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Piazza Affari positiva: il FTSEMib supera i 23mila punti!

È proseguito il rally di Fiat Chrysler Automobiles, dopo il rialzo accumulato nelle prime cinque sedute del 2018. Spicca anche la buona performance di Brunello Cucinelli

di Edoardo Fagnani 9 gen 2018 ore 17:43

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con gli indici in territorio positivo. Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, ritiene che i risultati delle elezioni politiche italiane in programma il prossimo 4 marzo non lasceranno indifferenti i mercati finanziari. Secondo l'esperto una grande coalizione sarebbe ben accolta dai mercati, in quanto potrebbe portare a una stabilità politica, mentre un ritorno alle elezioni prolungherebbe l'incertezza e quindi potrebbe pesare sugli asset italiani. "Per quanto riguarda il mercato azionario, a livello di Eurozona abbiamo una posizione neutrale sull'Italia, mentre per quanto riguarda l'Europa manteniamo sovrappesata l'Eurozona rispetto al Regno Unito", ha puntualizzato Matteo Ramenghi. È proseguito il rally di Fiat Chrysler Automobiles, dopo il rialzo accumulato nelle prime cinque sedute del 2018. Spicca anche la buona performance messa a segno da Brunello Cucinelli, dopo la diffusione dei dati sui ricavi del 2017.

Il FTSEMib ha terminato la giornata con un rialzo dello 0,7% a 23.005 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.840 punti e un massimo di 23.056 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,72%. Performance migliori per il FTSE Italia Mid Cap (+0,89%) e il FTSE Italia Star (+0,93%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,72 miliardi di euro, rispetto ai 2,24 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 1.219.781.413 azioni (734.993.780 nella seduta di ieri). Su 396 titoli trattati, 223 hanno registrato un rialzo, mentre le performance negative sono state 143; invariate le restanti trenta azioni.

L’euro è sceso sotto gli 1,195 dollari, mentre il bitcoin è scivolato sotto i 15mila dollari (circa 12.500 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

indice-azionario-positivoÈ proseguito il rally di Fiat Chrysler Automobiles, dopo il rialzo accumulato nelle prime cinque sedute del 2018 (+21,5% dal 2 gennaio). Il titolo del gruppo guidato da Sergio Marchionne è salito dell’1,99% a 18,47 euro, dopo aver fissato il nuovo massimo storico a 19,15 euro. Restano elevati i volumi: oggi sono passate di mano oltre 30 milioni di azioni. Secondo quanto scritto su La Repubblica gli addetti ai lavori prefigurano per Fiat Chrysler Automobiles spin off, cessioni, un grande accordo entro il prossimo dicembre, conti record o debiti azzerati. In altre parole, secondo il quotidiano “nessuno crede che Sergio Marchionne trascorrerà l’ultimo anno alla guida di FCA senza centrare risultati spettacolari o annunciare un grande accordo”. Inoltre, negli Stati Uniti gli analisti starebbero scommettono soprattutto su Jeep, sia dal punto di vista delle vendite sia sotto l’aspetto delle operazioni finanziarie. Intanto, gli analisti Barclays hanno alzato da 18 euro a 21 euro il prezzo obiettivo su Fiat Chrysler Automobiles, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione nell’esercizio in corso, come conseguenza alla riforma fiscale voluta dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

 

Qualche spunto tra i bancari.

Unicredit ha guadagnato lo 0,67% a 16,48 euro. L’agenzia Moody's ha modificato l’outlook sul rating di Unicredit per i prossimi trimestri, portandolo da "Stabile" a "Positivo". La decisione riflette il progresso dell'istituto nel ridurre il livello di rischio delle attività e la fiducia che la banca possa raggiungere i target finanziari fissati per il 2019. Inoltre, Moody’s ha confermato i rating di Unicredit a lungo termine "Baa1", a breve termine "Prime-2" e il rating individuale (BCA) "ba1", confermando l'istituto tra gli emittenti non speculativi. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che l'8 gennaio AQR Capital Management ha ridotto dall'1,39% all'1,27% la posizione corta su Unicredit.

Performance migliore per UBI Banca (+0,94% a 3,88 euro). La Consob ha comunicato che l'8 gennaio Marshall Wace ha ridotto dal 3,57% al 3,47% la posizione corta sull'istituto.

Il Creval ha registrato un progresso dello 0,98% a 11,33 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che l'8 gennaio Marshall Wace ha ridotto la posizione corta sull'istituto, portandola dall'1,66% all'1,57%.

 

FinecoBank è salita del 4,89% a 9,335 euro. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno incrementato il prezzo obiettivo sulla compagnia, portandolo da 8,8 euro a 10 euro, in seguito al miglioramento delle stime sui ricavi e sulla redditività per il 2019; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Anche Banca Akros ha aumentato il target price su FinecoBank, portandolo da 7,7 euro a 8 euro, sulla base del miglioramento delle previsioni sull’utile per azione per il biennio 2018/2019; gli esperti hanno ribadito il rating “Neutrale”.

 

Enel invariata a 5,235 euro. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters il colosso elettrico avrebbe collocato un green bond con scadenza nel 2026 per un ammontare di 1,25 miliardi di euro; il titolo avrebbe ottenuto richieste per circa 3,5 miliardi di euro. Il rendimento è indicato a 47 punti base oltre il tasso mid swap di pari durata. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che l'8 gennaio Bridgewater Associates ha incrementato la posizione corta su Enel, portandola dallo 0,52% allo 0,6%.

 

STM è salita dell'1,86% a 19,71 euro. Il titolo del gruppo italofrancese ha beneficiato delle indicazioni del management che ha confermato le stime finanziarie per il quarto trimestre del 2017.

 

Salvatore Ferragamo ha perso l’1,87% a 22,02 euro. Gli analisti di UBS hanno tagliato da 22 euro a 19 euro il prezzo obiettivo sulla società del lusso, ipotizzando una crescita dei ricavi nel 2018 più lenta rispetto alle attese. Gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio e ora consigliano di vendere le azioni.

Brunello Cucinelli ha registrato un rialzo dell'1,23% a 28,9 euro. Il gruppo del cachemire ha comunicato i risultati preliminari del 2017, chiuso con ricavi per 503,6 milioni di euro, in aumento del 10,4% rispetto ai 456 milioni ottenuti nell’esercizio precedente; a cambi costanti il fatturato sarebbe salito del 10,9%. A fine anno l’indebitamento netto era sceso a circa 16 milioni di euro rispetto ai 51 milioni del 31 dicembre 2016, grazie alla generazione di cassa e alla gestione molto positiva del capitale circolante commerciale. I vertici di Brunello Cucinelli prevedono ottimi profitti nel 2017, sulla base della qualità delle vendite. Inoltre, il management stima “anche per quest’anno una bella crescita a due cifre sia del fatturato che dei profitti”. Dopo la diffusione dei risultati preliminari gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 24,2 euro a 28 euro il prezzo obiettivo su Brunello Cucinelli, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2017/2018. Per lo stesso motivo Equita sim ha incrementato a 26,5 euro il target price sul gruppo del cachemire. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Anche Mediobanca ha aumentato il prezzo obiettivo su Brunello Cucinelli, portandolo da 23,5 euro a 26,1 euro, in seguito alla revisione delle stime per il triennio 2017/2019; gli esperti hanno confermato il rating “Neutrale”.

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