Finmeccanica gioca in difesa
Tra i pochi titoli che in queste ore tentano di resistere al calo generalizzato delle blue chip di Piazza Affari c'è anche Finmeccanica. Il gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini sta accelerando sull'acquisizione della statunitense Drs Technologies e ha confermato le stime sulla marginalità dei prossimi esercizi.
di Anastasia Meloni 15 lug 2008 ore 10:42Tra i pochi titoli che in queste ore tentano di resistere al calo generalizzato delle blue chip di Piazza Affari c'è anche Finmeccanica. Il gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini sta accelerando sull'acquisizione della statunitense Drs Technologies e ha confermato le stime sulla marginalità dei prossimi esercizi.
Il leader della difesa ha dichiarato che la sindacazione del prestito di 3,2 miliardi di euro a supporto dell'acquisizione di DRS Technologies si è chiusa con successo. Le adesioni da parte del sistema bancario domestico e internazionale sono state pari a circa 7 miliardi di euro, più del doppio rispetto all'importo originario.
Le indicazioni sui conti, invece, sono arrivate direttamente dal numero uno del gruppo, Pierfrancesco Guarguaglini. Il manager, in occasione del salone di Farnborough, ha dichiarato che la società "non esclude di ricorrere al mercato per finanziare la crescita". È stato così confermato l'aumento di capitale fino a 1,4 miliardi di euro.
Le stime sulla marginalità al 2010, inoltre, sono state convalidate: l'incremento del margine operativo lordo, in quell'esercizio, sarà del 10%. Attesa, anche, la quotazione di Ansaldo Energia. Infine, sempre nella giornata di ieri, la partecipata Atr ha ribadito la previsione di un fatturato, per il 2008, superiore agli 1,3 miliardi di dollari.
Tuttavia non manca qualche indicazione poco favorevole al gruppo, che non sarebbe in sintonia con Boeing su alcune produzioni congiunte. I due gruppi non hanno raggiunto l'intesa sulla produzione dei 78 velivoli C27 dell'appalto JCA vinto l'anno scorso dal gruppo guidato dalla statunitense L-3. In forte ritardo, di più di un anno, anche la produzione del Boeing 787. Anche se in questo caso i motivi dell'allungamento dei tempi sarebbero da imputare al colosso statunitense.

