Milano, si rivede il segno meno
Sono tornate le vendite sui bancari, dopo i forti rialzi messi a segno nelle ultime sedute. Pochi spunti per Eni. Da segnalare il balzo di Telecom Italia
di Edoardo Fagnani 28 lug 2010 ore 17:54Sono tornate le vendite sui bancari, dopo i forti rialzi messi a segno nelle ultime sedute. Unicredit ha chiuso la giornata con una flessione dello 0,35% a 2,155 euro. L’agenzia S&P ha assegnato un rating “BBB” all’emissione subordinata da 500 milioni di euro lanciata dalla banca a metà luglio. Intanto, gli analisti di Evolution sec hanno fissato un’indicazione di vendita su Unicredit, almeno nel breve periodo. Il prezzo obiettivo fissato dagli analisti è di 1,8 euro. Segno meno anche per IntesaSanpaolo (-1,25%) e UBI Banca (-1,27%). In forte rialzo, invece, Monte dei Paschi di Siena (+1,3%).
Mediolanum ha perso l’1,97% a 3,355 euro. Gli analisti di Cheuvreux hanno tagliato da 3,7 euro a 3,5 euro il prezzo obiettivo sulla compagnia guidata da Ennio Doris. Gli analisti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato).
Seduta contrastata per i petroliferi. Eni ha registrato un frazionale ribasso dello 0,63% a 15,74 euro. Il colosso italiano ha chiuso il primo semestre del 2010 con ricavi pari a 47,7 miliardi di euro, in crescita del 13,6% dai 42 miliardi dello stesso periodo del 2009. L'utile netto adjusted è stato pari a 3,45 miliardi nel semestre, con un miglioramento del 29,5%. Il management ha proposto la distribuzione di un acconto sul dividendo di 0,5 euro per azione, confermando l’ammontare distribuito a settembre del 2009. Intanto, il Ministro del Petrolio egiziano ed Eni hanno firmato un accordo strategico per lo sviluppo di nuove collaborazioni nelle attività di esplorazione, produzione e trasporto di idrocarburi. Inoltre, Eni ha avviato la produzione del nuovo giacimento a olio Arcadia, situato nel deserto Occidentale egiziano. Saipem è scesa dello 0,84% a 27,27 euro. Gli analisti di S&P Equity hanno migliorato il giudizio sulla società e ora consigliano l’acquisto delle azioni. Il precedente giudizio era “Hold” (mantenere). Barclays, invece, ha incrementato il target price su Saipem, portandolo da 36,5 euro a 38 euro, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare). Segno più, invece, per Tenaris (+0,86% a 15,3 euro). In rosso Saras (-3,12% a 1,519 euro) ed Erg (-0,1% a 10,24 euro). Gli analisti di Bank of America hanno peggiorato ad “Underperform” (farà peggio del mercato) il giudizio sulla società guidata dalla famiglia Moratti. Goldman Sachs ed Equita sim, invece, hanno tagliato il target price su Saras, portandolo rispettivamente a 2 euro e a 1,8, in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per i prossimi trimestri. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato il giudizio “Neutrale”.
Enel è scesa dello 0,2% a 3,7175 euro. La controllata spagnola Endesa ha chiuso il primo semestre del 2010 con un margine operativo lordo di 3,85 miliardi di euro, in aumento del 3,1% rispetto al risultato della prima metà dello scorso anno. L’utile netto si è attestato a 2,12 miliardi. Performance positive per Snam Rete Gas (+0,99%) e Terna (+1,36%).
Acea ha messo a segno un rialzo dell’1,04% a 8,755 euro. La municipalizzata romana ha chiuso il primo semestre del 2010 con ricavi e redditività in crescita. Acea ha confermato che proseguono i colloqui con il partner GdF Suez al fine di risolvere la controversia in corso tra le due aziende. Hera ha recuperato il 2,96% a 1,46 euro. La municipalizzata e una società controllata da EISER Infrastructure Limited hanno firmato un accordo vincolante per l’acquisto di una quota pari al 20% del capitale sociale di Herambiente. Il corrispettivo per l’operazione è pari a 105,6 milioni di euro.
