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Eni, taglia le stime di produzione

Il cane a sei zampe, che ieri ha diffuso i conti relativi al 2009, ha comunicato l’aggiornamento del piano industriale al 2013

di Mauro Introzzi 12 mar 2010 ore 10:41
Non sembra piacere molto al mercato il piano industriale di Eni. Il cane a sei zampe, che ieri ha diffuso i conti relativi al 2009, ha comunicato l’aggiornamento del piano industriale, che ora copre il periodo fino al 2013. Nel quale i vertici del Cane a sei zampe ridimensionano alcuni target.

Il colosso petrolifero, che già nelle scorse settimane aveva diffuso i dati di preconsuntivo, ha chiuso il 2009 con ricavi per 83,23 miliardi di euro, in flessione rispetto ai 108,08 miliardi dell’esercizio precedente. Il risultato operativo è sceso da 18,52 miliardi a 12,6 miliardi di euro. Eni ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 4,37 miliardi di euro, in forte calo rispetto agli 8,83 miliardi del 2008. I vertici della società hanno precisato che rispetto ai dati preliminari, il risultato finale sconta un maggiore accantonamento di 250 milioni di euro per contenziosi in corso.
A fine 2009 l’indebitamento netto era salito a 23,06 miliardi di euro, rispetto ai 18,38 miliardi di inizio anno. Nel 2009 il flusso di cassa operativo era sceso a 11,14 miliardi, rispetto ai 21,8 miliardi dell’esercizio precedente.
Il management di Eni ha proposto la distribuzione di un dividendo di euro per azione, a cui vanno detratti gli 0,5 euro staccati a settembre come anticipo. La cedola sarà staccata il 24 maggio e sarà messa in pagamento il 27 dello stesso mese.

Ma più importanti, in queste ore, appaiono le indicazioni sul futuro del gruppo. I vertici del colosso italiano hanno presentato i dettagli del piano finanziario per il periodo 2010/2013. Negli esercizi in esame la produzione di idrocarburi dovrebbe registrare un tasso di crescita medio annuo del 2,5%, mentre gli investimenti complessivi ammonteranno a 52,8 miliardi di euro, destinati prevalentemente nel settore dell’esplorazione e produzione. Le previsioni sulla crescita della produzione di idrocarburi sono state così ridimensionate, visto che nel precedente piano, a copertura del periodo 2008-2012, il tasso di incremento era del 3,5%.

Nello periodo 2010/2013, inoltre, Eni perseguirà un programma di efficienza gestionale, che dovrebbe portare a risparmio sui costi per 2,4 miliardi di euro fino al 2013. Il management ha anticipato che la crescita del dividendo seguirà il trend dell’inflazione nei paesi dell’OCSE a partire dal 2011, sulla base di un prezzo del petrolio a 65 dollari al barile.
Oltre i quattro anni di piano, poi, il Cane a sei zampe prevede di mantenere un tasso di crescita produttiva caratterizzato da un incremento medio annuo di oltre il 2% fino al 2016.

In attesa delle ultime reazioni a queste ultime indicazioni, gli analisti di Royal Bank of Scotland, prima della diffusione dei dati, avevano limato il prezzo obiettivo sul colosso italiano, portandolo da 19,5 euro a 18,9 euro. Gli esperti della banca d’affari britannica avevano confermato il giudizio “hold” (mantenere).

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