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Eni: il suo bond è preferito al Btp

Per la prima volta il rendimento di un bond societario è rimasto più basso rispetto a quello del corrispondente titolo sovrano

di Mauro Introzzi 23 nov 2010 ore 11:46
L’emissione di Eni rappresenta un evento da ricordare nel comparto obbligazionario corporate. Per la prima volta, infatti, il rendimento di un bond societario è rimasto più basso rispetto a quello del corrispondente titolo sovrano.

Eni, nella giornata di ieri, ha collocato un’obbligazione a tasso fisso del valore nominale di un miliardo di euro. Il prestito obbligazionario, che ha una durata di 7 anni e scadrà il 29 gennaio 2018, paga una cedola annua del 3,5% e ha un prezzo di re-offer di 99,577%. Il suo rendimento sarà quindi del 3,56%. Le obbligazioni saranno quotate presso la Borsa di Lussemburgo.
L'operazione, che secondo la nota della società “ha riscosso successo in Italia e all'estero”, era dedicata a investitori istituzionali principalmente in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Olanda. Le richieste hanno raggiunto i 2,3 miliardi di euro.

Il titolo di Stato di pari durata, il Btp (quotazioni Btp) a 7 anni, rendeva ieri il 3,71%. Ciò significa che gli investitori pagavano ieri un premio al rischio maggiore per l’Italia rispetto a quello riconosciuto a Eni. In altre parole la crisi internazionale ha fatto sì che gli addetti ai lavori considerino più pericoloso il debito sovrano rispetto a quelli del Cane a sei zampe.

Eni, nella giornata di ieri, ha poi firmato con il ministero dell'Energia del Venezuela
che prevede, insieme al gruppo PDVSA, la creazione di due “Empresas Mixtas” (Imprese Miste), PetroJunín e PetroBicentenario, dedicate rispettivamente allo sviluppo del blocco Junín 5, situato nella Fascia dell’Orinoco circa 550 km sud-est di Caracas, e alla costruzione e gestione di una raffineria nell’area industriale costiera di Jose.
Il progetto prevede investimenti complessivi pari a circa 17 miliardi di dollari, di cui 8 miliardi di dollari per lo sviluppo del giacimento e 9 miliardi di euro per la raffineria. Tali lavori saranno svolti da un consorzio composto da PDVSA, con una quota del 60%, ed Eni, con il restante 40%.
Eni e PDVSA puntano a ottenere una produzione iniziale di 75mila barili al giorno con first oil atteso entro il 2013, mentre la produzione di plateau raggiungerà i 240mila barili al giorno entro il 2018. Per il completo sviluppo del giacimento è prevista la perforazione di circa 1.500 pozzi orizzontali superficiali.
Eni è già presente in Venezuala, nel maxi giacimento Perla, ma con gli ultimi due progetti la società di Scaroni incrementerà la sua quota di produzione dagli attuali 10mila a più di 180mila barili di olio equivalente al giorno nel 2019, con oltre 1,5 miliardi di barili di riserve nette.
TAG: eni , bond , btp Quotazioni: ENI.

Commenti dal 1 al 3
(3)

fdele venerdì, 31 dicembre 2010

ma come fate

i titoli bond di aziende rendono meno poiche non hanno un debito cosi elevato da mettere a rrischio il rimborso,quello che non capite è che lo stato taliano ha un debito di 1900 miliardi di euro e paga interessi astronomici su tale debito,di contro non ha entrate di nessuna natura se non quelle derivanti dai prelievi fiscali sui consumi,benzine etc tabacchi,giochi lotterie,ma l'economia quella vera non esiste piu,se un'asta di offerta dei btp dovesse andare vuota allora sara' costretto a ristrutturare il debito,con congemamento dei titoli(anch'io ho btp)ma mai come questa volta siamo vicini alla banca rotta,poiche i sudicicriminali di PRODI CIAMPI etc etc prima ci hanno portato dentro l'euro(ove i piccoli hanno perso il 50per cento)ma ora ci prenderanno tutto,mente nei ministeri uffici dello stato avvenivano sprechi,stipendi mai scelti di cittadini,credo che sia giusto che lo stato fallisca,cosi tutti capiranno che non ci si puo fidare delle chiacchiere e che tutti gli individui che hanno fatto parte del sistema dai piu piccoli ai piu grandi sono cooresponsabili del disfacimento,poiche derubavano i singoli delle loro ricchezze,mentre stavano nei bar a chiacchierare o mentre si nascondevano mentre fanno le multe(la carta delle liberta americane si base su ttre principi fondamentali,FUCILE;ORO;ED ARGENTO)chi vuol capire capisca.Saluti cari

n° 3
Lazomba venerdì, 26 novembre 2010

btp-bond eni

effettivamente è un po' strano, anche se come diceva un mio vecchio capo "il mercato non sbaglia mai". Lo stesso mercato, 10 anni fa circa, era arrivato ad esprimere una capitalizzazione di borsa di Tiscali pari o superiore a quella di Fiat. abbiamo visto come è andata a finire. anch'io penso che abbia poco senso che le obbligazioni di un'azienda, per quanto ottima, rendano meno che quelle di uno stato

n° 2
Franco martedì, 23 novembre 2010

meglio i BTP

io preferisco in assoluto i BTP al bond di Eni che rende pochissimo!!
Poi, ora i BTP rendono molto visto che sono scesi in queste due settimane! altro che bond ENI!!!

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