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Chiusura positiva per le Borse: che volatilità per Fondiaria-SAI!

Non ha entusiasmato l’asta dei titoli di stato spagnoli. In generale rialzo i bancari, guidati da UBI Banca. Da segnalare lo scivolone di Telecom Italia

di Edoardo Fagnani 19 lug 2012 ore 17:50
Chiusura positiva per Piazza Affari e le principali borse europee. Non ha entusiasmato l’asta dei titoli di stato spagnoli. Il rendimento del titolo con scadenza a cinque anni ha sfiorato il 6,5%, mentre la richiesta è stata debole. Galassia Ligresti sempre protagonista: Fondiaria-SAI sulle montagne russe. In generale rialzo i bancari, guidati da UBI Banca. Da segnalare lo scivolone di Telecom Italia.
Il FTSEMib ha registrato un frazionale progresso dello 0,53% a 13.666 punti, mentre il FTSE Italia All Share è salito dello 0,55% a 14.732 punti. Andamento positivo anche per il FTSE Italia Mid Cap (+2,63%) e il FTSE Italia Star (+0,44%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,5 miliardi di euro, rispetto agli 1,53 miliardi di ieri. Su 309 titoli trattati, 174 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i segni meno sono stati 116. Invariate le restanti 19 azioni.
L’euro si è riportato a 1,23 dollari. L’oro si mantiene a 1.590 dollari.

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Galassia Ligresti sempre protagonista
. Le azioni Fondiaria-SAI hanno registrato un balzo del 20,9% a 3,32 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di ribasso. I titoli avevano iniziato la giornata con un buon progresso. I diritti relativi all’aumento di capitale sono scesi del 41,1% a 4,98 euro. Secondo quanto scritto su MF, il crollo registrato ieri dalle azioni Fondiaria-SAI potrebbe essere legato alla vendita di un consistente pacchetto di opzioni di acquisto che avrebbero come sottostante il 20% del capitale della compagnia assicurativa.
In rosso anche Unipol. Le azioni hanno perso il 9,2% a 2,724 euro, mentre i diritti relativi all’aumento di capitale sono scesi del 57,9% a 0,611 euro.

In generale rialzo i bancari.
UBI Banca è salita dell’1,89% a 2,262 euro. L’istituto procederà all’attivazione di una serie di soluzioni organizzative, con l'obiettivo di semplificare il funzionamento della banca con un impatto stimato in oltre 115 milioni di euro di riduzione di costi annui a regime a partire dal 2014. Intanto, gli analisti di Nomura hanno tagliato il prezzo obiettivo su UBI Banca, portandolo da 2,85 euro a 2,7 euro. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di ridurre le azioni in portafoglio.
La stessa Nomura ha limato da 1,4 euro a 1,3 euro il target price di IntesaSanpaolo (+0,65% a 1,003 euro), anche se ha ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Stessa indicazione da Citigroup, che ha sforbiciato da 1,15 euro a 1,05 euro il prezzo obiettivo della banca. Confermato il giudizio “Neutrale”. Un taglio anche dal Credit Suisse, che ha portato il target price di IntesaSanpaolo da 1,8 euro 1,25 euro.
Unicredit è salita del 2,66% a 2,626 euro. Sempre Citigroup ha tagliato da 4 euro a 3,5 euro per azione la valutazione sull’istituto guidato da Federico Ghizzoni. Tuttavia, gli analisti hanno ribadito il giudizio “Buy” (acquistare). Più consistente il taglio del Credit Suisse, che ha ridotto da 4,5 euro a 3 euro il target price su Unicredit.
Monte dei Paschi di Siena ha guadagnato lo 0,47% a 0,172 euro. Citigroup ha sforbiciato il prezzo obiettivo sulla banca toscana, portandolo da 0,24 euro a 0,19 euro. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.
Il Creval ha subito una flessione dello 0,38% a 1,035 euro. L’istituto ha smentito le indiscrezioni relative a un progetto di fusione con la Popolare di Milano (+4,3% a 0,342 euro).
Azimut ha recuperato lo 0,83% a 7,85 euro. La Consob ha comunicato che l’11 luglio UBS ha ridotto all’1,972% la quota detenuta nella compagnia. In precedenza, l’istituto svizzero era accreditato del 2,021% del capitale di Azimut.

Seduta senza scossoni per i petroliferi. Eni invariata a 16,82 euro. Segno più per Saipem (+0,89% a 36,47 euro) e Tenaris (+2,08% a 15,24 euro). in forte progresso Saras (+1,17% a 0,866 euro) ed Erg (+2,02% a 5,55 euro).
Hera ha perso lo 0,59% a 1,01 euro. Secondo quanto scritto su La Repubblica il progetto di fusione con Acegas-APS starebbe per andare in porto. La prossima settimana, infatti, sono convocati i cda delle due municipalizzate che dovranno dare il via libera al progetto che porterà alla nascita di un nuovo gruppo che potrà contare su una capitalizzazione di 1,4 miliardi di euro.

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