Piazza Affari ancora giù. Tiscali a picco (-45%)
Tiscali subito sospesa per eccesso di ribasso, dopo aver segnato un calo teorico del 48%. La società sarda risente delle notizie negative comunicate lo scorso venerdì. Avvio di giornata con il segno meno per Piazza Affari. Ancora in rosso i bancari.
di Edoardo Fagnani 9 mar 2009 ore 09:40Telecom Italia registra una flessione del 2,58% a 3,025 euro. Gli analisti del Credit Suisse hanno tagliato il target price sul colosso telefonico, portandolo a 0,8 euro, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per il biennio 2009/2010. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato).
Avvio di giornata con il segno meno per Piazza Affari, che non riesce a rimbalzare dopo i pesanti ribassi delle ultime due sedute. L'S&P/Mib è in calo dell’1,36%, mentre il Mibtel cede lo 0,85%. Ribassi frazionali per il Midex (-0,6%) e l'AllStars (-0,07%).
Le principali borse europee registra flessioni nell’ordine del punto percentuale.
Wall Street ha chiuso l’ultima seduta della settimana con gli indici a due velocità. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,49%, terminando la giornata a 6.627 punti. Tuttavia, la settimana si è chiusa con una flessione di oltre il 6%. Segno più anche per l’S&P500 (+0,12% a 683,5 punti), anche se l’ottava si è chiusa con calo del 7%. Performance negativa, invece, per il Nasdaq, che ha perso lo 0,44% a 1.294 punti. Ancora una decisa flessione per General Motors (-22%).
Avvio di settimana negativo per la borsa di Tokyo, ai minimi da 26 anni a questa parte. Dopo un avvio positivo la borsa giapponese ha cambiato rotta, chiudendo ai minimi dall'ottobre del 1982. L’indice Nikkei ha perso l'1,21% a 7.086 punti.
L’euro viene scambiato a 1,2629 dollari.
Non ferma neppure oggi la discesa dei bancari.
Avvio in rosso per Unicredit (-1,45% a 0,713 euro), dopo che nelle precedenti sedute il titolo ha lasciato sul terreno più del 10% ogni giorno. In difficoltà anche Intesasanpaolo (-4,34% a 1,389 euro).
UBI Banca cede il 2,77% a 6,145 euro. L’agenzia S&P ha peggiorato le prospettive sull’istituto, portandole da “positive” a “neutrali”, in seguito al deterioramento della situazione economica, che potrebbe avere un impatto negativo sul gruppo nell’esercizio in corso. Per contro, gli analisti hanno ribadito il rating sul debito a breve e a lungo dell’istituto.
Il Banco Popolare perde il 5% a 1,976 euro. Gli analisti di Citigroup hanno tagliato a 2,45 euro il prezzo obiettivo sull’istituto, anche se hanno confermato l’indicazione di mantenere il titolo in portafoglio. Ubs, invece, ha ridotto il rating sul Banco Popolare, portandolo a “Neutrale” e ha sforbiciato il prezzo obiettivo riducendolo a 2,2 euro dai precedenti 6,2 euro.
Il Credem è congelato per eccesso di ribasso, dopo aver segnato un calo teorico del 6,5%, nonostante gli analisti di Deutsche Bank abbiano migliorato il giudizio sull’istituto, portandolo da “Sell” (vendere) a “Hold” (mantenere).
Ancora nervosismo elevato tra i petroliferi. Eni registra un progresso dello 0,81% a 12,4 euro. Andamento positivo per Saipem (+0,53% a 11,46 euro) e Tenaris (+1,18% a 6,415 euro). A due velocità Erg (+1,17% a 9,09 euro) e Saras (-1,76% a 1,977 euro).
Cattolica Assicurazioni perde il 6,69% a 13,53 euro. Dopo la diffusione dei risultati di bilancio, gli analisti di Banca Leonardo hanno migliorato il giudizio sulla compagnia assicurativa e ora dicono di acquistarne le azioni. Gli analisti hanno confermato il target price di 25 euro.
Milano Assicurazioni è in rialzo dello 0,17% a 1,213 euro. Secondo quanto riportato dalla stampa nel week-end la compagnia dovrebbe aver chiuso il 2008 con premi complessivi per 4,1 miliardi di euro, in aumento del 14% rispetto all’esercizio precedente. Il ramo danni ha evidenziato una crescita di quasi il 10% a oltre 2,9 miliardi. Le stime per il 2009 indicano un miglioramento del combined ratio, mentre i vertici della compagnia puntano a confermare una redditività del dividendo a due cifre.
Mediaset è in ribasso del 2,84% a 3,1675 euro. Gli esperti di Bernstein hanno tagliato a 2,65 euro il prezzo obiettivo sul gruppo del Biscione, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2009/2010. Gli analisti hanno ribadito il rating “Underperform” (farà peggio del mercato).
Italcementi guadagna lo 0,14% a 7,2 euro. La società bergamasca ha chiuso il 2008 con ricavi per quasi 5,8 miliardi di euro, in calo del 3,8% rispetto al risultato ottenuto l’anno precedente. L’utile netto di è dimezzato ed è sceso a 272,2 milioni di euro. A fine 2008 l’indebitamento netto del gruppo era cresciuto a 2,7 miliardi di euro, rispetto ai 2,42 miliardi di inizio anno. Il management di Italcementi ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,18 euro per azione per le azioni ordinarie e di 0,21 euro per i titoli di risparmio. L’ammontare delle cedole è la metà di quello staccato lo scorso anno. I vertici dell’azienda hanno deciso di non fornire indicazioni puntuali per il 2009, a causa del contesto economico incerto a livello internazionale.
Prysmian limita il calo allo 0,16% a 6,34 euro. RBS ha tagliato a 6,95 euro il prezzo obiettivo sulla società, anche se ha confermato il giudizio “Hold” (mantenere).
Cir guadagna l’1,79% a 0,683 euro. Prima della diffusione dei risultati di bilancio, gli analisti di Goldman Sachs hanno tagliato a 0,94 euro per azione la valutazione sulla holding, anche se hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.
All’AllStars ancora in difficoltà Dmt. Il titolo è stato subito sospeso per eccesso di ribasso, dopo aver segnato un calo teorico dell’11,5%.
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