Tra gli assicurativi da segnalare il balzo di Fondiaria-Sai (+4,15% a 8,415 euro). Performance positive anche per Milano Assicurazioni (+2,08%) e Unipol (+1,67%). Al contrario, Generali ha lasciato sul terreno l’1,46%.
Telecom Italia (+2,23% a 0,997 euro) in evidenza tra i telefonici. Gli addetti ai lavori hanno collegato il rialzo del colosso italiano all’accordo raggiunto tra la spagnola Telefonica e Portugal Telecom per il controllo della brasiliana Vivo. Pochi spunti per FastWeb (invariata) e Tiscali (+0,54%).
Tra gli editoriali in evidenza RcsMediaGroup che è balzata del 5,73% a 1,107 euro. La società ha chiuso il primo semestre del 2010 con ricavi per 1,097 miliardi di euro, in leggera crescita rispetto agli 1,093 miliardi della prima metà dello scorso anno. La perdita si è ridotta a 9,8 milioni di euro, dal rosso di 65,1 milioni dei primi sei mesi del 2009. Nel solo secondo trimestre RcsMediaGroup ha registrato un utile di 21 milioni di euro. Seat ha messo a segno un rialzo dello 0,3% a 0,1359 euro. Gli analisti di Deutsche Bank hanno tagliato il prezzo obiettivo sulla società editoriale, portandolo da 0,18 euro a 0,15 euro. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). In rosso Gruppo l’Espresso (-0,44%) e Mediaset (-0,3%).
Tra le altre società a maggiore capitalizzazione è proseguita la discesa di Ansaldo-Sts (- 4,18% a 10,32 euro). Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Goldman Sachs hanno limato il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 15,42 euro a 15,4 euro. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Sulla stessa lunghezza d’onda NatIxis ed Equita sim, che hanno ridotto a 12 euro e a 13,3 il prezzo obiettivo, mentre hanno confermato il giudizio “Buy” (acquistare). Anche Exane ha ridotto il prezzo obiettivo su Andalso-Sts, portandolo da 14,3 euro a 14 euro. Gli esperti hanno escluso la società dalla lista dei titoli preferiti a media capitalizzazione, anche se hanno ribadito il rating “outperform” (farà meglio del mercato). Stesso giudizio da Mediobanca, che ha ridotto il target price sul titolo da 12,9 euro a 12,5 euro. Cheuvreux, invece, ha peggiorato il giudizio su Ansaldo-Sts, portandolo da “outperfrorm” ad “underperform” (farà peggio del mercato). Gli esperti hanno sforbiciato a 11 euro il target price. Fiat ha chiuso in rialzo dello 0,05% a 9,815 euro. Lo scorso 19 luglio la società automobilistica ha iscritto al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino la società Fabbrica Italia Spa, la newco che dovrà assorbire i dipendenti di Pomigliano che dal 2011 produrranno la Panda con un nuovo contratto di lavoro. Finmeccanica ha è salita dello 0,23% a 8,8 euro nel giorno del cda per l’esame dei dati del primo semestre del 2010. Intanto, secondo alcune indiscrezioni Finmeccanica starebbe rinegoziando linee di credito per un ammontare di 2,4 miliardi di euro. Prysmian ha subito un ribasso dell’1,06% a 13,04 euro. Gli addetti ai lavori hanno collegato il calo del titolo con le indicazioni peggiori delle attese del concorrente francese Nexans. Impregilo ha guadagnato l’1,98% a 2,06 euro. La società di costruzioni si è aggiudicata la concessione del terzo lotto autostradale del progetto Ruta del Sol in Colombia. La concessione è affidata ad un raggruppamento guidato da Impregilo. Parmalat ha lasciato sul terreno il 2,37%. Il gruppo di Collecchio ha segnalato che ha comunicato che a seguito del procedimento di accreditamento delle azioni e dei warrant ai creditori della società, lo scorso 23 luglio il capitale sociale del gruppo è cresciuto da 1,7284 miliardi di euro a 1,7289 miliardi di euro. Ribassi nell’ordine del 2% anche per Lottomatica, Autogrill e Campari, mentre Stm ha guadagnato lo 0,72%.
