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Mediaset, Cazenove ancora cauta

I commenti fatti da Piersilvio Berlusconi sulla raccolta pubblicitaria del gruppo del Biscione non hanno cambiano il parere degli analisti di Cazenove, che hanno confermato il loro "underperform". Gli esperti della banca d'affari hanno tagliato le stime 2008 sulla raccolta pubblicitaria.

di Valentina Besana 9 lug 2008 ore 14:28
La società
Mediaset è il più importante gruppo privato italiano nel settore delle comunicazioni e dei media televisivi e uno dei maggiori a livello mondiale.
Il suo successo nasce venti anni fa da un progetto imprenditoriale rivoluzionario di Silvio Berlusconi, fondatore del Gruppo Fininvest: dare vita a un gruppo totalmente integrato capace di controllare tutti gli aspetti dell'attività televisiva.
Nel 1995, la capogruppo Mediaset ha aperto il proprio azionariato a importanti partner operativi e a grandi istituzioni finanziarie italiane ed estere.
L'ingresso di nuovi soci rispondeva alla duplice necessità di stringere alleanze con gruppi leader a livello mondiale nel mercato televisivo, nei media elettronici, nelle telecomunicazioni e di disporre di mezzi finanziari adeguati per competere con i concorrenti internazionali. Nel luglio del 1996 Mediaset è stata quotata alla Borsa di Milano.
Oggi, l'azienda consolida i propri successi nella televisione generalista in Italia e si dedica all'espansione oltre i confini nazionali. La società si occupa della gestione e realizzazione dei palinsesti di tre reti televisive in Italia e di Telecinco in Spagna, con una quota del 40%.
La società dal 2004 è attiva nel campo della tecnologia del digitale terrestre attraverso la sua società Mediaset Premium ed è entrata nella gara di assegnazione dei diritti calcistici insieme a Sky e al digitale terrestre di La7.
 
I conti del primo trimestre del 2008
I ricavi netti del Gruppo Mediaset mostrano una crescita del 13,9% e raggiungono gli 1,09 miliardi di euro rispetto ai 964,9 milioni di euro del primo trimestre 2007. L'ebit è stato pari a 255,8 milioni di euro si mantiene in linea con il risultato registrato nello stesso periodo dell'anno precedente (255,7 milioni di euro). L'utile netto di competenza del Gruppo è pari a 121,0 milioni di euro rispetto ai 124,5 milioni di euro del primo trimestre dell'anno precedente e l'indebitamento netto del gruppo passa dagli 1,2 miliardi del 31 dicembre 2007 ai 967,3 milioni al 31 marzo 2008.
 
L'analisi di Cazenove
I commenti fatti da Piersilvio Berlusconi sulla raccolta pubblicitaria del gruppo del Biscione, non cambiano la valutazione degli analisti di Cazenove, in un'analisi datata 7 luglio, che rimane quindi "underperform" (farà peggio del settore).
Nel dettaglio il management ha dichiarato che:
- La raccolta pubblicitaria è lievitata del 2-3% nei primi sei mesi dell'anno (contro una previsione del 3% della banca tedesca).
- Per i prossimi mesi i vertici della compagnia sono ottimisti, anche se fare previsioni sembra difficile.
Gli esperti della banca d'affari hanno tagliato le stime 2008 sulla raccolta pubblicitaria. Per il secondo trimestre si ipotizza ora per il dato un crescita del 3%, del 2% nel terzo trimestre e un calo del 9,5% nell'ultimo quarto. Il consensus, secondo gli analisti, dovrebbe quindi calare.
Per Cazenove anche i numeri di Telecinco, la controllata spagnola, potrebbero portare ad un taglio delle previsioni del mercato su Mediaset. Il 24 giugno gli esperti hanno bocciato ad "underperform" (farà peggio del mercato) le azioni della compagnia spagnola e tagliato le stime di crescita del fatturato dell'1% per il 2008 e del 6% per il 2009.
La pubblicità dei canali in chiaro rappresenta il 78% dei ricavi italiani e l'81% del fatturato del gruppo e la situazione macroeconomica di questo settore sta diventando sempre più difficile. Questo per gli esperti non è una buona notizie per Mediaset, data la forte dipendenza delle tv commerciali dal business della pubblicità. Questo si combina poi al fatto che Cazenove ritiene che il digitale terrestre sia in Italia che in Spagna abbia ancora diversi anni davanti prima che la sua saturazione sia così alta che la frammentazione dell'audience non abbia più un impatto negativo sui canali della tv analogica.

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