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Piazza Affari la migliore in Europa (grazie a Unicredit)

La banca ha comunicato i dati del primo semestre del 2017, risultati migliori delle attese. Al contrario, non hanno entusiasmato i numeri di Tenaris e Campari

di Edoardo Fagnani 3 ago 2017 ore 17:46

Piazza Affari ha terminato la seduta odierna con rialzi nell’ordine del punto percentuale, mentre le principali borse europee hanno registrato variazioni frazionali. Nel mese di luglio l’indice PMI dei servizi in Italia è balzato a 56,3 punti, rispetto ai 53,6 punti del mese precedente; si tratta del livello più elevato degli ultimi dieci anni. Spicca il balzo di Unicredit, dopo la diffusione dei risultati dei primi sei mesi del 2017. Al contrario, agli operatori non sono piaciute le semestrali di Tenaris e di Campari. In ripresa Ferrari, dopo lo scivolone subito ieri.

Il FTSEMib ha terminato la giornata con un progresso dell’1,02% a 21.794 punti, il massimo di giornata (21.525 punti il minimo). Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,91%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,1%) e il FTSE Italia Star (+0,35%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,78 miliardi di euro, rispetto ai 2 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 566.917.323 azioni (397.896.439 nella seduta di ieri). Su 367 titoli trattati, 189 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 156; invariate le restanti 22 azioni.

L’euro ha sfiorato gli 1,19 dollari.

 

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andamento-milano-positivoBanche protagoniste.

Seduta brillante per Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier è balzato del 7,16% a 17,82 euro. La banca ha comunicato i risultati del primo semestre del 2017, chiuso con un utile netto di 1,85 miliardi di euro, in salita del 40,2% su base annuale rispetto agli 1,32 miliardi di euro annunciati 12 mesi fa. L’istituto ha chiuso la prima metà dell’anno con ricavi pari a 9,69 miliardi di euro, in calo del 2,5% rispetto ai ricavi del primo semestre del 2016. Unicredit ha terminato il secondo trimestre del 2017 con ricavi pari a 4,85 miliardi di euro, in calo del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato netto di gruppo è stato pari a 945 milioni di euro, in salita del 3,3% rispetto ai 916 milioni di 12 mesi prima. Le previsioni di un consensus elaborato tra i principali broker italiani e internazionali indicavano per il secondo trimestre del 2017 un utile netto di 676 milioni di euro e un margine di intermediazione, ossia i ricavi, pari a 4,74 miliardi di euro. Il CET1 ratio fully loaded a fini regolamentari si è attestato a fine giugno 2017 al 12,8%, in miglioramento di 135 punti base  rispetto alla fine del primo trimestre 2017. Nel corso della conference call sui conti del secondo trimestre l'amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, ha dichiarato che i vertici sono "fiduciosi sul raggiungimento degli obiettivi del piano". Gli obiettivi di Unicredit per il 2017 "restano invariati, tranne quello sul costo del rischio che è stato migliorato". Il manager ha confermato che il CET1 ratio si attesterà al 12,5% entro il 2019. Inoltre, Jean Pierre Mustier ha anticipato che la banca tornerà a distribuire un dividendo in contanti con riferimento all'esercizio 2017. L'ammontare della cedola dovrebbe essere pari al 20% dell'utile realizzato, percentuale che dovrebbe essere confermata anche nei due esercizi successivi. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di S&P Global hanno ritoccato al rialzo le stime sull’utile per azione di Unicredit per il biennio 2017/2018; gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 21 euro e l’indicazione di acquistare le azioni con convinzione (Strong Buy).

IntesaSanpaolo invariata a 2,9 euro. Ancora indicazioni delle banche d’affari sull’istituto guidato da Carlo Messina. Citigroup ha alzato da 3,05 euro a 3,2 euro il prezzo obiettivo, in seguito al miglioramento delle stime per i prossimi trimestri; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Rimbalzo di Ferrari (+2,34% a 91,7 euro). Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari dopo la diffusione dei risultati del primo semestre del 2017. Banca IMI ed Equita sim hanno alzato il prezzo obiettivo sul Cavallino Rampante, portandolo rispettivamente a 110,5 euro e a 85 euro; entrambe le banche d’affari hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Sulla stessa lunghezza d’onda Banca Akros, che ha aumentato da 80 euro a 105 euro il prezzo obiettivo su Ferrari, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda; gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio. Exane, invece, ha portato da 52 euro a 65 euro per azione la valutazione sul Cavallino Rampante, dopo la revisione delle stime sull’utile per il biennio 2017/2018; tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato). Indicazione simile da Société Générale, che ha incrementato da 49 dollari a 80 dollari il target price su Ferrari, ma ha ribadito l’indicazione di vendita delle azioni.

