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Fiat strizza l'occhio a BMW

Il titolo del Lingotto è abbondantemente sotto i 10 euro, un livello che solo pochi mesi fa sembrava decisamente lontano. A pesare sulla società la crisi che ha travolto il mondo dell'auto a livello internazionale, che ha spinto il gruppo a ricorrere alla Cassa Integrazione. Intanto Marchionne annuncia un accordo.

di Anastasia Meloni 8 lug 2008 ore 18:01

Il titolo del Lingotto è abbondantemente sotto i 10 euro, un livello che solo pochi mesi fa sembrava decisamente lontano. A pesare sulla società la crisi che ha travolto il mondo dell'auto a livello internazionale, che ha inevitabili ripercussioni anche sui livelli occupazionali. È di ieri, infatti, la notizia secondo cui Fiat sarà costretta a ricorrere alla cassa integrazione.

 

Intanto un accordo con BMW. Le due case automobilistiche hanno firmato un protocollo di intesa, per lo sviluppo di una piattaforma di utilitarie, punto e Mini, che dovrebbero sbarcare sul mercato 2010. Le due compagnie lavoreranno anche allo sviluppo di una nuova linea di motori a benzina e diesel. Marchionne, numero uno di Fiat, ha mostrato la sua soddisfazione, definendo l'accordo "una tappa significativa nella nostra strategia di alleanze". 

 

Il gruppo ha richiesto la cassa integrazione per 4 stabilimenti italiani e per il periodo compreso tra settembre e novembre. Si fermeranno anche gli stabilimenti di CNH in Italia. Il gruppo ha poi dichiarato che la società è in trattativa per aprire un impianto in Iran. Uno stabilimento, per un investimento di 250 milioni di euro, che potrebbe produrre 50mila auto.

 

La cassa integrazione implica che la produzione auto, nel terzo trimestre, sia tagliata del 15%. Saranno escluse dagli interventi gli stabilimenti che producono l'Alfa Romeo MiTo e la Lancia Delta, gli ultimi due modelli della società.

 

Il giugno dell'industria dell'auto, in Italia, è stato decisamente difficile. I tre marchi del gruppo Fiat hanno registrato, lo scorso mese, una flessione delle immatricolazioni del 16,5%, facendo meno peggio del mercato nel suo complesso. In Brasile, invece, il mercato continua a registrare degli ottimi tassi di crescita.

 

A giugno il mercato carioca è migliorato del 25%, con un progresso che da inizio anno ha toccato il 27%. Fiat ha registrato un miglioramento del 19%, toccando una quota di mercato al 26,4% e confermando quindi la propria leadership.

 

Sulla scia dei dati Banca Akros ha confermato il suo "buy" (acquistare), con un target price di 24 euro. Tuttavia gli analisti evidenziano che Fiat, in Brasile, ha registrato una crescita inferiore al mercato sia per quanto riguarda i veicoli leggeri che per le autovetture. Del resto, però, l'impianto brasiliano di Betim è saturato e sta lavorando al 100% della sua capacità produttiva.

 

In queste ore gli esperti di Banca Akros hanno ribadito rating e prezzo obiettivo, dichiarando che valutano che la cassa integrazione avrà un impatto negativo nell'ordine dell'1,5% sui ricavi consolidati totali del gruppo. L'effetto sulla profittabilità, invece, non dovrebbe essere significativo.

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