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Borsa italiana: torna il segno meno

Piazza Affari ha vissuto una seconda metà di seduta difficile, con gli indici che sono scivolati al pari dei loro omologhi del Vecchio Continente. A pesare le nuove tensioni in Ucraina

di Mauro Introzzi 25 set 2014 ore 17:49

Dopo una seduta decisamente positiva e una prima metà di giornata favorevole Piazza Affari ha vissuto una seconda metà di seduta difficile, con gli indici che sono scivolati al pari dei loro omologhi del Vecchio Continente. Una flessione amplificata anche l’apertura in rosso di Wall Street. A pesare sulle borse le rinnovate tensioni in arrivo dal fronte ucraino e russo. E Milano ha così chiuso quasi sui minimi di giornata. Tra i principali titoli si son salvati solo Fiat e Finmeccanica (con qualche altro titolo vicino alla parità), che in giornata erano arrivati a registrare progressi decisamente interessanti.

Bene, in mattinata, l’asta dei CTZ e quella di due Btp indicizzati all’inflazione.

mercato_20Il FTSEMib ha così registrato un calo dell’1,35% a 20.441 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha segnato un ribasso dell’1,29% a 21.579 punti. Segno meno per il FTSE Italia Mid Cap (-0,83%) e il FTSE Italia Star (-0,98%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,8 miliardi di euro, rispetto ai 2,8941 miliardi di ieri. Su 317 titoli trattati, 71 hanno terminato la giornata in territorio positivo, mentre i ribassi sono stati 161. Sulla parità le restanti 19 azioni.

QUOTAZIONE TITOLI FTSEMIB

Insieme a Fiat (+1,71%)
al FTSEMib ha terminato in territorio positivo Finmeccanica (+1,08%). A sostenere le quotazioni le solite indiscrezioni sul piano di dismissioni della società nel segmento dei trasporti. Le offerte sul tavolo dei vertici per Ansaldo Breda e Ansaldo STS (non ancora vincolanti) sarebbero 4: dai francesi di Thales, dai giapponesi di Hitachi, dalla spagnola Caf e dalle cinesi Cnr Corporation e Insigma
Nel frattempo la francese Bombardier rimane alla finestra.

Poco mossa Telecom Italia (+0,11%).
Il board chiamato a discutere sulla cessione di Telecom Argentina è slittato a domani, visto che la risposta ufficiale del compratore designato, la Fintech di David Guzman, è attesa per stasera. Le speranze che la vicenda si chiuda con una cessione, che per Telecom Italia varrebbe 960 milioni, sono però ridotte al lumicino.
Ma il titolo della società telefonica è stato sotto i riflettori non solo per i destini sudamericani (pur importanti, più per quanto riguarda il Brasile che l'Argentina) ma per le voci che danno il gruppo presto preda di una cordata. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, infatti, il manager americano Sol Trujillo (in passato già numero uno di varie importanti società del comparto delle tlc) starebbe preparando insieme ai fondi sovrani di Qatar e Abu Dhabi un'offerta da 7,5 miliardi di euro per entrare nell'azionariato di Telecom Italia. La cifra, agli attuali prezzi della società guidata da Marco Patuano è pari a poco più del 40% del capitale, che la cordata potrebbe rastrellare sul mercato. In alternativa l'operazione potrebbe articolarsi in un aumento di capitale.

In rosso il comparto bancario. Monte dei Paschi ha perso il 2,43% mentre il Banco Popolare ha lasciato sul terreno il 3,84%. Nell’ordine del 2% i cali di IntesaSanpaolo e Unicredit.

Tra gli energetici Enel ha perso l’1,26%.
Per gli analisti di Société Générale il titolo è da comprare. Gli esperti della banca d'affari transalpina hanno alzato il loro rating sulla società elettrica a "buy" (comprare) dal precedente “hold” (mantenere) e migliorato da 4,4 a 4,8 euro il loro target price.
In ribasso dell’1,62% Eni che si è aggiudicata 3 nuove licenze esplorative in Egitto nell’ambito dei Bid Round competitivi internazionali EGPC ed EGAS 2013. Le nuove licenze saranno formalmente assegnate in tempi brevi in seguito alla ratifica e finalizzazione degli accordi di concessione.
Kepler Cheuvreux ha alzato da 4,5 a 4,6 euro il prezzo obiettivo su Snam (-1,81%), su cui ha confermato una raccomandazione “hold” (mantenere).

Tra gli assicurativi Generali ha perso lo 0,37% e UnipolSai l’1,13%.

In calo del 2,52% Cattolica Assicurazioni. L'aumento di capitale della società sarebbe già tutto sottoscritto. Lo ha dichiarato il responsabile finanziario e vice direttore generale della compagnia, Carlo Ferraresi, in un'intervista a Websim. Il manager ha dichiarato che le banche si sono dette disponibili a versare fino a un miliardi di euro, il doppio rispetto alle somme previste dalla società
Sui conti Ferraresi ha dichiarato che Cattolica, dopo avere chiuso il primo semestre con un risultato netto di 56 milioni, dovrebbe archiviare l'anno con un utile di 100-110 milioni di euro. Un risultato in linea con il budget.

Sotto i riflettori il comparto immobiliare. Il prossimo lunedì iniziano gli aumenti di capitale di Beni Stabili (invariata) e IGD (-2,21%).

Gli analisti di Jp Morgan hanno deciso di abbassare la loro valutazione sul titolo Prysmian (-2,07%),
confermando comunque la raccomandazione "neutrale". Il nuovo target price di 17 euro rivede al ribasso il precedente di 18,5 euro.

Fuori dal FTSEMib bene Italcementi (+1,49%).
Cambio deciso di rotta, da parte degli analisti di Berenberg, sul titolo. Gli esperti della banca d'affari hanno portato da "sell" (vendere) a "buy" (comprare) il loro giudizio sul gruppo del cemento, alzandone la valutazione da 6 a 6,3 euro.

All’AIM Italia balzo di Gala (+9,16%)
. Il gruppo ha presentato i suoi conti semestrali.

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