiore alle stime comunicate ad agosto 2008, ma è coerente con il consensus di mercato. Dopo queste notizie sono arrivate le prime bocciature su Tiscali. Gli analisti di Banca Akros hanno tagliato il giudizio sulla società sarda e ora dicono di venderne le azioni.
Telecom Italia registra una flessione del 5,93% a 0,77 euro. Gli analisti del Credit Suisse hanno tagliato il target price sul colosso telefonico, portandolo a 0,8 euro, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per il biennio 2009/2010. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato).
Indici in forte flessione a Piazza Affari. Il mercato azionario non riesce a rimbalzare dopo i pesanti ribassi delle ultime sedute. L'S&P/Mib è in calo del 3,4% a 12.457 punti, dopo aver toccato un minimo a 12.377 punti. Il Mibtel cede il 2,84%. Ribassi pesanti anche per il Midex (-2,93%) e l'AllStars (-1,99%).
Le principali borse europee registra flessioni nell’ordine dell’1,5-2%.
L’euro viene scambiato a 1,259 dollari.
Non ferma neppure oggi la discesa dei bancari.
Ancora in rosso per Unicredit (-2,83% a 0,703 euro), dopo che nelle precedenti sedute il titolo ha lasciato sul terreno più del 10% ogni giorno. In difficoltà anche Intesasanpaolo (-5,79% a 1,368 euro).
UBI Banca cede l’8% a 5,805 euro. L’agenzia S&P ha peggiorato le prospettive sull’istituto, portandole da “positive” a “neutrali”, in seguito al deterioramento della situazione economica, che potrebbe avere un impatto negativo sul gruppo nell’esercizio in corso. Per contro, gli analisti hanno ribadito il rating sul debito a breve e a lungo dell’istituto.
Il Banco Popolare perde l’8,65% a 1,9 euro. Gli analisti di Citigroup hanno tagliato a 2,45 euro il prezzo obiettivo sull’istituto, anche se hanno confermato l’indicazione di mantenere il titolo in portafoglio. Ubs, invece, ha ridotto il rating sul Banco Popolare, portandolo a “Neutrale” e ha sforbiciato il prezzo obiettivo riducendolo a 2,2 euro dai precedenti 6,2 euro. Gli esperti della banca svizzera puntano il dito sulla necessità di ristrutturare Banca Italease (-10,1%).
Il Credem cede il 7,61% a 1,7 euro, nonostante gli analisti di Deutsche Bank abbiano migliorato il giudizio sull’istituto, portandolo da “Sell” (vendere) a “Hold” (mantenere), in seguito al recente ribasso segnato dal titolo. Tuttavia, gli esperti della banca tedesca hanno tagliato 2,3 euro il prezzo obiettivo sulla banca, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2008/2010.
Ancora nervosismo elevato tra i petroliferi. Eni registra un frazionale progresso dello 0,41% a 12,35 euro. Andamento opposto per Saipem (+0,61% a 11,47 euro) e Tenaris (-2,84% a 6,16 euro). In rosso Erg (-0,89% a 8,905 euro) e Saras (-3,4% a 1,944 euro).
Enel registra un ribasso del 3,62% a 3,33 euro. Secondo alcune indiscrezioni l’ammontare dell’aumento di capitale del colosso elettrico potrebbe salire a 8 miliardi di euro rispetto ai 7 miliardi indicati nei giorni scorsi. Nei prossimi giorni il consiglio di amministrazione di Enel valuterà se procedere con la ricapitalizzazione.
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