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La stampa del 4 febbraio

di Mauro Introzzi 4 feb 2009 ore 09:28
Il Sole24Ore: “L’Europa minaccia ritorsioni contro il protezionismo Usa”
L’apertura del quotidiano economico è dedicata oggi alle misure che l’Unione Europea minaccia di intraprendere contro gli Stati Uniti, in seno alla WTO, nel caso in cui nel piano di aiuti in discussione al Senato verrà mantenuta la clausola protezionistica ribattezzata “Buy American”. Questa clausola prevede l’erogazione di fondi solo nel caso in cui saranno utilizzati prodotti americani. Tuttavia, anche in Europa sono allo studio misure simili.

MF: “Obama risveglia il mattone”

Il quotidiano finanziario commenta il dato macroeconomico statunitense diffuso ieri sul comparto immobiliare. Battendo decisamente le attese, le vendite di case esistenti sono aumentate a dicembre di oltre il 6%, principalmente grazie al calo dei tassi e al ribasso dei prezzi. Ma qualcuno parla anche di una maggior fiducia derivante dall’elezione di Obama. Nel frattempo continua il tracollo dell’auto.

MF: “Telecom medita un taglio-cedola del 25%”

Secondo il giornale diretto da Paolo Panerai il colosso telefonico potrebbe abbassare il suo dividendo del 25%, dagli 0,08 euro distribuiti l’anno scorso a una cedola di 0,05-0,06 euro per azione. Il gruppo, nel 2009, dovrà rimborsare ben 5 miliardi di euro in bond. Così non è esclusa l’emissione di altre obbligazioni.

Corriere della Sera: “Spinta Endesa, più ricavi per Enel. Al Tesoro assegno di 915 milioni”

Il quotidiano di Via Solferino analizza i conti preliminari di Enel, che ha visto crescere il fatturato del 40% a 61 miliardi di euro e ha registrato una marginalità in miglioramento. La società ha poi confermato il suo dividendo (a 49 centesimi per azione). Una conferma che permette al Ministero del Tesoro di incassare 915 milioni di euro.

La Repubblica: “Usa, il mercato delle quattro ruote nel baratro”

Il giornale di Ezio Mauro riporta i dati relativi alle immatricolazioni di auto, negli Stati Uniti, nel mese di gennaio. Dati che evidenziano un vero e proprio crollo, peggiore di quello registrato in Italia e (presumibilmente) di quello che sarà comunicato per quanto riguarda l’Europa. Drammatico il calo di Chrysler General Motors, che hanno venduto la metà delle auto vendute nello stesso mese del 2008.

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