Il destino di Risanamento e Aedes
Al momento la situazione peggiore sembra quella della società guidata da Luigi Zunino. Uno spiraglio per Aedes.
di Edoardo Fagnani 17 lug 2009 ore 16:54Intanto, la situazione di Risanamento penalizza anche alcuni istituti di credito come il Banco Popolare e IntesaSanpaolo, fortemente esposti nei confronti della società immobiliare, che a fine marzo denunciava un indebitamento netto di 2,8 miliardi di euro. Senza dimenticare che gran parte della quota di controllo di Luigi Zunino, pari al 73% del capitale di Risanamento, è in pegno agli istituti di credito, IntesaSanpaolo e Unicredit in prima fila.
In soccorso di Aedes sono arrivate direttamente le banche. La società immobiliare ha preso atto della disponibilità degli istituti di credito appartenenti al costituendo consorzio di garanzia a incrementare il proprio impegno di garanzia sino a un ammontare di 67,5 milioni euro, che aggiunti all’impegno di VI-BA (famiglia Amenduni) per 70 milioni di euro e alla conferma degli azionisti di minoranza (impregno complessivo per 12,5 milioni di euro), garantirebbero l’integrale aumento di capitale. Di conseguenza, Aedes ha dichiarato risolto il contratto di investimento nei confronti di Isoldi Immobiliare.
Tra i soci minori il più aggressivo sembra Enrico Maria Antonelli, al momento accreditato del 4,4% del capitale di Aedes. L’azionista, infatti, non ha fatto mistero di voler salire fino al 10% della società immobiliare.
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