La bocciatura di S&P sulle banche
Da molti era prevista e, dopo quella al debito sovrano italiano, è arrivata puntuale. Ci riferiamo alla bocciatura espressa da Standard & Poor’s su alcune società italiane. Molto penalizzate, in particolare, le banche
di Mauro Introzzi 22 set 2011 ore 12:16La manovra di queste ore è figlia di quella dei giorni scorsi, quando Gli esperti dell'agenzia di rating avevano ridotto da "A+" a "A" il giudizio sul debito sovrano dell'Italia, mantenendo l'outlook "negativo". L’agenzia di rating aveva citato una crescita più debole del previsto e una coalizione di governo fragile. Sul primo aspetto Standard & Poor's prevede un aumento medio annuo del Pil fino al 2014 nell'ordine dello 0,7%, circa la metà di quanto immaginato finora. E gli analisti citano anche il rischio che l'aumentata pressione fiscale contenuta nella manovra finanziaria possa frenare lo sviluppo.
Così, in queste ore è arrivata la bocciatura per il rating di IntesaSanpaolo, Mediobanca, Findomestic, Banca Imi, Biis, Cassa di Risparmio di Bologna e BNL. Su questi sette istituti il rating a lungo termine è stato portato da “A+” a “A”, con un outlook “negativo”. In altri termini queste società sono sotto osservazione per un ulteriore taglio.
Altre otto società, invece, sono state messe in outlook negativo. Sono Fideuram, Agos-Ducato, Credito Sportivo, Cr Parma e Piacenza, Unicredit e le sue controllate Unicredit Bank Ag, Bank Austria e Unicredit Leasing.
Tra i titoli dei comparti extra finanziari gli analisti di Standard & Poor's hanno tagliato da "A+" ad "A" la propria valutazione sul merito di credito di Terna. Anceh nel caso del gruppo della distruzione dell’elettricità l'outlook sulle prospettive del gruppo è "negativo".
Sotto la lente anche Enel, su cui Standard & Poor's ha confermato il rating a lungo termine di Enel ad “A-”, nonché il rating a breve termine ad “A-2”. L’outlook è stato a sua volta confermato negativo. L’agenzia ha modificato il giudizio sul profilo di credito “stand alone” di Enel da “bbb+“ ad “a-”, prevedendo che il profilo di rischio finanziario della società e del gruppo Enel sia destinato a migliorare nel corso del 2011 e nel medio termine, pur a fronte di uno scenario operativo complesso nei principali mercati di riferimento.
La nota della società stessa indica che Standard & Poor's chiarisce inoltre che il rating della società, diversamente da quanto finora avvenuto, attualmente non beneficia dell’applicazione di un gradino superiore nella scala di valutazione, tenuto conto della stima di una “moderata” probabilità di un supporto straordinario da parte dello Stato italiano, titolare di circa il 31% del capitale di Enel, in caso di necessità.
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