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Milano: bene Unicredit, male Eni

Indici nervosi a Piazza Affari e in Europa nell’ultima seduta della settimana. Ottime performance per i bancari, in scia al rialzo di Unicredit

di Edoardo Fagnani 12 mar 2010 ore 17:56
Indici nervosi a Piazza Affari e in Europa nell’ultima seduta della settimana. Al dato positivo sulla produzione industriale nella zona euro, che a gennaio ha segnato il progresso più sostenuto degli ultimi 20 anni si è contrapposto il peggioramento della fiducia negli Stati Uniti. Ottime performance per i bancari, in scia al rialzo di Unicredit. In difficoltà, invece, Eni. Il mercato non ha apprezzato le indicazioni relative al piano industriale per il periodo 2010/2013. Da segnalare anche l’ottima performance di Generali. Gli immobiliari sono finiti nel mirino degli analisti di Jp Morgan. Il FTSEMib ha registrato un progresso dello 0,11% a 22.565 punti, mentre il FTSE Italia AllShare ha guadagnato lo 0,05% a 23.053 punti. Andamento opposto per il FTSE Italia Mid Cap (+0,27%) e il FTSE Italia Star (-0,13%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,56 miliardi di euro, rispetto ai 2,24 miliardi di ieri. Su 339 titoli trattati, 166 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i segni meno sono stati 162. Invariate le restanti 11 azioni. L’euro ha sfiorato gli 1,38 dollari, mentre l’oro scivola a quota 1.110 dollari.

Bancari protagonisti in positivo della giornata. Unicredit ha messo a segno un rialzo dello 0,87% a 2,0325 euro, nonostante gli analisti di Société Générale abbiano tagliato a 2 euro il prezzo obiettivo sull’istituto guidato da Alessandro Profumo. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). Il Banco Popolare ha guadagnato l’1,71% a 5,045 euro. Oggi era l’ultimo giorno a disposizione per aderire all’offerta pubblica di scambio volontaria promossa dall’istituto sulle polizze index linked con sottostanti titoli emessi da banche islandesi, per un valore complessivo di 138,68 milioni di euro. La Popolare di Milano ha messo a segno un progresso dello 0,53% a 4,755 euro. La controllata Anima sgr ha chiuso il 2009 con un utile netto in aumento del 22% a 23,3 milioni di euro, mentre le masse gestite sono cresciute a 24,5 miliardi. La raccolta nell’esercizio è stata positiva per 1,4 miliardi. Chiusura brillante per IntesaSanpaolo (+1,42% a 2,8475 euro). La controllata Banca Fideuram ha chiuso il 2009 con un utile netto in crescita dell’1,3% a 178,4 milioni di euro, mentre le massime amministrate sono aumentate del 12,1% e hanno raggiunto i 67,8 miliardi.
Mediolanum ha recuperato lo 0,29% a 4,33 euro. Gli analisti di Bank of America hanno alzato il target price sulla compagnia guidata da Ennio Doris, portandolo da 3,5 euro a 3,75 euro. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato).

Seduta tra alti e bassi per i petroliferi. Eni ha subito una flessione dell’1,85% a 17,46 euro. I vertici del colosso italiano hanno presentato i dettagli del piano finanziario per il periodo 2010/2013. Negli esercizi in esame la produzione di idrocarburi dovrebbe registrare un tasso di crescita medio annuo del 2,5%, mentre gli investimenti complessivi ammonteranno a 52,8 miliardi di euro. Tuttavia, la nuova indicazione sulla crescita della produzione è inferiore alla precedente stima, che dava un incremento medio annuo del 3,5%. Il management ha anticipato che la crescita del dividendo seguirà il trend dell’inflazione nei paesi dell’OCSE a partire dal 2011, sulla base di un prezzo del petrolio a 65 dollari al barile. Infine, Eni prevede disinvestimenti per 3 miliardi di euro nell’esercizio in corso. Segno più, invece, per Saipem (+0,15% a 26,29 euro) e Tenaris (+0,86% a 16,37 euro). Variazioni minime per Saras (-0,21% a 1,865 euro) ed Erg (+0,05% a 9,93 euro). Giornata positiva anche per Snam Rete Gas (+1,18%) e Terna (+0,4%). Enel, invece, ha subito una flessione dello 0,54% a 4,145 euro.

Tra gli assicurativi ha brillato la stella di Generali (+1,18% a 17,94 euro). I principali quotidiani di oggi hanno riportato diverse indiscrezioni relative ai possibili candidati per la presidenza della compagnia triestina. Sono circolati i nomi dell’attuale numero uno di Mediobanca, Cesare Geronzi, e del presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola. In rialzo anche Fondiaria-Sai (+1,23%) e Milano Assicurazioni (+2,16%).

Qualche spunto tra i telefonici. Novità importanti per Telecom Italia (+0,18% a 1,084 euro) dall’Argentina. Un tribunale ha ratificato il provvedimento che sospende le funzioni dei consiglieri della compagnia italiana in Telecom Argentina. Performance positiva anche per Tiscali (+0,25%), mentre FastWeb ha lasciato sul terreno il 2,01%.

