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Goldman Sachs promuove i petroliferi

Mentre un barile di petrolio ha sfiorato nelle scorse ore gli 80 dollari al barile, in Italia Goldman Sachs ha rivisto le sue posizioni sui petroliferi

di Mauro Introzzi 22 giu 2010 ore 11:38
Mentre un barile di petrolio, a New York, ha sfiorato nelle scorse ore gli 80 dollari al barile, in Italia Goldman Sachs ha rivisto le sue posizioni sui titoli del comparto petrolifero di Piazza Affari.

Gli analisti della banca d’affari americana hanno deciso di alzare da “neutrale” a “buy” (acquistare) il loro giudizio su Eni, fissando un target price di 21. Goldman Sachs ritiene che la società abbia un'importante “valutazione relativa”, visto che nell’ultimo anno ha fatto peggio del settore di una dozzina di punti percentuali.
Su Eni potrebbero esserci poi altre novità. Secondo alcune indiscrezioni, il cane a sei zampe starebbe studiando il lancio di un prestito obbligazionario decennale. Le prime indicazioni parlano di un rendimento pari al tasso mid swap di pari durata, maggiorato di 110-115 punti base.

Goldman Sachs ha poi ritoccato al rialzo i target price di Saras e Erg,
confermando su entrambi il suo rating “neutrale”. Il prezzo obiettivo sul gruppo della famiglia Moratti passa da 2 a 2,1 euro mentre quello della famiglia Garrone è stato alzato da 11,9 a 12,3 euro.
Il miglioramento della valutazione arriva in scia a nuove previsioni sul prezzo del petrolio, per il 2010 Goldman Sachs prevede un prezzo medio, per un barile di Wti, di 82 dollari, 8 in meno rispetto alla precedenti stime. Per il prossimo anno, invece, le attese sono pari a 100 dollari al barile, 10 in meno rispetto ai 110 dollari precedentemente stimati.

Ieri è arrivato invece un taglio di valutazione per Saipem. Gli analisti di Cheuvreux hanno ridotto a 31 euro il prezzo obiettivo sulla società, anche se hanno confermato le azioni nella propria lista dei titoli preferiti.
Il comparto dei servizi petroliferi, quello in cui è attiva Saipem, è stato ieri caratterizzato da un’integrazione importante, quella tra le norvegesi Acergy e Subsea 7. La prima ha acquisito la seconda, in un’operazione da 2,5 miliardi di dollari che creerà un colosso da 5,4 miliardi di euro. Secondo le analisi preliminari i due gruppi potranno usufruire di sinergie di costo per 100 milioni di dollari l’anno, con grandi potenzialità sinergiche anche sotto il profilo dei ricavi, vista la complementarietà geografica dei due business.

TAG: petroliferi , eni , saras , erg Quotazioni: SAIPEM ERG ENI.

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