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Draghi affonda le Borse: FTSEMib -4,6%

Come nelle attese la banca centrale europea ha confermato la propria politica monetaria. Il tasso di interesse di riferimento è stato confermato allo 0,75%. Male i bancari

di Edoardo Fagnani 2 ago 2012 ore 17:54
Piazza Affari e le principali borse europee hanno reagito negativamente alle indicazioni di Mario Draghi, che nella conferenza stampa a commento delle decisioni di politica monetaria della BCE non ha fornito indicazioni puntuali su nuove misure per “salvare l’euro”. Come nelle attese la banca centrale europea ha confermato la propria politica monetaria. Il tasso di interesse di riferimento è stato confermato allo 0,75%. In difficoltà il tandem Fondiaria-Unipol. Da segnalare le buone performance dei bancari, nonostante gli analisti di ING abbiano tagliato il target price dei principali istituti italiani. Chiusura positiva per Telecom Italia, dopo la diffusione dei risultati semestrali.
Il FTSEMib ha registrato uno scivolone del 4,64% a 13.283 punti, il minimo di giornata. Il FTSE Italia All Share ha registrato un ribasso del 4,2% a 14.217 punti. Andamento negativo anche per il FTSE Italia Mid Cap (-3,34%) e il FTSE Italia Star (-1,78%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è balzato a 2,46 miliardi di euro, rispetto agli 1,4 miliardi di ieri. Su 317 titoli trattati, 238 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i segni meno sono stati 68. Invariate le restanti 19 azioni.
L’euro è sceso sotto gli 1,22 dollari. L’oro è sceso a 1.590 dollari.

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Seduta negativa per Fondiaria-SAI (-7,35% a 0,945 euro). In giornata si è riunito il consiglio di amministrazione della compagnia per l’esame dei risultati del primo semestre del 2012. Intanto, Fondiaria ha comunicato che al termine dell'aumento di capitale è stato sottoscritto il 68,273% delle azioni ordinarie e il 22,193% delle azioni di risparmio di categoria B, per un controvalore di 666,34 milioni di euro. Inoltre, Sator e Palladio finanziaria hanno comunicato di aver rinunciato al possibile progetto di fusione con Fondiaria.
Unipol ha ceduto il 7,45% a 1,864 euro. La compagnia ha comunicato che al termine dell'aumento di capitale risultano esercitati 15.407.311 diritti di opzione per la sottoscrizione di 308.146.220 azioni ordinarie, pari al 72,87% del totale delle azioni offerte, e 5.614.776 diritti di opzione per la sottoscrizione di 112.295.520 azioni privilegiate, pari al 43,11% del totale delle azioni privilegiate offerte, per un controvalore di 725,78 milioni di euro.
Generali è scesa del 6,43% a 9,61 euro. La compagnia triestina ha terminato il primo semestre con un utile netto in crescita a 842 milioni di euro, in miglioramento del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Stabile il risultato operativo, attestatosi a 2,34 miliardi di euro. I vertici della società hanno dichiarato che prevedono per il 2012 un risultato operativo in crescita rispetto al 2011. Nel corso della presentazione della semestrale i vertici di Generali hanno indicato che a fine giugno, nel portafoglio titoli, c'erano titoli di stato italiani per 53,6 miliardi di euro. I vertici della compagnia hanno ribadito di non avere allo studio l'ipotesi di procedere con un aumento di capitale.

Scattano le vendite sui bancari dopo le dichiarazioni di Mario Draghi.
IntesaSanpaolo è scesa del 9,63% a 0,938 euro, mentre Unicredit ha subito una flessione del 7,34% a 2,574 euro. Gli analisti di ING hanno tagliato il prezzo obiettivo sui due istituti portandolo rispettivamente a 1,1 euro e a 3 euro. Gli esperti hanno anche peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio sulla banca guidata da Enrico Cucchiani, mentre hanno ribadito l’indicazione di mantenere in portafoglio Unicredit.
Sempre ING ha sforbiciato il target price di Monte dei Paschi di Siena (-8,01% a 0,1689 euro), portandolo da 0,3 euro a 0,15 euro. Gli analisti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni. UBI Banca ha perso il 9,22% a 2,146 euro. ING ha iniziato la copertura sull’istituto con un target price di 2 euro e un rating “Sell “ (vendere).
Mediobanca ha lasciato sul terreno il 9,36% a 2,556 euro. Gli addetti ai lavori giustificano il calo dell’istituto di Piazzetta Cuccia con la notizia dell’iscrizione di Alberto Nagel nel registro degli indagati, nell’ambito della vicenda Unipol-Fondiaria.

In rosso anche i petroliferi. Eni ha perso l’1,85% a 16,49 euro. Il colosso petrolifero ha siglato con Chevron un accordo per l’acquisizione del 25% di tre blocchi situati nell’offshore della Liberia. Segno meno anche per Saipem (-2,26% a 36,79 euro). Goldman Sachs ha limato il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 53 euro a 52 euro. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Si è salvata solo Tenaris (+0,19% a 15,74 euro). La società ha chiuso il secondo trimestre del 2012 con ricavi per 2,8 miliardi di dollari, in aumento del 17% rispetto ai 2,4 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto è balzato a 461,1 milioni di dollari, il 61% in più rispetto ai 443,8 milioni realizzati nel secondo trimestre del 2011. Nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali i vertici di Tenaris hanno anticipato che i ricavi nel semestre in corso saranno superiori a quelli registrati nella prima metà dell’anno. Al contrario, la marginalità resterà sugli attuali livelli. Saras (-0,23% a 0,857 euro) ed Erg (-2,07% a 5,43 euro) non si salvano dalle vendite.
Enel è scesa del 5,87% a 2,182 euro. In giornata si è riunito il consiglio di amministrazione del colosso elettrico per l’esame dei risultati del primo semestre. Intanto, l’agenzia Fitch ha tagliato di un livello il rating su Enel, portandolo da “A-” a “BBB+”. Le prospettive sul rating sono “Negative”. Performance peggiore per Enel Green Power (-7,39% a 1,128 euro).
A2A ha lasciato sul terreno il 9,06% a 0,3131 euro. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di Citigroup hanno tagliato da 0,43 euro a 0,32 euro il prezzo obiettivo sull’azienda lombarda. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni.

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