A due velocità gli editoriali. Gruppo l’Espresso e Mondadori hanno perso rispettivamente l’1,62% e l’1,7%. In frazionale progresso, invece, Mediaset (+0,34%) e Telecom Italia Media (+0,62%).

Gli immobiliari sono finiti nel mirino degli analisti di Jp Morgan. Pirelli Real Estate è scesa dello 0,67% a 0,444 euro. La banca d’affari statunitense ha tagliato a 0,5 euro il prezzo obiettivo sulla società immobiliare, confermando il giudizio “Neutrale”. A contrario, gli stessi analisti hanno migliorato a 0,83 euro per azione la valutazione su Beni Stabili (+0,14% a 0,706 euro), confermando il giudizio “Overweight” (sovrappesare). Sempre Jp Morgan ha tagliato a “Underweight” (sottopesare) il rating su IGD (-2% a 1,47 euro).

Pochi spunti tra le altre società a maggiore capitalizzazione. Prysmian ha guadagnato lo 0,22% a 13,85 euro. La Consob ha ufficializzato che il 5 marzo Goldman Sachs ha azzerato la partecipazione detenuta nella società. Nello stesso giorno il fondo Jabre Capital Partners è diventato uno dei maggiori azionisti di Prysmian, con una quota del 2,097% del capitale. Ansaldo-Sts è scesa dello 0,14% a 14,61 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che l’8 marzo Blackrock era diventato uno dei maggiori azionisti della società. Il fondo statunitense è accreditato indirettamente del 2,026% del capitale di Ansaldo-Sts. Performance peggiori per Finmeccanica (-1,64%), Parmalat (-1,75%) e Stm (-1,7%). In frazionale calo Fiat (-0,37%).

Tra le società a media capitalizzazione riflettori puntati su Maire Tecnimont che ha subito una flessione dell’1,07% a 2,5425 euro. Dopo la diffusione dei risultati di bilancio, gli analisti di Equita sim hanno alzato a 3,3 euro il prezzo obiettivo sulla società. Al contrario, Intermonte ha ridotto le stime sull’utile per il biennio 2010/2011, anche se ha confermato il prezzo obiettivo di 2,5 euro. In forte rialzo, invece, De Longhi (+3,23%). La società ha chiuso il 2009 con ricavi per 1,4 miliardi di euro, in flessione dell’8,4% rispetto agli 1,53 miliardi registrati nell’esercizio precedente. L’utile netto è sceso a 32,4 milioni di euro, valore che si confronta con i 40,2 milioni registrati nel 2008. Il management ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,08 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,06 euro staccati lo scorso anno.

Al segmento STAR in evidenza Bolzoni, che ha terminato la giornata con un balzo del 6,62% a 1,53 euro. La società ha chiuso il 2009 con ricavi per 76,9 milioni di euro, in calo del 45,5% rispetto ai 141,1 milioni ottenuti nel 2008. Bolzoni ha terminato lo scorso esercizio con una perdita di 8,3 milioni di euro (5,5 milioni al netto dei costi straordinari), valore che si confronta con l’utile di 3,1 milioni del 2008. Diasorin ha registrato una minima flessione dello 0,11% a 26,1 euro. Gli analisti di Mediobanca hanno aumentato il target price sulla società, portandolo da 30 euro a 33 euro. Gli analisti di Piazzetta Cuccia hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Landi Renzo ha guadagnato l’1,75% a 3,63 euro. La società ha terminato il 2009 con ricavi per 270,6 milioni di euro, in aumento del 25,2% rispetto ai 214,1 milioni registrati nell’esercizio precedente. Al contrario, l’utile netto si è ridotto del 16,7% a 22,2 milioni di euro, rispetto ai 26,8 milioni del 2008. Prima della diffusione dei risultati di bilancio, gli analisti di Mediobanca avevano tagliato il target price su Landi Renzo, portandolo da 3,8 euro a 3,4euro. Gli analisti di Piazzetta Cuccia avevano confermato il giudizio “Neutrale”. Amplifon ha messo a segno un rialzo dello 0,27% a 3,6475 euro. Gli analisti di Cheuvreux hanno migliorato il giudizio sulla società, portandolo ad “Outperform” (farà meglio del mercato). Dea Capital invariata a 1,218 euro. Gli analisti di Intermonte hanno tagliato a 1,8 euro il prezzo obiettivo sulla holding, nonostante una revisione al rialzo della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. In decisa flessione La Doria (-2,42% a 2,42 euro), nonostante la società abbia chiuso lo scorso esercizio con un utile netto di 15,5 milioni di euro, rispetto ai 2,5 milioni del 2008. I vertici di La Doria hanno proposto la distribuzione di un dividendo di 0,12 euro per azione.

Andamento negativo per Cell Therapeutics. A fine giornata il titolo della società biotech segnava una flessione del 6,61% a 0,706 euro. In difficoltà anche Snia (-8,01%) e Mondo HE (-6,05%). Al contrario, Mediacontech ha registrato un progresso del 3,69% a 3,02 euro. La società ha chiuso il 2009 con ricavi in crescita del 2,5% a 124,1 milioni di euro, mentre la perdita netta si è ridotta a 5,8 milioni di euro, dal rosso di 6,8 milioni del 2008.

TAG: piazza affari , unicredit , eni Quotazioni: UNICREDIT ENI.

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