La Caporetto di Piazza Affari e BTP
Borsa Italiana è stata la peggiore in Europa. Si segnala anche l’inversione della curva dei tassi, con il rendimento del Btp a due anni superiore a quello del decennale
di Edoardo Fagnani 9 nov 2011 ore 17:57Il FTSEMib ha registrato uno scivolone del 3,78% a 15.072 punti punti, dopo aver toccato un minimo a 14.865 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso il 3,63% a 15.877 punti. In forte calo anche il FTSE Italia Mid Cap (-3,57%) e il FTSE Italia Star (-2,06%). Nella seduta il controvalore degli scambi è salito a 2,77 miliardi di euro, rispetto agli 1,96 miliardi di ieri. Su 324 titoli trattati, 283 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state solo 32. Le rimanenti nove azioni sono rimaste ferme sui valori di chiusura di ieri. L’euro è sceso sotto gli 1,37 dollari. L’oro è sceso a 1.785 dollari.
Il balzo dei rendimenti dei Btp ha mandato al tappeto i bancari.
IntesaSanpaolo ha registrato una flessione del 4,25% a 1,149 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso. Sono arrivate le nuove indicazioni degli analisti dopo i risultati trimestrali. Intermonte ha alzato da 1,5 euro a 1,6 euro il prezzo obiettivo sull’istituto. Gli esperti hanno anche migliorato ad “Outperform” (farà meglio del mercato) il giudizio. Al contrario, Banca Akros ha limato da 1,5 euro a 1,45 euro il prezzo obiettivo su IntesaSanpaolo. Sulla stessa lunghezza d’onda Equita Sim, che ha limato da 1,6 euro a 1,5 euro il prezzo obiettivo sulla banca, anche se ha ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Male anche Unicredit che ha lasciato sul terreno il 6,81% a 0,753 euro. La Popolare di Milano è scesa del 6,11% a 0,3428 euro, mentre i diritti relativi all’aumento di capitale hanno perso il 78,3% a 0,0245 euro. Secondo quanto riportato dalla stampa, il numero uno di InvestIndustrial avrebbe dichiarato che alcuni soggetti sarebbero interessati a entrare nel capitale dell’istituto in occasione dell’aumento di capitale. Bonomi ha rassicurato sull’esito dell’operazione, nonostante il pesante scivolone subito dalle azioni e dai diritti dall’avvio dell’offerta. Al contrario, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 31 ottobre UBS ha ridotto all’1,51% la partecipazione detenuta nel capitale della Popolare di Milano.
Mediolanum è scesa del 4,08% a 2,584 euro. La compagnia ha chiuso i primi nove mesi del 2011 con un utile netto di 60,7 milioni di euro, in contrazione del 60% rispetto ai 153,5 milioni realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. La compagnia ha precisato che il risultato finale è stato penalizzato dalla svalutazione di 80 milioni di euro dei titoli di stato della Grecia. I vertici di Mediolanum hanno deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo per l’esercizio 2011, per un ammontare di 0,07 euro per azione.
Pioggia di vendite anche sui petroliferi. Eni ha subito un ribasso dell’1,88% a 15,68 euro. Performance negative anche per Saipem (-1,55% a 31,68 euro) e per Tenaris (-0,16% a 12,83 euro). Segno meno per Saras (-6,41% a 1,007 euro) ed Erg (-1,48% a 8,965 euro). Gli analisti di Citigroup hanno iniziato la copertura sulle due compagnie. Gli esperti hanno fissato un giudizio “Sell” (vendere) e un target price di 0,97 euro sulla società guidata dalla famiglia Moratti, mentre hanno assegnato un’indicazione “Neutrale” sull’azienda dei Garrone, valutata 9 euro per azione.
Enel è scesa del 5,35% a 3,152 euro. Il colosso elettrico ha terminato il periodo gennaio-settembre con un giro d’affari in crescita dell’8,5% a 57,5 miliardi di euro, mentre l’utile netto ha subito una contrazione del 6,2% ed è sceso a 3,23 miliardi. A fine settembre l’indebitamento netto era salito a 47,77 miliardi di euro, rispetto ai 44,9 miliardi di inizio anno. Inoltre, il cda ha deliberato l’emissione di nuovi prestiti obbligazionari per un ammontare massimo di 5 miliardi di euro.
In rosso anche Terna (-2,8% a 2,704 euro). La società ha chiuso i primi nove mesi del 2011 con ricavi per 1,21 miliardi di euro, in aumento del 3,8% rispetto agli 1,17 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. In miglioramento anche l’utile netto adjusted (+6,3%), salito da 372,3 milioni a 396 milioni di euro. Al contrario l'utile netto normalizzato è sceso da 373,3 milioni a 220,2 milioni di euro, in seguito agli effetti negativi derivanti dall'introduzione della Robin Hood Tax. I vertici di Terna hanno deciso la distribuzione di un acconto di 0,08 euro per azione sul dividendo dell’esercizio 2011. Il management della società ha anticipato che dal 2012 ci sarà una nuova politica dei dividendi.
Falck Renewables ha ceduto il 4,38% a 0,797 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 31 ottobre Deutsche Bank ha ridotto all’1,871% la partecipazione detenuta nel capitale della società energetica.
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