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Cosa comprare e cosa vendere dell' 8 febbraio

Piazza Affari chiude in rosso (FTSE Italia All-Share -2.75%). In evidenza sul FTSE MIB i guadagni di: nessuno. In rosso: Pirelli E C 0,391 -5,44% Cir Comp 1,549 -4,85% Fiat 8,285 -3,89% Bca Pop Mil 4,36 -3,81% Fondiar Sai 11,39 -3,47%

Redazione Soldionline lunedì, 8 febbraio 2010 - 14:17
Articolo a cura di Pietro di Lorenzo - SosTrader.it

Piazza Affari chiude la quarta settimana consecutiva in negativo: FTSE Italia All-Share (Variazione ultimi 5 giorni -4.888%  Variazione ultimo anno +15.257%) FTSE MIB  (Variazione ultimi 5 giorni -4.934%  Variazione ultimo anno +15.56%) FTSE Italia STAR (Variazione ultimi 5 giorni -3.538%  Variazione ultimo anno +29.407%). Fra i titoli maggiori si mettono in evidenza: Saipem (+1.23%) Ansaldo (+0.5%). In rosso invece: Fiat (-9.69%) Cir (-8.96%) Bulgari (-8.74%) Pop.Milano  (-8.16%) Intesa - SanPaolo (-7.92%). Le Azioni dell'FTSE MIB con Maggiore Performance da inizio anno sono: Ansaldo Sts +5,94%  Prysmian 12,85 +5,41%  Tenaris 15,43 +2,73%  Fondiaria-Sai 11,39 +2,52%. Le peggiori: Fiat -19,17%  Intesa Sanpaolo -18,33%  Exor -17,23%  Mondadori Edit -15,98%  Cir-Comp Ind Riunite -14,66%
 
Passando ad un quadro tecnico generale del mercato, il FTSE MIB realizza la seconda Long black candle consecutiva che si lascia alle spalle la peggior settimana delle ultime 14. L’indice da inizio anno realizza un ribasso a doppia cifra (-10.48%) riportandosi sui livelli battuti per l’ultima volta all’inizio di Agosto, bruciando nelle ultime 4 settimane il rialzo sviluppato negli ultimi 5 mesi. 
Il cedimento del supporto in area 21.400€ ha compromesso l’impostazione grafica rialzista rompendo al ribasso l’ampio rettangolo 21.400 – 24.500 che ha ingabbiato i prezzi per 116 sedute (dal 20 Agosto). Ci attendiamo un ulteriore approfondimento in direzione del supporto psicologico rappresentato dai 20.000 punti, che potrebbe essere anticipato da un tentativo di rimbalzo in grado di riassorbire i n parte gli eccessi delle ultime sedute che hanno generato un ribasso dell’8% dai massimi di mercoledì a 22.500.
 
Il sell off scattato nelle ultime 2 sedute è legato al timore che i Paesi deboli della zona euro, non riescano a rimettere sotto controllo i conti pubblici, appesantiti della crisi economica che ha fatto crescere oltremodo i deficit di questi Stati. Ciò che colpisce  è la violenza del ribasso dei mercati che entrano nel mirino della speculazione: in particolare la Borsa di Madrid e di Atene in  settimana lasciano sul terreno oltre l’8% e hanno visto ribassi del 6% in una sola seduta. Non è da escludere che anche il mercato italiano nei prossimi tempi sarà bersaglio di attacchi speculativi che potrebbero essere decisamente violenti anche in virtù del peso del settore bancario  sui nostri indici. Per questo motivo è opportuno avere nelle prossime sedute  un atteggiamento prudente evitando di farsi ingolosire ai prezzi a sconto del 20-25% rispetto a sole 4 settimane fa di  titoli importanti, come Fiat, Intesa – San Paolo, Cir ecc.  Operativamente, nonostante il violento sell off abbattutosi sui mercati l’unico titolo che deteniamo in portafoglio ha chiuso la settimana in positivo: in virtù della straordinaria forza relativa, proviamo a continuare a cavalcare il trend rialzista.

Siamo in un paese di Porci (...piigs)

Le vicende dei mercati finanziari sono tornati a occupare le prime pagine dei giornali sopratutto perché ad affossare le borse sono le preoccupazioni per i paesi europei ad alto debito e deficit pubblico, con problemi di "rischio sovrano". In particolare non si fa che parlare di paesi P.I.I.G.S. (un acronimo che richiama la parola PIGS, letteralmente "porci") che corrisponde  alle iniziali delle nazioni piu' deboli dell'Unione Europea, cioè Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna.  Indubbiamente è curioso sentire parlare oggi di default per paesi dell'area Euro quando fino a un paio di mesi fa, gli stessi media, davano per quasi certa l'uscita dalla crisi. Il movimento in corso è  certamente legato a fattori emotivi ed è amplificato dalla speculazione, ma questo non vuol dire che si sgonfierà nei prossimi tempi . I mercati vivono sempre più di aspettative e di speculazione e sempre meno tendono a  rispecchiare il "fair value" delle aziende. Per questo il nostro obiettivo non è fare previsioni circa gli sviluppi delle economie mondiali ma semplicemente seguire i trends dei prezzi, nella consapevolezza che "Il mercato ha sempre ragione" e che può costare molto molto caro innamorarsi di una idea rigida sul futuro andamento delle borse.

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