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Enel confermerà il dividendo. Parola di Ubs!

Gli esperti sono convinti che il colosso elettrico confermerà il pagamento della cedola di 0,49 euro per azione, almeno per i prossimi due esercizi. Agli attuali livelli di prezzo il rendimento del dividendo di Enel si aggira nell’ordine dell’11%, un tasso sicuramente appetitoso se confrontato con quello garantito da altre attività.

di Edoardo Fagnani 30 gen 2009 ore 16:56

I dividendi 2010 delle società di Piazza Affari

Ubs guarda con ottimismo al futuro di Enel. Gli analisti della banca d’affari svizzera, infatti, hanno migliorato il giudizio sul colosso elettrico e ora dicono di acquistarne le azioni, sulla base del nuovo prezzo obiettivo di 5,3 euro, che aumenta la precedente valutazione di 4,7 euro per azione sul colosso elettrico.
In particolare, Ubs ritiene che nei prossimi anni Enel non modificherà la politica dei dividendi, in quanto l’azienda non avrebbe problemi di liquidità e non avrebbe bisogno di ricorrere a un aumento di capitale. Quindi, gli esperti sono convinti che il gruppo confermerà il pagamento della cedola di 0,49 euro per azione, almeno per i prossimi due esercizi. Agli attuali livelli di prezzo il rendimento del dividendo di Enel si aggira nell’ordine dell’11%, un tasso sicuramente appetitoso se confrontato con quello garantito da altre attività. Solo a titolo di esempio, nell’ultima asta dei Bot, il rendimento è stato fissato al di sotto dell’1,5%, il minimo di sempre per questi titoli. Va, comunque, precisato che i titoli di stato a breve garantiscono un grado di rischio nullo, mentre il livello di rischiosità delle azioni Enel resta sicuramente elevato, alla luce della forte volatilità dei mercati finanziari.

Per contro, HSBC la pensa diversamente da Ubs. Secondo gli esperti della banca d’affari inglese, infatti, sarebbe a rischio il dividendo di Enel per l’esercizio 2010. Nell’occasione gli esperti avevano anche abbassato il prezzo obiettivo sul colosso elettrico da 5,5 euro a 4,2 euro, confermando la raccomandazione “underweight” (sottopesare).
Anche S&P non è così ottimista su Enel. L’agenzia ha reso noto di aver messo sotto osservazione, con implicazioni negative, il rating "A-" sul debito di lungo periodo sul colosso elettrico. Questa decisione potrebbe anticipare una bocciatura sul giudizio di merito della società. Un’eventualità del genere costringerebbe Enel a pagare tassi di interesse più elevati, qualora decidesse di ricorrere all’emissione di un prestito obbligazionario.

Il nodo da risolvere per Enel, quindi, resta quello del debito. Come esaminato in precedenza gli analisti sono divisi sulla sostenibilità dell’indebitamento della compagnia elettrica. Se Ubs ritiene che l’attuale livello di leva finanziaria sia assolutamente sostenibile, S&P preferisce restare più cauta. D’altra parte l’acquisizione del controllo della spagnola Endesa aveva fatto esplodere sopra i 50 miliardi di euro l’indebitamento del colosso italiano. A fine settembre, i debiti netti di Enel erano pari a 51,3 miliardi, comunque in calo rispetto ai 55,7 miliardi di inizio anno. L’obiettivo del management della società era quello di portare questo ammontare al di sotto dei 50 miliardi entro alla fine del 2008. Nei prossimi giorni, quando Enel comunicherà i dati di bilancio, se ne saprà sicuramente di più sul tema.

Ma la questione del debito di Enel rimane delicata per altri motivi. Resta, infatti, aperto il caso sulla quota del 25% di Endesa che la spagnola Acciona potrebbe cedere proprio al colosso elettrico italiano. Se dovesse avvenire il passaggio di consegne, il debito di Enel potrebbe tornare a crescere, considerando che, secondo alcune indiscrezioni, un pool di banche starebbe preparando una linea di credito ci circa 8 miliardi di euro per finanziare questa operazione.
D’altra parte prosegue anche la strategia di cessione delle attività che i manager del colosso elettrico non considerano più strategiche. Dopo la vendita della rete ad alta tensione a Terna, Enel sta trattando la cessione di Enel Rete Gas. La controllata sarebbe valutata 1,5 miliardi di euro, valore che comprende debiti per circa un miliardo.

TAG: enel , dividendi Quotazioni: ENEL.

Commenti dal 1 al 2
(2)

Svizzerotto martedì, 18 maggio 2010

Ma all'UBS hanno pagato questa falsa informazione?

Ma a questi grandi Guru della finanza hanno fatto pagare qualcosa per false infomazioni , quando dovevano vendere , hanno dato la loro parola , per poi dire che si erano sbagliati ? e che enel non è da comprare !!!
BUFFONIIIIIIIIII

n° 2
zaffo690 venerdì, 30 gennaio 2009

enel

Si parla sempre di debito elevato. E lo è sicuramente forse troppo ma non credo che l'operazione abbia solo valenza politica o di prestigio in quanto un alto pretendente E.ON avrebbe sborsato lo stesso importo (anche se la situazione finanziaria del colosso tedesco era più solida) Ben venga allora l'acquisto del 25% di Endesa in mano ad Acciona e ben vengono le dismissioni in corso. e' giusto mantenere l'attuale debito ma con queste operazioni si avranno ebitda e utili maggiori.

n° 1
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