Eni tra Moody’s, CS e GS
Dopo la diffusione dei conti dell’intero 2011, arrivati nella mattinata di ieri, e le ultime dichiarazioni del numero uno della società Paolo Scaroni, arrivano le prime reazioni degli addetti ai lavori
di Mauro Introzzi 16 feb 2012 ore 14:04Gli esperti di Credit Suisse hanno alzato il loro target price a 19,3 euro, dai precedenti 18,5 euro, e confermato il giudizio “neutrale”. La banca d’affari ha incorporato nel suo modello di analisi un minore sconto sul Net Asset Value (il valore netto delle attività) alla luce dei recenti sviluppi sulla possibile cessione di Snam. Va ricordato che il decreto liberalizzazioni impone alla società di vendere le quote nella controllata della distribuzione del gas, ora al 52,5%.
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A tal proposito, nell’ambito della presentazione dei dati del 2011, l’amministratore delegato Paolo Scaroni ha dichiarato che non ci sarà alcun dividendo straordinario dopo la discesa del Cane a sei zampe nel capitale di Snam. Il manager ha puntualizzato che Eni non sta pianificando di disinvestire da Snam Rete Gas, ma da Snam, la società quotata che controlla Snam Rete Gas, Stogit, Italgas e Gnl Italy.
Il manager ha anche parlato dell’attività del 2012, dichiarando che la ripresa dell’attività in Libia favorirà la produzione del Cane a sei zampe. Scaroni ha dichiarato che la produzione di idrocarburi potrebbe crescere nel 2012 del 10%. A spingere l'attività, oltre alla Libia, l'avvio dei campi in Algeria, Angola e Russia.
Goldman Sachs ha invece aumentato il prezzo obiettivo da 20 a 20,5 euro, con un giudizio “buy” (acquistare). La banca americana giudica i risultati “sostanzialmente in linea con le attese”.
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