La BCE taglierà dal 2% all’1,5%?
Il numero uno della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, ha precisato di non poter escludere una nuova riduzione del costo del denaro in occasione della prossima riunione, in calendario il 5 marzo. E' possibile ipotizzare una politica di tassi zero anche per la BCE?
di Edoardo Fagnani 6 feb 2009 ore 16:38La BCE affila le forbici per un nuovo taglio dei tassi dei interessi, dopo la prevista pausa di ieri.
Nell’ultima riunione i vertici della Banca Centrale Europea hanno deciso di non modificare la politica economica, come preannunciato nel precedente consiglio del mese di gennaio. I tassi di interesse, quindi, sono rimasti invariati, con il saggio di riferimento fermo al 2%. Nello stesso giorno il corrispondente istituto inglese, la Bank of England, aveva tagliato di mezzo punto i tassi di interesse, portando il saggio di riferimento all’1%, a conferma della drammatica situazione economica nella terra di Albione.
Tuttavia, il taglio della BCE sarebbe solo rimandato. Nella consueta conferenza a commento delle decisioni di politica monetaria, il numero uno della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, ha precisato di non poter escludere una nuova riduzione del costo del denaro in occasione della prossima riunione, in calendario il 5 marzo. La sforbiciata potrebbe essere ancora di mezzo punto percentuale, sulla falsariga di quanto deciso nella riunione di gennaio. Nel caso si concretizzasse questa scelta, il saggio di riferimento nell’area Euro scenderebbe all’1,5%, il minimo assoluto da quando esiste la BCE.
A questo punto è possibile ipotizzare una politica di tassi zero anche per la BCE, sulla falsariga della scelta attuata di recente dalla FED?
Trichet non sembra voler adottare questo approccio. Il presidente della Banca Centrale Europea, ha precisato che l’ipotesi di portare i tassi di interesse allo 0% resta inappropriata, in quanto le aspettative inflazionistiche sono, nel medio termine, in linea con gli obiettivi della BCE. Trichet, quindi, non vede rischi di deflazione, anche perché in caso di una ripresa del prezzo delle materie prime (petrolio in particolare), non sarebbe escluso un ritorno alla crescita dei prezzi.
Inoltre, il banchiere ha ricordato che una politica monetaria di tassi di interesse a zero deve essere accompagnata da altri strumenti, al momento utilizzabili. Anche perché il rischio di finire nella sindrome giapponese, caratterizzata da tassi di interesse nulli da alcuni anni e crescita anemica, è sempre dietro l’angolo.
Anche secondo alcune banche d’affari, quello di marzo potrebbe non essere l’ultimo taglio deciso dalla BCE.
Gli esperti di IntesaSanpaolo ritengono che “le indicazioni giunte dalla conferenza stampa sono coerenti con la nostra previsione di un altro taglio dei tassi, probabilmente di mezzo punto, nella riunione di marzo. Inoltre, potrebbe non trattarsi dell’ultima mossa, e il tasso di rifinaziamento potrebbe arrivare all’1% a giugno”.
Sulla stessa lunghezza d’onda gli analisti di Dresdner, che indicano come molto probabile un taglio dei tassi di 50 punti base nella riunione del 5 marzo, in seguito alla continua fragilità dei mercati finanziari. Gli esperti della banca d’affari tedesca prevedono che il saggio di riferimento possa scendere fino all’1% entro l’estate.
Anche gli analisti di Banca Aletti si attendono un taglio dei tassi di interesse nella prossima riunione di marzo.

