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Piazza Affari in rosso: FTSEMib sotto quota 23mila

Riflettori accesi sui bancari: in frazionale rialzo IntesaSanpaolo, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. In forte ribasso, invece, il Creval. Buona performance per ENI

di Edoardo Fagnani 7 nov 2017 ore 17:45

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con ribassi frazionali. Riflettori accesi sui bancari: in frazionale rialzo IntesaSanpaolo, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. In forte ribasso, invece, il Creval. Buona performance per ENI, in scia al rialzo del prezzo del petrolio. Vendite su Tod’s.

Il FTSEMib ha subito una flessione dello 0,18% a 22.963 punti, il minimo di giornata (massimo di 23.133 punti). Il FTSE Italia All Share ha registrato un calo dello 0,26%. Performance peggiori per il FTSE Italia Mid Cap (-0,73%) e il FTSE Italia Star (-0,49%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,62 miliardi di euro, rispetto ai 2,2 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 638.049.573 azioni (526.148.332 nella seduta di ieri). Su 390 titoli trattati, 250 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 124; invariate le restanti 16 azioni.

L’euro è sceso sotto gli 1,16 dollari.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

mercato-azioniRiflettori accesi sui bancari.

In frazionale progresso IntesaSanpaolo (+0,28% a 2,85 euro). L’istituto guidato da Carlo Messina ha chiuso i primi nove mesi del 2017 con utili pari a 5,89 miliardi di euro, una somma che include il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Senza di esso l’utile sarebbe pari a 2,47 miliardi di euro, o a 3,11 miliardi se si escludono anche i tributi e gli altri oneri riguardanti il sistema bancario. I risultati sono un linea con l’impegno a distribuire 3,4 miliardi di dividendi cash per il 2017 previsto dal piano di impresa. Nel solo terzo trimestre l’utile netto è cresciuto a 731 milioni di euro, superando i 607 milioni indicati dagli analisti. A fine settembre i crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammontavano, al netto delle rettifiche di valore, a 27,07 miliardi, in diminuzione del 9,1% rispetto ai 29,77 miliardi di inizio anno.

Segno meno per il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo dell’istituto senese è sceso dello 0,04% a 4,496 euro. Oggi si sono riuniti i vertici della banca per l’esame dei risultati dei primi nove mesi del 2017.

BancoBPM ha lasciato sul terreno il 2,21% a 2,92 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 6 novembre Marshall Wace ha ridotto dall'1,63% all'1,58% lo "short" sulla banca. Anche Oxford Asset Management ha tagliato la posizione corta sull'istituto, portandola dallo 0,52% allo 0,49%.

Male Creval, protagonista di alcune sospensioni per eccesso di ribasso. Il Sole24Ore ha scritto che il consiglio di amministrazione dell’istituto esaminerà, insieme al piano industriale, anche il dossier relativo a una ricapitalizzazione che potrebbe arrivare a mezzo miliardo di euro. Il quotidiano finanziario ha citato un’analisi di UBS in cui la banca elvetica ha evidenziato che un aumento da 500 milioni “permetterebbe di portare la copertura sulle sofferenze fino all’80% mentre sugli unlikely to pay si arriverebbe al 40%”. In merito a queste indiscrezioni di stampa, il Creval ha confermato che è stato convocato per la data odierna un consiglio di amministrazione al fine di approvare, oltre ai risultati al 30 settembre 2017, il nuovo piano industriale per il periodo 2018-2020. L'istituto ha precisato che, finché il CdA non avrà esaminato il piano industriale e non avrà preso una decisione in merito, non è possibile anticipare alcuna informazione riguardo alle azioni previste nel business plan.

 

Focus sui titoli del settore petrolifero, dopo che a New York il prezzo del greggio ha superato i 57 dollari al barile.

ENI ha recuperato l’1,52% a 14,72 euro. Gli analisti di HSBC hanno alzato il prezzo obiettivo sul Cane a sei zampe, portandolo da 15,1 euro a 16,1 euro; gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni.