 

Pessima giornata per Tenaris (-7,24% a 12,04 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso). La società ha terminato il primo semestre del 2017 con ricavi per 2,4 miliardi di dollari, in aumento del 6% rispetto ai 2,26 miliardi realizzati nei primi sei mesi dello scorso anno. Il giro d’affari dell’azienda ha beneficiato della forte crescita della domanda registrata negli Stati Uniti e in Canada, che ha compensato la riduzione delle vendite in Sudamerica, nel Medio Oriente e in Africa. In forte crescita l’utile netto, che è balzato da 4,9 milioni a 279,65 milioni di dollari. I vertici dell'azienda hanno segnalato che nel corso del secondo semestre del 2017 dovrebbe crescere la domanda in Nord America, supportata dalla avvio dell’impianto di Bay City, e in Argentina. Al contrario, nel terzo trimestre dovrebbero ridursi le vendite in Medio Oriente e in Europa. I vertici di Tenaris ritengono chi prezzi dei prodotti continueranno a crescere gradualmente, ma l’aumento delle materie prime andrà a impattare sul costo del venduto, frenando la ripresa della marginalità. Nel corso della conference call a commento dei risultati l’amministratore delegato di Tenaris, Paolo Rocca, ha anticipato che i volumi di vendita nel trimestre in corso dovrebbero essere superiori del 20% rispetto a quelli registrati nei tre mesi precedenti. Il manager ha aggiunto che l’EBITDA margin del periodo luglio-settembre sarà in linea con il risultato registrato nel secondo trimestre del 2017.

 

Male Campari (-1,83% a 6,175 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso). La società ha chiuso il primo semestre del 2017 con vendite nette pari a 844,7 milioni di euro, registrando un incremento del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto è stato pari a 108,6 milioni, in aumento del 61,7% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Il risultato rettificato è stato pari a 93,5 milioni, in aumento del 21,1% dal corrispondente periodo del 2016. Tuttavia, gli analisti hanno segnalato che la redditività e la marginalità è stata inferiore alle attese. Inoltre, l'amministratore delegato di Campari, Bob Kunze-Concewitz, ha avvertito che il rafforzamento dell'euro contro il dollaro potrebbe penalizzare i risultati della seconda metà dell'anno.

 

Generali ha recuperato lo 0,13% a 15,85 euro. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari dopo la diffusione dei risultati del primo semestre del 2017. Kepler Cheuvreux ha alzato da 17 euro a 18 euro il prezzo obiettivo sulla compagnia assicurativa, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2017/2018; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Sulla stessa lunghezza d’onda Banca IMI che ha incrementato da 17 euro a 17,7 euro il target price sulla compagnia triestina, confermando il rating “Add” (aggiungere). Il Credit Suisse ed Exane hanno aumentato a 16,5 euro il target price su Generali, ribadendo il giudizio “Neutrale”.

 

Poste Italiane ha lasciato sul terreno il 2,78% a 6,11 euro. La società ha chiuso la prima metà del 2017 con ricavi, inclusivi dei premi assicurativi, pari a 18 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. L’utile netto, pari a 510 milioni, è sceso rispetto ai 565 milioni dello stesso periodo del precedente esercizio e ha risentito dei maggiori oneri finanziari relativi alla svalutazione, per 82 milioni di euro, prima dell’effetto fiscale, delle Contingent Convertible Notes sottoscritte nel dicembre 2014 da Poste Italiane ed emesse da Midco, società che detiene il 51% della Alitalia SAI. Secondo quanto indicato dai vertici i nuovi obiettivi contribuiranno a rafforzare la generazione di cassa del gruppo e a supportare la nostra politica di dividendi, che per il 2017 sarà in linea con gli ultimi due anni.

 

YOOX Net a porter Group ha guadagnato l’1,49% a 28,01 euro. Ieri la società ha comunicato i risultati del primo semestre del 2017, periodo chiuso con ricavi netti consolidati, al netto dei resi sulle vendite e degli sconti concessi ai clienti, pari a 1,03 miliardi di euro, in crescita del 19,5% rispetto agli 897 milioni dei primi sei mesi dello scorso anno. Lo scorso semestre l’utile netto adjusted è aumentato da 37 milioni a 38 milioni di euro (+2,7%). I vertici della società prevedono per l’esercizio in corso una crescita dei ricavi netti in linea con il proprio piano quinquennale e di ottenere un miglioramento del margine a livello di EBITDA adjusted. Dopo la diffusione dei dati semestrali gli analisti di Equita sim hanno alzato da 25,5 euro a 28 euro il prezzo obiettivo su YOOX Net a porter Group, evidenziando che i risultati sono stati superiori alle attese; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Sulla stessa lunghezza d’onda Goldman Sachs, che ha aumentato da 32,5 euro a 33 euro per azione la valutazione sull’azienda, confermando il rating “Buy” (acquistare). Kepler Cheuvreux, invece, ha ridotto le stime sull’utile per azione della società per il biennio 2017/2018, in seguito alla revisione delle previsioni sui tassi di cambio; gli esperti hanno confermato il target price di 32 euro e l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Spicca il balzo di Aeroporto di Bologna (+9,84% a 15,41 euro). Atlantia (+0,88% a 26,26 euro) ha sottoscritto accordi per l’acquisto del 29,38% del capitale di Aeroporto Guglielmo Marconi, società concessionaria della gestione dell’aeroporto di Bologna. Le azioni saranno acquistate a un prezzo unitario di 15,5 euro, per un investimento complessivo di 164,5 milioni di euro.

 

Prelios ha registrato un rialzo del 4,09% a 0,1172 euro. Burlington Loan Management DAC ha comunicato di aver incrementato a 0,116 euro per azione il prezzo convenuto per la compravendita delle azioni detenute nella società da Pirelli, IntesaSanpaolo, UniCredit e Fenice. Pertanto, il prezzo complessivo che sarà pagato dall’acquirente ai venditori in unica soluzione al closing sarà pari a complessivi 70,98 milioni di euro.

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