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Fiat, una conferma nonostante il momento buio

È un momento decisamente difficile per i produttori di automobili, non solo a livello europeo, ma anche a livello internazionale. La crisi, figlia della recessione e della drastica diminuzione dei consumi, ha investito i grandi colossi statunitensi e giapponesi e i player europei

di Anastasia Meloni 2 lug 2008 ore 11:42

È un momento decisamente difficile per i produttori di automobili, non solo a livello europeo, ma anche a livello internazionale. La crisi, figlia della recessione e della drastica diminuzione dei consumi, ha investito i grandi colossi statunitensi e giapponesi e i player europei. Ford e General Motors, ad esempio, hanno archiviato lo scorso mese con contrazioni delle vendite, rispettivamente, del 28% e del 18% circa.

Il mercato italiano non fa eccezione. I dati sulle immatricolazioni per il mese di giugno, pubblicati nella serata di ieri, hanno evidenziato che sono pochi quelli che il mese scorso hanno acquistato un'auto.

Le vetture immatricolate, a giugno, sono scese complessivamente del 19,5% a 184.275 veicoli, mentre le immatricolazioni di Fiat hanno registrato una contrazione del 16,5%, con circa 60mila auto e una quota di mercato del 32,7%, sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente ma in crescita di circa un punto e mezzo rispetto al giugno del 2007.

Sul podio tre modelli di casa Fiat. La Panda sul primo gradino, la Punto sul secondo e la 500 sul terzo. A seguire Ford Fiesta e Lancia Ypsilon.

I gruppi esteri hanno invece perso tutti terreno, con Toyota in calo del 46%, Mercedes del 33%, Peugeot del 30%, Opel del 26% e Volkswagen del 22%.

In Francia, invece, il mercato ha registrato una crescita dell'1,6%. Bene Fiat, cresciuta su base annua di poco meno del 30% e una quota di mercato salita di un punto percentuale al 4,2%.

Prima dell'ufficialità dei numeri sulle immatricolazioni, però, l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha riconfermato le stime sugli utili e sul flusso di cassa per il biennio 2008 e 2009.

Per il 2008 Fiat prevede un fatturato di 60 miliardi, un risultato di gestione ordinaria di 3,4-3,6 miliardi, un risultato netto di 2,4-2,6 miliardi e l'azzeramento del debito con una disponibilità finanziaria di circa 1,5 miliardi. Per il 2009, invece, le stime indicano un utile netto di 2,9-3,1 miliardi di euro.

Il manager, che ieri è stato nominato senior director indipendente della banca svizzera Ubs, ha evidenziato che anche il secondo trimestre (i cui dati saranno approvati il prossimo 24 luglio) è stato in linea con le attese, soprattutto grazie al buon trend delle attività brasiliane (uno degli asset più importanti per la società del Lingotto) e al buon momento della società di macchine agricole Cnh. Quest'ultima, in particolare, ha una raccolta ordini decisamente alta per i prossimi 12 mesi.

Ma il prezzo delle materie prime pesa sul gruppo. Proprio ieri Fiat ha comunicato di aver aumentato i listini di vendita sia per l'auto (+1,5% da giugno) sia per Cnh (+5% da giugno) sia per i camion in Italia di Iveco (+2,5%). L'incremento si è reso necessario per compensare gli aumenti dei costi delle materie prime. Questa politica dei prezzi, evidenzia Fiat, "permette di conservare inalterati i margini fissati dal piano industriale per i singoli modelli, in considerazione anche delle diverse strategie commerciali stabilite a livello di singolo paese".

Intanto Euromobiliare ha deciso di abbassare a 18 euro il suo target price sulla società, mentre gli analisti di Standard & Poor's hanno analizzato l'intero comparto, evidenziando come le case automobilistiche risentono dei rialzi dei prezzi della benzina visto che i consumatori "preferiscono auto di piccola cilindrata" a scapito di Suv o Pickup, prodotti a marginalità più elevata.

TAG: Caso del giorno Quotazioni: FIAT.

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