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Il FTSEMib chiude sui massimi. Brillano Intesa e BancoBPM

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato rialzi superiori al punto e mezzo percentuale. Chiusura decisamente negativa, invece, per Generali

di Edoardo Fagnani 27 feb 2017 ore 16:12

Piazza Affari ha iniziato la settimana con una seduta positiva. Oggi è terminata la tre giorni di aste di titoli di stato italiano; in mattinata il Tesoro ha collocato tre Btp: il rendimento del decennale si è ridotto al 2,28%. Bancari protagonisti di giornata: seduta spumeggiante per IntesaSanpaolo, dopo che il management dell’istituto ha chiuso le porte alle ipotesi di integrazione con Generali. In forte rialzo anche BancoBPM.

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato rialzi superiori al punto e mezzo percentuale. Il FTSEMib è salito dell’1,71% a 18.914 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 18.582 punti e un massimo di 18.924 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato l’1,63%. Performance positive anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,82%) e il FTSE Italia Star (+1,16%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,56 miliardi di euro, rispetto ai 2,66 miliardi venerdì; oggi sono passate di mano 759.614.891 azioni (844.798.705 nella seduta di venerdì). Su 347 titoli trattati, 222 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 105; invariate le rimanenti venti azioni.

L’euro ha superato gli 1,06 dollari.

 

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borsa-positivaBancari protagonisti di giornata.

Seduta spumeggiante per IntesaSanpaolo (+5,49% a 2,19 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo in avvio di giornata). Il management della banca ha comunicato di aver completato le valutazioni di ipotesi riguardanti possibili combinazioni industriali con Generali (-2,84% a 13,7 euro). Alla luce delle analisi condotte in base alle informazioni allo stato pubblicamente disponibili sul gruppo assicurativo, l'istituto non ha individuato opportunità rispondenti ai criteri con cui valuta regolarmente le opzioni di crescita endogena ed esogena per il gruppo. Di conseguenza, IntesaSanpaolo accrescerà per via endogena la creazione e distribuzione di valore per i propri azionisti. Il Sole24Ore di domenica ha segnalato che il management sta lavorando sul nuovo piano industriale che coprirà i prossimi esercizi fino al 2020; il quotidiano finanziario ha anticipato che il business plan potrebbe essere presentato in autunno o, al massimo, all’inizio del 2018. Intanto, gli analisti di Banca Akros hanno migliorato il giudizio su IntesaSanpaolo e ora consigliano di accumulare le azioni in portafoglio, sulla base di un prezzo obiettivo di 2,8 euro. La stessa banca d’affari ha tagliato da 17 euro a 14,4 euro il target price su Generali, in seguito alla decisione della banca di non procedere con l’integrazione con IntesaSanpaolo; gli esperti hanno anche peggiorato da “Accumulate” a “Neutrale” il rating. Per lo stesso motivo Equita sim ha sforbiciato da 19 euro a 15 euro per azione la valutazione su Generali; gli esperti hanno peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio.

Segno più anche per Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean-Pierre Mustier è salito del 2,47% a 12,46 euro. La banca ha comunicato che nel corso della prima seduta di borsa sono stati venduti tutti i 1.469.645 diritti di opzione non esercitati nel periodo di offerta, relativi alla sottoscrizione di 3.821.077 azioni ordinarie di nuova emissione. Il controvalore complessivo della vendita è stato pari a 15,06 milioni di euro. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 24 febbraio Guevoura Fund Limited ha ridotto la posizione corta su Unicredit, portandola dall’1,6% allo 0,24%. Lo stesso giorno Mediobanca ha portato dall’1,11% allo 0,02% lo short sull’istituto. Headwaters Holdings, Jane Street Group e Bank of Montreal, invece, hanno azzerato la posizione corta su Unicredit.

Chiusura decisamente positiva per BancoBPM (+6,11% a 2,294 euro), dopo il pesante ribasso subito la scorsa settimana. L’istituto ha ricevuto la notifica dalla Banca Centrale Europea della decisione prudenziale (“SREP decision”), contenente gli esiti del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale. Tenuto conto delle analisi e delle valutazioni effettuate nel 2016 dall’Autorità di Vigilanza a valere sulle due banche oggetto della fusione, la BCE ha determinato per il 2017 i seguenti requisiti prudenziali su base consolidata: 8,15% per il Common Equity Tier 1 ratio, secondo i criteri transitori in vigore per il 2017; 10,40% per il Total SREP Capital requirement, secondo i criteri transitori in vigore per il 2017; 11,65% per il Total Capital ratio. L'istituto supera questi requisiti prudenziali, avendo al 31 dicembre 2016 un Common Equity Tier 1 ratio proforma sulla base dei dati delle banche partecipanti alla fusione pari al 12,30% in termini phase-in (11,42% in ottica fully phased) e un Total Capital ratio pari al 14,94% in termini phase-in (13,84% in ottica fully phased). Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 24 febbraio AQR Capital Management ha incrementato dal 2,4% al 2,57% lo “short” sul BancoBPM.
Performance decisamente positiva anche per BPER Banca (+4,35% a 4,32 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 24 febbraio Marshall Wace ha aumentato dallo 0,75% allo 0,81% lo “short” sull’istituto.

 

Saipem è riuscita a chiudere con un minimo rialzo (+0,14% a 0,4213 euro). Gli analisti di UBS hanno tagliato da 0,5 euro a 0,46 euro il prezzo obiettivo sulla società di ingegneristica, in seguito alla riduzione delle stime sui ricavi e sull’utile per azione per i prossimi esercizi; gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

 

In forte rialzo Saras (+3,04% a 1,628 euro). La società di raffinazione ha chiuso il 2016 con ricavi pari a 6,87 miliardi di euro, in calo dagli 8,24 miliardi di euro del 2015. Il margine operativo lordo è invece salito a 638,1 milioni di euro, dai 556 milioni dell'anno precedente. Il risultato netto ha toccato a 196,3 milioni di euro, dai 223,7 milioni di euro dell'anno precedente. Il risultato netto adjusted è stato invece pari a 169,4 milioni di euro, in calo dai 326,3 milioni di euro del 2015. Il board ha poi approvato il piano industriale al 2020, che si fonda sulle medesime strategie operative e leve di creazione del valore annunciate nel precedente business plan. Nel complesso le iniziative di piano dovrebbe generare un contributo crescente a livello di margine operativo lordo, che andrà da circa 15 milioni di euro nel 2017, fino a circa 65 milioni di euro nel 2020. La generazione di cassa dalla gestione operativa durante l’orizzonte di piano è attesa tra gli 1,55 miliardi e gli 1,75 miliardi di euro.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato il 2,66% a 10,42 euro. La società guidata da Sergio Marchionne ha comunicato che la controllata FCA US ha rimborsato interamente in via anticipata il proprio Term Loan con scadenza 24 maggio 2017. L'importo complessivo di 1,8 miliardi di dollari (1,7 miliardi di euro), comprensivo di nominale e interessi maturati, è stato rimborsato utilizzando la cassa disponibile, in coerenza con il focus dell'azienda sulla riduzione del debito lordo.

 

Leonardo è balzata del 4,9% a 12,85 euro. Dopo la diffusione dei risultati preliminari dell’esercizio 2016 gli analisti di Exane hanno alzato da 11,5 euro a 12 euro il target price sulla società aerospaziale, apprezzando la generazione di cassa dell’azienda; gli esperti hanno anche migliorato da “Underperform” (farà peggio del mercato) a “Neutrale” il giudizio.

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