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L’ombra di S&P sulle Borse

L’agenzia ha messo sotto osservazione il rating sul debito sovrano dell’Italia per un eventuale taglio di due livelli, in seguito al maggiore rischio sistemico della zona Euro

di Edoardo Fagnani 6 dic 2011 ore 12:43
Seduta all’insegna del nervosismo per Piazza Affari e per le principali borse europee, dopo le ottime performance registrate ieri. L’agenzia S&P ha messo sotto osservazione il rating sul debito sovrano dell’Italia per un eventuale taglio di due livelli, in seguito al maggiore rischio sistemico della zona Euro. Per lo stesso motivo l’agenzia ha messo sotto osservazione per un eventuale peggioramento i rating di altri 14 paesi della zona euro, compresi quelli di Germania e Francia.
Il FTSEMib registra una flessione dello 0,36%, mentre il FTSE Italia All Share perde lo 0,35%. Performance peggiori per il FTSE Italia Mid Cap (-1,08%) e il FTSE Italia Star (-0,99%).
L’euro risale sopra gli 1,34 dollari, in attesa della diffusione di alcuni importanti dati macroeconomici in Europa. L’oro si attesta a 1.725 dollari.

Bancari nervosi.
Unicredit scende dell’1,44% a 0,824 euro. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore la fondazione CRT avrebbe manifestato la volontà di partecipare all’aumento di capitale che sarà lanciato dall’istituto guidato da Federico Ghizzoni.
IntesaSanpaolo perde lo 0,45% a 1,342 euro.
Il Banco Popolare è in calo dell’1,93% a 1,051 euro. Secondo MF ci sarebbero dei fondi esteri, precisamente britannici e svizzeri, che sono "in pressing" sull'obbligazione da 1 miliardo di euro del Banco Popolare. L'obiettivo della loro opera è quello di una conversione anticipata del bond a danno dell'istituto stesso e dei suoi azionisti.
La Popolare dell’Emilia Romagna scende dello 0,42% a 5,965 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 30 novembre Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti dell’istituto emiliano. L’istituto norvegese è accreditato del 2,068% del capitale della Popolare dell’Emilia Romagna.
La stessa Consob ha comunicato che il 1° dicembre Aviva Investors Global Services è diventato uno dei maggiori azionisti di Azimut (-2,35% a 6,23 euro). L’istituto è accreditato del 2,009% del capitale della compagnia.
Banca Generali guadagna l’1,67% a 7,93 euro. La compagnia ha comunicato che la raccolta netta totale nel mese di novembre è stata pari a 165 milioni di euro.

Pochi spunti per i petroliferi. Eni guadagna l’1,05% a 16,32 euro. Gli analisti di Deutsche Bank hanno migliorato il giudizio sul Cane a sei zampe e ora consigliano l’acquisto delle azioni. Il target price è stato portato da 19 euro a 20 euro. In rosso, invece, Saipem (-0,21% a 33,66 euro) e Tenaris (-0,49% a 14,22 euro). Variazioni frazionali per Saras (+0,43% a 1,165 euro) ed Erg (-0,16% a 9,325 euro).
Enel è ribasso dello 0,86% a 3,212 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 1° dicembre BNP Paribas ha ridotto all’1,588% la quota detenuta nel capitale del colosso elettrico.
Edison è in flessione dell’1,28% a 0,8105 euro. L’agenzia S&P ha tagliato di un livello il rating sul debito a lungo termine della società energetica portandolo da “BBB” a “BBB-”, sulle prospettive di una riduzione della redditività, in seguito al peggioramento delle condizioni del mercato di riferimento. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri sono “negative”.

Fiat perde il 2,04% a 4,026 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 28 novembre Norges Bank ha ridotto all’1,487% la quota detenuta nel capitale della società automobilistica. Lo stesso istituto norvegese il 29 novembre ha ridotto all’1,762% la quota detenuta nel capitale di Ansaldo-STS (-1,62% a 7,285 euro).
Al contrario, la Consob ha comunicato che il 29 novembre Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti di Diasorin (-9,65% a 21,29 euro). L’istituto norvegese è accreditato del 2,015% del capitale della società di diagnostica.

Finmeccanica cede l’1,24% a 3,518 euro. L’agenzia S&P ha tagliato di un livello il rating sul debito a lungo termine della società aeronautica portandolo da “BBB” a “BBB-”. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri sono “negative”.

Impregilo perde l’1,46% a 2,292 euro. Gli analisti di Intermonte hanno incrementato il prezzo obiettivo sulla società di costruzioni, portandolo da 2,5 euro a 2,7 euro, dopo la proposta di Gavio per rilevare le quote in IGLI, l’azionista di riferimento di Impregilo. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquistare le azioni in ottica speculativa. Sulla stessa lunghezza d’onda banca Akros, che ha incrementato da 2,2 euro a 3 euro il prezzo obiettivo su Impregilo.

Cell Therapeutics sale dell’1,7% a 0,839 euro. La società ha comunicato che la Food and Drug Administration statunitense ha impostato la data obiettivo del 24 aprile 2012 per una decisione sulla domanda di autorizzazione per il Pixantrone negli Stati Uniti.

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