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MID CAP: -3,86% nel 2014

La migliore performance del listino nell’anno appena concluso appena concluso è stata realizzata da Brembo. Esercizio da dimenticare per Banca Carige

di Edoardo Fagnani 6 gen 2015 ore 16:46

Un 2014 deludente per le società a media capitalizzazione di Piazza Affari, nonostante la prima metà dell’esercizio fosse terminata con un progresso del 6,9%.
Nell’anno appena concluso l’indice di riferimento, il FTSE Italia MID CAP, ha lasciato sul terreno il 3,86%, passando dai 26.243 punti di inizio anno ai 25.229 punti della chiusura di martedì 30 dicembre.

Nel periodo in esame il listino delle società a media capitalizzazione ha oscillato tra un massimo di 31.015 punti (fissato proprio alla chiusura del 4 aprile) e un minimo di 23.198 punti, toccati al termine della seduta del 16 ottobre.
Lo scorso anno il FTSE Italia MID CAP ha chiuso con una performance positiva in 129 occasioni, mentre i segni meno sono stati 123. Il progresso più consistente è stato quello del 17 ottobre, seduta chiusa con rialzo del 3,2%. Il giorno peggiore è stato il 15 ottobre, con una flessione del 2,94%.
mercato_rosso3Lo scorso anno il FTSE Italia MID CAP ha registrato la maggiore volatilità tra i principali indici di Piazza Affari. La differenza percentuale tra massimo e minimo è stata pari al 33,7%, valore che si confronta con il 24,5% del FTSEMib e il 23,5% del FTSE Italia STAR.

L’indice delle società a media capitalizzazione ha registrato un andamento altalenante nel corso del mese di gennaio, per poi entrare in un canale ascendente nelle settimane successive, fino a toccare il massimo dell’anno a inizio aprile a oltre 31mila punti. A questo punto il trend è mutato e l’indice è scivolato sotto quota 28mila punti a metà maggio. Il FTSE Italia MID CAP ha ripreso a salire tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, arrivando a sfiorare nuovamente quota 30mila punti.
Tuttavia, l’indice è tornato a scendere nel bimestre giugno-luglio, fino a scendere a quota 25mila punti a inizio agosto. A questo punto il listino ha registrato una breve fiammata, per poi riprendere il trend negativo che a portato il paniere a scendere fino al minimo dell’anno a 23.198 punti a metà ottobre. Negli ultimi due mesi del 2014 il FTSE Italia MID CAP ha mostrato un andamento incerto, caratterizzato da forte volatilità: nel periodo in esame in listino non è mai riuscito a superare quota 26mila punti.

GRAFICO - L'andamento del FTSE Italia MID CAP nel 2014
midcap-2014_1

brembo3La migliore performance del listino nell’anno appena concluso appena concluso è stata realizzata da Brembo, che ha terminato il periodo in esame con un balzo del 41,5%. La società bergamasca ha beneficiato dell’ottimo andamento dell’attività operativa. Nei primi nove mesi del 2014 il fatturato del gruppo è balzato del 16,1% a 1,34 miliardi di euro, mentre l’utile netto è salito da 70,8 milioni a 124,31 milioni di euro (+75,6%).
Spicca anche l’ottima performance di Interpump (+33,6%). Dopo un 2013 incerto la società ha ripreso a crescere a ritmo sostenuto, chiudendo i primi nove mesi del 2014 con un aumento del fatturato del 22,2% a oltre 510 milioni di euro. In forte crescita anche la redditività: l’utile ante imposte è balzato del 41,9% a 78,9 milioni di euro. 
Sul podio dei migliori IMA, che ha terminato il 2014 con un progresso del 29,6%. Il mercato ha apprezzato la strategia di crescita per linee esterne della società. Nel corso dell’esercizio il gruppo ha perfezionato l'ingresso con una quota dell'80% nel capitale delle aziende BENHIL, ERCA, HASSIA, HAMBA e GASTI, che fanno parte del gruppo OYSTAR, leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di macchine, linee ed impianti per il confezionamento di prodotti destinati all'industria alimentare e, in particolare, al settore "dairy" con impianti produttivi in Germania, Francia, Spagna e India. Senza trascurare gli accordi per l’acquisizione di quote di minoranza di altre aziende.
Una menzione speciale per la matricola Fineco, che dal giorno del debutto a Piazza Affari (avvenuto il 2 luglio) ha guadagnato il 26,2%.

carige_1Esercizio da dimenticare per Banca Carige, che ha seguito l’andamento di Monte dei Paschi di Siena e ha chiuso il 2014 con un tonfo del 70%. L’aumento di capitale da 800 milioni di euro concluso a luglio non è servito a mettere in sicurezza la struttura patrimoniale del gruppo. I recenti stress test condotti dalla BCE, infatti, hanno evidenziato l’esistenza di un deficit patrimoniale, che dovrebbe essere coperto con il lancio di un nuovo aumento di capitale nell’ordine dei 650-700 milioni di euro. La ricapitalizzare potrebbe partire a maggio.
Tra i peggiori del FTSE Italia MID CAP anche Cattolica Assicurazioni, che ha chiuso il 2014 con una scivolone del 52,4%. Sul titolo della compagnia assicurativa ha pesato l’aumento di capitale da 500 milioni di euro perfezionato a dicembre. Senza dimenticare la decisione del management di ridurre il dividendo. Il 19 maggio la compagnia aveva staccato una cedola di 0,45 euro per azione, in calo rispetto agli 0,8 euro assegnati nel 2013.
Performance decisamente negativa anche per Salini Impregilo, che ha terminato il 2014 con un passivo del 38,3%. Nel corso dell’esercizio l’azienda ha completato il collocamento di quasi 140 milioni di azioni presso investitori istituzionali, con l’obiettivo di ripristinare il flottante del titolo.

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