Tra le società a media capitalizzazione in evidenza Maire Tecnimont che è balzata del 4,9% a 2,89 euro. Il mercato ha apprezzato la notizia della commessa da 400 milioni di dollari ottenuta in Kuwait. Indesit ha recuperato lo 0,6% a 9,165 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 20 luglio Jp Morgan AM ha ridotto all’1,818% la partecipazione detenuta nella società italiana. In precedenza il gruppo statunitense era accreditato del 2,261% del capitale di Indesit. Recordati ha registrato un minimo progresso dello 0,09% a 5,74 euro. La società farmaceutica ha chiuso il primo semestre del 2010 con ricavi in leggero calo e redditività in miglioramento.
Al segmento STAR spicca la performance di Cementir che registrato un ribasso del 3,06% a 2,295 euro. Gli analisti di Centrobanca hanno migliorato il giudizio sulla società e ora consigliano l’acquisto delle azioni. Gli esperti hanno incrementato le stime per il biennio 2010/2011. Amplifon è scesa dello 0,26% a 3,8 euro. La società ha chiuso il primo semestre del 2010 con una crescita del fatturato e della redditività. Sogefi ha ceduto l’1,3% a 1,97 euro. Gli analisti di Unicredit Mib hanno migliorato a 2,25 euro per azione la valutazione sulla società. Il giudizio è “Hold” (mantenere). Intanto, la Consob ha comunicato che il 22 luglio Bestinver Gestion SGIIC ha limato la partecipazione detenuta nel capitale di Sogefi, portandola dal 7,553% al 7,156%.
Snai ha registrato un progresso del 6,81% a 3,06 euro. Secondo quanto scritto su MF i fondi di private equity Clessidra e Investindustrial sarebbero interessati a rilevare il controllo totale della società. L’operazione dovrebbe prevedere anche il lancio di un’opa sulla società operativa. Stefanel ha segnato una flessione dell’1,07% a 0,65 euro. Dalle comunicazioni di Internal Dealing diffuse da Borsa Italiana si apprende il 23 luglio, il numero uno della società, Giuseppe Stefanel, ha sottoscritto 1,02 milioni di nuove azioni a un prezzo unitario di 0,615 euro. Intanto, secondo quanto scritto su MF, i vertici di Stefanel starebbero valutando la possibilità di quotare la controllata Nuance. MolMed ha perso l’1,96% a 0,549 euro. Oggi era l’ultimo giorno a disposizione per sottoscrivere i diritti (+96,3% a 0,0053 euro) rimasti inoptati dell’aumento di capitale lanciato dalla società biotech. Cell Therapeutics ha ceduto lo 0,48% a 0,314 euro. La società biotech ha perfezionato la preannunciata vendita di 4,06 milioni di dollari di titoli ad un investitore accreditato, nel quadro di un’offerta privata. Ancora in ribasso Meridiana Fly. Le azioni della compagnia aerea hanno registrato un ribasso del 6,28% a 0,0731 euro, mentre i diritti relativi all’aumento di capitale hanno subito un calo del 28,2% a 0,0051 euro. In difficoltà la Roma (-3,43% a 0,9435 euro). Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore, nell’accordo raggiunto tra la famiglia Sensi e Unicredit ci sarebbe una clausola che escluderebbe il lancio di un’opa per rilevare il controllo della squadra giallorossa.
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