Finmeccanica, ricapitalizzazione da 1,4 miliardi
Nelle scorse settimane Finmeccanica ha annunciato l'acquisizione della statunitense DRS Technologies, in un'operazione da 3,4 miliardi di euro. Nelle scorse ore il cda ha deciso di sottoporre all'assemblea un aumento di capitale da 1,4 miliardi.
di Anastasia Meloni 27 giu 2008 ore 11:33Nelle scorse settimane ha annunciato l'acquisizione della statunitense DRS Technologies, l'azienda che produce i sistemi elettronici per il Pentagono, in un'operazione da 5,2 miliardi di dollari, una somma pari a circa 3,4 miliardi di euro.
Nel momento dell'annuncio dell'acquisizione il gruppo aveva comunicato che la liquidità necessaria all'acquisizione sarebbe arrivata con un aumento di capitale dedicato, l'apertura di nuove linee di credito e la cessione di alcune attività ritenute non più strategiche. Ma sull'entità della ricapitalizzazione, fino a ieri, aleggiava il mistero.
Fino a ieri, dicevamo. Perché proprio nelle scorse ore il consiglio d'amministrazione del gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini ha deciso formalmente di sottoporre all'assemblea il lancio, entro la fine dell'anno, di un aumento di capitale da 1,4 miliardi di euro. Le altre risorse dovrebbero arrivare dalla cessione del pacchetto di STM ancora nel portafoglio di Finmeccanica e dalla quotazione di Alenia Energia. Arriverà poi un prestito da un pool di una trentina di banche.
Cruciale diventa adesso il ruolo dello Stato, calcolando che il Tesoro (ora al 32%) non vorrebbe scendere sotto al 30%. E, quindi, dovrà partecipare alla ricapitalizzazione pena una diluizione della partecipazione. All'aumento di capitale è decisamente interessata, invece, IntesaSanpaolo. Per voce del suo numero uno, Corrado Passera, l'istituto spera di "poter svolgere un ruolo importante" nell'ambito del consorzio che curerà l'operazione.
L'offerta di Finmeccanica, comunque, si perfezionerà tramite un'opa sul 100% del capitale a 81 dollari in contanti per azione. Il controvalore dell'operazione è di 5,2 miliardi di dollari, compresa l'assunzione di 1,2 miliardi di debito netto. Scongiurata l'eventualità di una controfferta, dopo che nei giorni scorsi alcune indiscrezioni indicavano nella francese Thales una possibile avversaria nella corsa a DRS. Ma nelle scorse ore il gruppo elettronico della difesa ha smentito categoricamente la possibilità di una controfferta.
Secondo quanto dichiarato dai vertici del gruppo l'acquisizione di DRS Technologies consentirebbe a Finmeccanica di "consolidare il proprio ruolo di protagonista a livello mondiale nell'ambito delle forniture di sistemi integrati per la difesa e sicurezza".
L'operazione, nelle scorse settimane, è finita sotto i riflettori degli analisti. Quelli di Euromobiliare, a caldo, avevano definito l'offerta su DRS "positiva dal punto di vista industriale, ma a multipli diluitivi". Gli esperti hanno così confermato il rating "hold" (mantenere) e il target price di 23 euro.
Successivamente gli esperti di UBS hanno rivisto al ribasso la loro raccomandazione su Finmeccanica, abbassando a "neutrale" dal precedente "buy" (acquistare), il loro rating sulla società ed abbassando il target price a 20 euro dai precedenti 25 euro. Un downgrade motivato proprio dall'operazione di acquisto di DSR Technologies. Gli analisti elvetici si sono detti "scettici sulla possibilità che Finmeccanica possa raggiungere un livello di sinergie tale da coprire il costo del capitale necessario per l'operazione".
Nella giornata di ieri è arrivata la mezza bocciatura di Société Générale. Gli analisti della banca transalpina hanno abbassato da 20 a 17 euro il target price, visto che l'acquisizione di DRS "potrebbe distruggere valore". Parere analogo da parte di Cheuvreux, che ha dichiarato che Finmeccanica sta "pagando un prezzo troppo alto" per la sua acquisizione
Più positiva Banca Akros, che ha confermato il suo "accumulate" (accumulare in portafoglio) con un prezzo obiettivo di 24 euro. Per la casa d'analisi della Banca Popolare di Milano le azioni dovrebbero "aver toccato il fondo".

