LA BCE NON SI MUOVE. I TASSI RESTANO ALL’1%
La scelta della BCE ha confermato le attese degli analisti, che pronosticavano un turno di stop ai tagli dei tassi decisi nelle scorse riunioni. Il board non ha ancora deciso se l’attuale saggio di riferimento sarà quello minimo
di Edoardo Fagnani 4 giu 2009 ore 16:54Nessuna sorpresa dalla BCE. L’istituto centrale europeo ha deciso di non modificare la propria politica monetaria, confermando il livello dei tassi di interesse deciso della riunione di inizio maggio. Il saggio di riferimento, quindi, resta fermo all’1%, il livello minimo da quando è operativo l’istituto centrale europeo. La decisione è stata presa con il giudizio favorevole di tutti i membri del board.
La scelta della BCE ha confermato le attese degli analisti, che pronosticavano un turno di stop ai tagli dei tassi decisi nelle scorse riunioni. Anche perché gli spazi per nuove riduzioni del costo del denaro sono diventati ristretti.
Ormai i tassi di interesse nelle aree più industrializzate si trovano vicino allo zero. La Bank of England nella riunione odierna ha confermato il saggio di riferimento allo 0,5%.
Come sempre i riflettori degli analisti si spostano sulle future decisioni della BCE. Alcuni esperti non escludono una possibile sforbiciata dei tassi di interesse di 25 punti base nella prossima riunione in calendario per il 2 luglio.
Qualche indicazione è arrivata dal numero uno della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, nella consueta conferenza stampa a commento delle decisioni di politica monetaria.
Il banchiere ha ribadito le indicazioni fornite lo scorso mese e ha confermato che il board della BCE non ha ancora deciso se l’attuale saggio di riferimento sarà quello minimo, anche se gli attuali livelli dei tassi di interesse sono adeguati alla situazione economica.
Trichet ha dettagliato le caratteristiche delle misure non convenzionali di politica economica che saranno adottate nei prossimi mesi, che si andranno ad affiancare al taglio dei tassi. In particolare, l’istituto centrale procederà con l’acquisto di covered bond, effettuati in area euro per un ammontare previsto nell’ordine dei 60 miliardi di euro. I titoli riacquistati dovranno avere un rating almeno di “AA” e comunque non inferiore a “BBB”. La BCE, quindi, prenderà in considerazione solo emittenti di grado non speculativo. Gli acquisti dei covered bond avranno inizio a luglio, sia sul mercato primario che su quello secondario. L’istituto prevede di ultimare il programma entro la fine di giugno del 2010.
Secondo il banchiere l'attività economica, in queste settimane, è migliorata ma rimane pur sempre su livelli bassi. Secondo Trichet, infatti, la contrazione dell’attività economica nella seconda parte dell’anno sarà inferiore rispetto a quella del primo semestre. Inoltre, il banchiere prevede tassi di crescita positivi entro la prima metà del 2010 ed è convinto che le misure di stimolo adottate dalla BCE faranno salire rapidamente la fiducia nell’area euro. Trichet continua a ritenere che il tasso di inflazione nell’area euro possa diventare negativo per alcuni mesi, per poi tornare in territorio positivo entro la fine del 2009. Secondo il banchiere, eventuali rischi inflattivi potrebbero arrivare da un’accelerazione dei prezzi delle materie prime.
Il numero uno della BCE ha ribadito che le misure straordinarie saranno tolte e la liquidità immessa nel sistema sarà riassorbita, quando l’economia europea darà solidi segnali di ripresa.
Intanto, lo staff della BCE ha fornito un aggiornamento sulle stime dei principali indicatori economici per il biennio 2009/2010. Gli economisti stimano che nell’esercizio in corso il calo del Pil in Europa si collocherà tra il 4,1% e il 5,1%, peggiorando la precedente indicazione di marzo (calo del Pil compreso tra il 2,2% e il 3,2%). Per il 2010 lo staff della BCE prevede una crescita del Pil nell’intorno dello zero, più precisamente da un valore minimo di -1% a un valore più ottimistico di +0,4%. La precedente indicazione dava un Pil compreso tra il -0,7% e il +0,7%.
Al contrario, gli economisti hanno confermato le indicazioni sul livello di inflazione per il 2010. Il prossimo anno la crescita dei prezzi nell’area euro dovrebbe collocarsi tra lo 0,6% e l’1,4%, le stesse stime fornite a marzo. Per l’esercizio in corso lo staff della BCE prevede un’inflazione vicina allo zero. La crescita dei prezzi dovrebbe collocarsi tra lo 0,1% e lo 0,5%.

