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Ipo, (quasi) tutti rinviano!

Mentre prende il via il collocamento di Tesmec nelle scorse ore è arrivata l’ufficializzazione dello slittamenti di alcune Ipo

di Mauro Introzzi 16 giu 2010 ore 11:44
Mentre prende il via il collocamento di Tesmec, sottoscrivibile proprio a partire da oggi, nelle scorse ore è arrivata l’ufficializzazione dello slittamenti di alcune Ipo già programmate a breve.

Prima il comunicato di Kos,
controllata di Cir attiva nel comparto dell'assistenza socio-sanitaria, poi quello di Moby, società celebre per i suoi traghetti verso le principali isole italiane, hanno confermato quanto circolava nell’aria già da tempo. Del resto che non fosse un momento particolarmente favorevole per valorizzare i propri asset lo si era già capito da tempo anche osservando quanto fatto da un paio di big di Piazza Affari, IntesaSanpaolo ed Enel, che sembrano aver alzato il piede dall’acceleratore delle ipo (comunque confermate) delle controllate Banca Fideuram e Enel Green Power.
Con una nota il consiglio di amministrazione di Kos ha annunciato la decisione di posticipare la quotazione in Borsa della società “in attesa di una maggiore stabilità dei mercati finanziari”. Il progetto di quotazione, secondo quanto indicato dalla società, “riprenderà nei prossimi mesi, compatibilmente con la situazione di mercato”.
In scia a questa notizia gli analisti di Intermonte hanno deciso di confermare il loro "neutrale" con un target price di 1,9 euro. Secondo gli esperti la decisione non dovrebbe avere impatti sull'andamento della controllante.

Nella giornata di ieri è arrivata invece la notizia del rinvio della quotazione di Moby. Anche in questo caso a non consentire di portare a termine la quotazione entro l’estate sono le attuali condizioni di mercato. I vertici hanno comunque specificato che l’ipo rimane comunque una “priorità strategica”.

È partita in queste ore, invece, l’ipo di Tesmec, che terminerà il prossimo 25 giugno. L’offerta, di Vendita e Sottoscrizione, ha per oggetto poco più di 50 milioni d’azioni, di cui massime 16,5 milioni di azioni rivenienti da un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione e massime 36,73 milioni di azioni poste in vendita dagli azionisti venditori.
Al pubblico indistinto è dedicata un’offerta pubblica di un ammontare minimo di 5,323 milioni di azioni pari a circa il 10% dell’offerta pubblica globale.
La forchetta di valorizzazione di ogni azione è compresa tra gli 0,7 e 1 euro mentre il lotto minimo è di 3mila azioni (con un lotto minimo maggiorato di 30mila azioni). In altri termini per partecipare al collocamento servono tra i 2.100 e i 3.000 euro.

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