Il dollaro debole non favorisce solo le spese di coloro che si recano negli Stati Uniti per turismo. Anche le aziende possono approfittare di questo scenario per completare acquisizioni a prezzi particolarmente favorevoli. Proprio la scorsa settimana IMA ha annunciato l’acquisizione di...
Il dollaro debole non favorisce solo le spese di coloro che si recano negli Stati Uniti per turismo. Anche le aziende possono approfittare di questo scenario per completare acquisizioni a prezzi particolarmente favorevoli.
Proprio la scorsa settimana IMA ha annunciato l'acquisizione delle attività relative agli impianti di liofilizzazione di BOC Edwards Pharmaceutical Systems. In pratica la società, quotata all'AllStars e attiva nella produzione e progettazione di macchinari per il confezionamento di prodotti farmaceutici e di tè in sacchetti filtro, ha rilevato il 100% delle divisioni statunitensi e olandesi del gruppo. A questi asset si potrebbe aggiungere il 50% della joint-venture Edwards Tianli Pharmaceutical Systems con sede in Cina. Le attività sono state valutate complessivamente 36 milioni di euro. IMA ha fornito qualche dettaglio finanziario su BOC Edwards Pharmaceutical Systems. La piccola multinazionale ha chiuso l'esercizio 2006/2007 con ricavi per 46 milioni di euro e un margine operativo lordo di 2,5 milioni. Le stime per l'esercizio in corso indicano un giro d'affari di 70 milioni di euro, con un Ebitda nell'ordine di 4,2 milioni. Sulla base di questi numeri, l'acquisizione, almeno inizialmente, sarà diluitiva per i margini di IMA. Nei primi nove mesi del 2007 la marginalità dell'azienda italiana era stata pari al 15,7%, sulla base di un fatturato di 311,1 milioni di euro e un margine operativo lordo di quasi 49 milioni.
Positivi i primi giudizi delle banche d'affari a questa operazione. Gli analisti di Banca Akros hanno apprezzato l'acquisizione di Boc Edwards Pharmaceutical Systems e hanno ritoccato al rialzo il target price su IMA, portandolo a 17,6 euro. Gli analisti hanno ribadito il giudizio "Accumulate". Anche Banca Leonardo ha migliorato il prezzo obiettivo su IMA, ora fissato a 17 euro per azione. Gli analisti hanno confermato l'indicazione di acquisto del titolo. Promozione completa, invece, da Berenberg, che ha alzato a 18 euro il prezzo obiettivo sul titolo e ha migliorato a "Buy" (acquistare) il giudizio.
IMA è stata preceduta solo di qualche giorno da Brembo. Il 9 novembre la società bergamasca, anch'essa quotata all'AllStars e attiva nella produzione di impianti frenanti di alta gamma, aveva comunicato l'accordo con Hayes Lemmerz International, per rilevare la divisione freni del gruppo statunitense. Formalmente, l'operazione è stata completata dalla divisione degli Stati Uniti di Brembo, Brembo North America. Il controvalore dell'operazione è stato pari a 58 milioni di dollari, che agli attuali tassi di cambio equivalgono a meno di 40 milioni di euro. La società italiana non dovrà accollarsi il debito relativo alle attività acquisite. Anche in questo caso la società ha voluto fornire qualche indicazione finanziaria sulla neoacquisita. Nel 2006 la divisione ha realizzato ricavi per 120 milioni di dollari. Sulla base di questi numeri, l'operazione permetterà a Brembo di raddoppiare la propria presenza nell'area del Nord America, dove lo scorso anno il gruppo ha realizzato un giro d'affari nell'ordine dei 140 milioni di dollari.
Anche in questo caso l'operazione è stata apprezzata dalle principali banche d'affari. Nei giorni scorsi gli analisti si sono affrettati ad alzare le valutazioni su Brembo, anche sulla base degli ottimi risultati trimestrali, chiusi con ricavi e redditività in crescita di oltre il 10%. I giudizi delle banche d'affari sono diventati positivi, alla luce di target price superiori ai 12 euro per azione, che equivale a un potenziale di rivalutazione di oltre 10% rispetto agli attuali livelli di prezzo del titolo.
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