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Borse, avvio in rosso

Avvio di giornata negativo per Piazza Affari e per le principali borse europee. L’agenzia Moody’s ha deciso di mettere sotto osservazione il rating sul debito della Spagna

di Edoardo Fagnani 29 lug 2011 ore 09:41
Avvio di giornata negativo per Piazza Affari e per le principali borse europee. L’agenzia Moody’s ha deciso di mettere sotto osservazione il rating sul debito sovrano della Spagna, ora fissato ad “Aa2”, per un possibile peggioramento di un livello. Intanto, lo spread tra il Btp e il bund con scadenza decennale ha superato i 330 punti base.
Il FTSEMib perde lo 0,4%, mentre il FTSE Italia All Share è in flessione dello 0,41%. In rosso anche il FTSE Italia Mid Cap (-0,43%) e il FTSE Italia Star (-0,34%).
Seduta all’insegna del nervosismo per Wall Street, dopo un avvio di giornata positivo. Il Dow Jones ha registrato una flessione dello 0,51%, a 12.240 punti, dopo aver toccato un massimo a 12.385 punti. Segno meno anche per l’S&P500 (-0,32% a 1.301 punti). Performance positiva, invece, per il Nasdaq che ha guadagnato lo 0,05% a 2.766 punti.
La borsa di Tokyo ha chiuso l’ultima seduta della settimana con il segno meno. L'indice Nikkei ha perso lo 0,69%, chiudendo la giornata a 9.833 punti. Da segnalare il ribassi a due cifre di Nintendo, dopo che l’azienda ha rivisto al ribasso le stime sulla redditività.
L’euro è sceso sotto gli 1,43 dollari, in attesa della diffusione di alcuni dati macroeconomici in Europa e negli Stati Uniti. L’oro si è attestato a 1.615 dollari.

Bancari nervosi, dopo le ottime performance registrate ieri.
Unicredit cede l 0,71% a 1,25 euro, mentre IntesaSanpaolo è in calo dello 0,25% a 1,617 euro.
Monte dei paschi di Siena perde lo 0,57% a 0,523 euro. Gli analisti di UBS hanno tagliato da 0,72 euro a 0,6 euro il prezzo obiettivo sull’istituto toscano. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Neutrale”. La stessa banca d’affari svizzera ha ridotto il target price sulla Popolare di Milano (-0,8% a 1,487 euro), portandolo da 3,6 euro a 3 euro. Gli analisti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

Qualche spunto tra i petroliferi. Eni perde lo 0,78% a 15,26 euro. Il Cane a Sei Zampe ha chiuso il primo semestre del 2011 con ricavi per 53,38 miliardi di euro, in aumento dell’11,9% rispetto ai 47,71 miliardi registrati nella prima metà dello scorso anno. Eni ha terminato il semestre con un utile netto adjusted di 3,63 miliardi di euro, il 3,4% in più rispetto ai 3,49 miliardi dei primi sei mesi del 2010. Tuttavia, i dati del secondo trimestre sono risultati inferiori alle attese. Il management di Eni ha proposto la distribuzione di un acconto sul dividendo dell’esercizio 2011 pari a 0,52 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,5 euro dell’anticipo dello scorso esercizio. Variazioni frazionali per Tenaris (+0,32% a 15,56 euro) e Saipem (-0,22% a 36,76 euro). Ribassi minimi per Erg (-0,11% a 9,255 euro) e Saras (-0,28% a 1,432 euro).
In agenda il cda di Terna (-0,06%) per l’esame dei risultati semestrali. Intanto, la controllata Nuova Rete Solare, società ha firmato un contratto di finanziamento di durata pari a 18 anni, per un ammontare massimo di 252 milioni di euro.
Acea perde l’1,19% a 6,64 euro. La municipalizzata romana ha chiuso il primo semestre del 2011 con ricavi per 1,61 miliardi di euro, in aumento del 6,7% rispetto al dato proforma dello stesso periodo dello scorso anno (1,48 miliardi). Al contrario, Acea ha terminato il semestre con un utile netto di 13,2 milioni di euro, risultato che si confronta con i 73,7 milioni dei primi sei mesi del 2010.
Hera è in calo dello 0,71% a 1,39 euro. L’agenzia Moody’s ha confermato il rating di “A3” sul debito della municipalizzata emiliana.

Partenza negativa per Mediaset (-1,43% a 3,032 euro). Il gruppo del Biscione ha chiuso il primo semestre del 2011 con ricavi per 2,25 miliardi di euro, in leggera flessione rispetto ai 2,28 miliardi ottenuti negli stessi mesi dello scorso anno. Mediaset ha terminato il semestre con un utile netto di 164,4 milioni di euro, in forte calo rispetto ai 241,6 milioni realizzati nei primi sei mesi del 2010. Alla luce delle aspettative sulla raccolta pubblicitaria televisiva e sulle performance delle altre aree di business, il management prevede di chiudere l’esercizio in corso con un risultato netto consolidato inferiore a quello del 2010.

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