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MILANO RIMETTE IL TURBO!

Seduta brillante per i bancari: molto bene Unicredit e IntesaSanpaolo. Da segnalare l’ottima performance di Eni. Molto bene anche Mediaset, in scia al nuovo target price di Barclays

di Edoardo Fagnani 14 set 2012 ore 17:47
Indici in forte rialzo a Piazza Affari e in Europa nell’ultima seduta della settimana. I mercati sono saliti in scia alla decisione della FED di lanciare un nuovo piano di riacquisto di titoli di stato (quantitative easing), il terzo della serie. Positive anche le prime indicazioni da Wall Street, in seguito al dato migliore delle attese della fiducia delle famiglie. Seduta brillante per i bancari: molto bene Unicredit e IntesaSanpaolo. Da segnalare l’ottima performance di Eni. Molto bene anche Mediaset e Fiat.
Il FTSEMib è balzato del 2,34% a 16.624 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha messo a segno un progresso del 2,43% a 17.505 punti. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+1,9%) e il FTSE Italia Star (+1,09%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è balzato a 3,27 miliardi di euro, rispetto ai 2,27 miliardi di ieri. Su 321 titoli trattati, 214 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i segni meno sono stati 94. Invariate le restanti 13 azioni.
L’euro ha sfiorato gli 1,32 dollari. L’oro è salito a 1.775 dollari.

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Seduta decisamente positiva per i bancari
. Oggi è scaduto il divieto di vendite allo scoperto deciso dalla Consob sui titoli del settore finanziario.
Ha fatto eccezione solo il Monte dei Paschi di Siena che ha lasciato sul terreno lo 0,48% a 0,2704 euro.
Unicredit ha messo a segno un rialzo dell’1,62% a 3,756 euro, mentre IntesaSanpaolo ha registrato un progresso dell’1,5% a 1,353 euro. HSBC ha tagliato il rating sui due istituti, portandolo da “Neutrale” ad “Underweight” (sottopesare).
Il Creval ha guadagnato lo 0,51% a 1,382 euro. La Consob ha comunicato che il 10 settembre la partecipazione detenuta da Norges Bank nell’istituto è scesa dal 2,043% all’1,837%. La comunicazione è stata effettuata a seguito dell’efficacia della fusione per incorporazione del Credito Artigiano nel Creval.
Azimut Holding è salita del 4,92% a 9,39 euro. Banca IMI ha incrementato il prezzo obiettivo sulla compagnia, portandolo da 8,4 euro a 10 euro, in seguito al miglioramento delle stime sulla raccolta netta per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di aggiungere le azioni in portafoglio.
Mediolanum ha terminato la giornata con un rialzo del 5,92% a 3,83 euro. Intermonte ha alzato il target price sulla società guidata dalla famiglia Doris, portandolo da 3,5 euro a 4,4 euro, sulle migliori prospettive del settore del risparmio gestito in Italia nei prossimi mesi. Per lo stesso motivo gli analisti hanno incrementato da 11 euro a 12 euro per azione la valutazione su Banca Generali (+2,27% a 10,38 euro). Il giudizio sulle due compagnie è stato confermato ad “Outperform” (farà meglio del mercato).

Molto bene i petroliferi. Eni ha registrato un balzo del 4,18% a 18,7 euro. La Cassa Depositi e Prestiti ha venduto 61.744.750 azioni di Eni, pari all’1,7% del capitale del Cane a sei zampe, incassando poco meno di 1,1 miliardi di euro. Il collocamento, avvenuto tra il 7 agosto e il 13 settembre, è stato effettuato a un prezzo medio di 17,76 euro per azione. Segno più anche per Saipem (+2,44% a 39,92 euro) e Tenaris (+3,04% a 16,97 euro). Andamento positivo per Saras (+3,07% a 1,021 euro) ed Erg (+0,7% a 5,725 euro).

Ancora vendite su RcsMediaGroup. Il titolo della società editoriale ha perso il 4% a 1,391 euro.
Mediaset ha guadagnato il 6,15% a 1,863 euro. Gli analisti di Barclays hanno alzato il prezzo obiettivo sul gruppo del Biscione, portandolo da 1,3 euro a 1,6 euro, sulla base di un possibile taglio dei costi nei prossimi esercizi e al miglioramento della valutazione della controllata spagnola Mediaset Espana. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Equalweight” (neutrale).
Gruppo l’Espresso ha ceduto lo 0,33% a 0,8935 euro. L’agenzia S&P ha peggiorato le prospettive sul rating della società editoriale, portandole da “stabili” a “negative”. Gli analisti hanno confermato il rating “BB” sul debito a lungo termine di Gruppo l’Espresso.

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