Fed’s Friends, Fannie e Freddie
Fannie Mae e Freddie Mac hanno potuto contare sul pronto aiuto della Fed, tuttavia in queste ore stanno cedendo oltre il 20%. Si tratta delle due grandi agenzie americane che finanziano o garantiscono la metà del totale delle ipoteche immobiliari erogate negli Stati Uniti ed hanno passività che ammontano a 5300 miliardi di dollari, cioè circa il 40% del Pil statunitense.
di Carlo Gatto 16 lug 2008 ore 10:01Dire che Fannie e Freddie sono prossime ad uno stato di insolvenza, vi farà sembrare uno scherzetto da luna park il crack della Bear Stearns, e obbliga la Fed ad intervenire. Resta il fatto che si tratta di un momento gravissimo di tutta la crisi del sistema finanziario immobiliare americano, ed in seconda battuta di tutta l'economia USA e non solo. Se pensiamo che era iniziata solo un anno fa, ora ne constatiamo un pericoloso allargamento con potenzialità esplosive. Viste le pessime notizie, possiamo dire che i mercati hanno perso in cinque giorni solo il 4%.
Il gap down tra il 14 ed il 15 luglio segnala la rottura rispetto al precedente percorso ribassista, sottolineando l'inizio di una fase più acuta. La trasformazione del "mare agitato" della settimana scorsa nel "mare molto agitato" di queste ore, è ben visibile dal grafico settimanale VIX:
Siamo arrivati a toccare il 30% con un gap up di strappo assai preoccupante, anche se quasi già richiuso. L'altro elemento di allarme deriva dalla costante crescita dell'indice stesso, senza soluzione di continuità. Ogni seduta è terminata sempre peggio rispetto alla precedente. L'aumento della turbolenza ha annullato le attese di rientro di possibili speculatori e posticipato ulteriormente anche le più temerarie prese di posizione su eventuali rimbalzi. Nessuno osa mettere il piede in borsa perchè il terreno scotta!
Questo lascia il mercato in preda ai venditori disperati, agli speculatori shortisti ed ai possibili fenomeni di panico.
Dopo lo stallo della settimana scorsa, l'avvitamento e la picchiata delle aspettative circa il futuro dell'economia americana hanno strangolato il dollaro sopra 1,60 contro euro.
La debolezza del biglietto verde il 15 luglio ha determinato una seduta a due facce del petrolio. All'inizio lo ha spinto in su di due figure (essendo quotato in dollari) fino a 147 $/bar (nella prima fase, che potremmo chiamare Fannie&Freddie) e poi lo precipitato giù di 9 unità sulla scia delle aspettative di un calo della domanda a causa delle paure recessive e di rallentamento dell'economia (nella seconda fase che potremmo chiamare "stagflation fear", determinata dalle parole di Ben Bernanke).
La nostra settimana borsistica (che si colloca di consueto a cavallo del week end, tra il mercoledì ed il martedì successivo) vede un peggioramento sensibile delle condizioni emotive del panorama finanziario globale, con il solo vantaggio di un petrolio meno caro a causa di prospettive economiche lugubri. Intanto lo S&P500 sta difendendo la linea Maginot dei 1200 punti....
Sentiment previsto per la prossima settimana: negativo.
Si rischiano fenomeni di panico. Meglio restarne religiosamente fuori.
Renato Paludetto (http://www.renatopaludetto.com/)
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