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Entrano in scena gli Specula-Tori

Nel nuovo atto di questa tragicommedia finanziaria-energetica-economica entrano in scena gli Specula-Tori. Non dobbiamo cadere nel tranello: i prezzi sono scesi parecchio e questa prova tecnica di rimbalzo...

di Carlo Gatto 23 lug 2008 ore 15:53

si presenta, al dire il vero, un po' in ritardo, però alla fine giunge a destinazione comunque, a suggellare il primo minimo relativo della lunga discesa delle ultime settimane.

I meccanismi psicologici sono due: quello dei ribassisti, che avendo guadagnato a sufficienza, ed avendo avvertito che l'aria è cambiata, smettono di shortare, chiudono le posizioni bear e si ritirano in un angolo a contare i soldi, e poi c'è il meccanismo degli specula-tori che vogliono portare a casa il rimbalzo e magari mettere in portafoglio alcuni titoli ghiotti a saldo, come le Eni a 21-22 euro. Il disco verde per l'inizio del rimbalzo è arrivato chiaro dal VIX, cioè, non appena si sono calmate le acque qualcuno ha pensato bene di fare un giro al Piazza Affari Outlet:

Dal 16 luglio, ogni giorno si è potuta constatare la sequenza "massimo e minimo relativo crescente", tipica di una sana ripresa. Il tutto era partito il 15 luglio negli Stati Uniti, ma solo la diminuzione della volatilità (leggi VIX) ha permesso che questo rimbalzino per pochi, diventasse per tutti alla Henry Ford.

Piazza Affari chiude le cinque sedute con un recupero del 2%, mentre il DJEurostoxx guadagna fino al 3%. Risultati simili anche per il Nasdaq e per il Dow che, pure nelle sue dimensioni, risale più di tutti. Il movimento generale viene confortato ulteriormente da una ripresa del dollaro contro euro:

Dopo essersi portato pericolosamente vicino a quota 1,60 per ben due volte nel corso delle cinque sedute, il biglietto verde ha messo ha segno uno dei maggiori recuperi di queste settimane, scendendo in pochissimi minuti da 1,5930 ad 1,5785. Questo ha fatto scendere velocemente il petrolio (quotato in dollari) da 131 dollari a 127 $/bar. Il grafico a sei mesi risulta il seguente:

Il grafico ha tagliato il supporto dinamico che durava da alcuni mesi, e questo ne ha compromesso ufficialmente la valenza attuale. Tuttavia la discesa degli ultimi giorni avviene in un contesto di volumi in calo, che ne inficiano la validità e la bontà del segnale. Anche in passato abbiamo assistito a discese simili, seguite poi da inversioni ad U, perciò è meglio non farsi troppe illusioni. A corredo di questo quadretto apparentemente idilliaco, dobbiamo aggiungere l'affermazione di martedì 22, del presidente russo Dmitri Medvedev, circa l'idea di creare un cartello simile all'Opec anche per il gas metano, che non "è ancora chiusa". Questo ci deve far capire che l'energia è diventata in maniera sfacciata il fulcro/minaccia della politica estera di diversi paesi un tempo assai più attenti all' "etichetta" ed al bon ton diplomatico, e che in un contesto economico-energetico-finanziario così incattivito, non si può sperare in una discesa dolce e "pascoliniana" dei prezzi...

Sentiment previsto per la prossima settimana: neutro.
Una boccata di ossigeno, ma sempre massima allerta.

Renato Paludetto  (http://www.renatopaludetto.com/)

ã 2008 (riproduzione riservata)

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