 

Snam ha guadagnato lo 0,99% a 4,5 euro. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2017 con ricavi totali pari a 1,9 miliardi di euro, in aumento dell’1,9%, rispetto ai ricavi totali pro-forma adjusted dello stesso periodo dello scorso anno. Il periodo si è chiuso con un utile netto pari a 755 milioni di euro, in aumento del 18,2%, rispetto all’utile netto pro-forma adjusted dei primi nove mesi del 2016. Il board di Snam ha deciso di deliberare la distribuzione agli azionisti di un acconto dividendo 2018, pari a 0,0862 euro per azione con pagamento a partire dal 24 gennaio 2018 e con stacco cedola il 22 gennaio.

 

Prysmian ha ceduto l’1,62% a 29,07 euro. Nei primi nove mesi del 2017 la società ha registrato ricavi pari a 5,87 miliardi di euro, in calo dell'1,1% (a parità di perimetro e al netto di variazioni del prezzo di metalli e cambi) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il periodo si è chiuso con un utile netto pari a 196 milioni, registrando un incremento del 4,3% rispetto ai 188 milioni di euro dei primi nove mesi 2016. Il management prevede per l’intero esercizio 2017 un margine operativo lordo rettificato compreso tra i 710 e i 750 milioni, in aumento rispetto ai 711 milioni di euro registrati nel 2016.

 

Campari è salita dello 0,37% a 6,705 euro. La società ha terminato i primi nove mesi del 2017 con ricavi per 1,28 miliardi di euro, in aumento dell’8,1% rispetto agli 1,18 miliardi contabilizzati nello stesso periodo dello scorso esercizio. Il management ha precisato che la crescita organica delle vendite è stata pari al 6,2%. In aumento anche il margine operativo lordo rettificato, che è salito da 272,7 milioni a 299,3 milioni di euro (+9,8%). Campari ha terminato il periodo gennaio-settembre con un utile ante imposte rettificato di 224,6 milioni di euro, in aumento del 22,3% rispetto ai 183,7 milioni dei primi nove mesi del 2016. Il management di Campari resta fiducioso sul conseguimento di una performance positiva nell’anno per i principali indicatori, trainata dalla sovraperformance delle marche a priorità globale e regionale a elevata marginalità nei mercati principali.

 

Tod’s ha subito una flessione del 3,89% a 54,4 euro. Nei primi nove mesi del 2017 la società ha registrato ricavi per 722,2 milioni di euro, in contrazione del 4,7% rispetto ai 757,7 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno; a parità di tassi di cambio il calo del fatturato sarebbe stato del 4,2%. Il numero uno dell’azienda, Diego Della Valle, ha precisato che i numeri sono stati in parte influenzati da alcuni imprevisti problemi nelle consegne e dalla distribuzione wholesale, che risulta in alcuni mercati in forte tensione finanziaria; il manager ha aggiunto che i risultati saranno allineati alle attese del mercato.

 

CTI Biopharma ha guadagnato lo 0,08% a 2,668 euro. La società biotech ha chiuso i primi nove mesi del 2017 con ricavi per 24,68 milioni di dollari, rispetto ai 48,27 milioni contabilizzati nello stesso periodo dello scorso anno. La società ha ricordato che il dato dei ricavi totali del periodo gennaio-settembre del 2016 comprendeva 32 milioni di dollari per pagamenti di milestones relative a Pacritinib. Il risultato operativo di CTI Biopharma è stato negativo per 25,82 milioni di dollari, rispetto al rosso di 43,6 milioni dei primi nove mesi dello scorso anno, evidenziando un forte calo dei costi per ricerca e sviluppo che si sono dimezzati a 25,77 milioni di dollari. Il risultato finale è stato negativo per 30,75 milioni di dollari, rispetto alla perdita di 45,64 milioni contabilizzata nel periodo gennaio-settembre del 2016.

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