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Minimo ribasso per il FTSEMib. Tonfo di Banca Carige

Giornata negativa anche per Unicredit. I mercati azionari europei resteranno chiusi lunedì 25 e martedì 26 dicembre, per riprendere le contrattazioni mercoledì 27 dicembre

di Edoardo Fagnani 22 dic 2017 ore 17:39

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato l’ultima seduta prima delle vacanze natalizie con gli indici in frazionale ribasso. I mercati azionari resteranno chiusi lunedì 25 e martedì 26 dicembre, per riprendere le contrattazioni mercoledì 27 dicembre. Anche oggi sotto i riflettori i bancari, dove spicca il pesante ribasso subito da Banca Carige. In rosso anche Unicredit.

Il FTSEMib ha terminato la seduta con un calo dello 0,14% a 22.209 punti (minimo di 22.116 punti, massimo di 22.249 punti), ma ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,52%. Il FTSE Italia All Share ha registrato un ribasso dello 0,19%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,49%) e il FTSE Italia Star (-0,44%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,44 miliardi di euro, rispetto agli 1,94 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 1.768.698.514 azioni (1.579.942.056 nella seduta di ieri). Su 376 titoli trattati, 220 hanno chiuso in rosso, mentre le performance positive sono state 139; invariate le rimanenti 17 azioni.

L’euro ha oscillato intorno agli 1,185 dollari.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

mercato-azioniBancari sotto i riflettori.

Banca Carige ha subito un tonfo del 12,9% a 0,0088 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di ribasso. L’istituto ligure ha comunicato che, con riferimento alle 14.425.301.640 azioni ordinarie di nuova emissione non sottoscritte a conclusione dell’offerta in Borsa (pari a circa il 29% del totale delle nuove azioni offerte nell'aumento di capitale in opzione), Malacalza Investimenti ha comunicato la volontà di esercitare il proprio diritto di sottoscrivere 2,5 miliardi di nuove azioni per un controvalore pari a 25 milioni di euro. Di conseguenza, l'azionista è arrivato a detenere (a seguito di un ulteriore investimento totale pari a 112,6 milioni) una partecipazione in Banca Carige al di sopra del 20%, soglia per il superamento della quale aveva chiesto e ottenuto l’autorizzazione della BCE. Sulla base degli accordi sottoscritti, le restanti 11.925.301.640 nuove azioni per un controvalore pari a 119,9 milioni di euro saranno allocate a Equita SIM per conto dei sub-garanti di prima allocazione.

Chiusura negativa per Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha subito una flessione dell’1,61% a 15,92 euro. La banca ha concluso un accordo con MBCredit Solutions (società del Gruppo Mediobanca) per la cessione di un portafoglio relativo a esposizioni creditizie residuali derivanti da Contratti di Leasing risolti non garantiti. Il portafoglio presenta un valore lordo di libro pari a circa 250 milioni di euro. L'impatto della cessione sarà recepito nel bilancio di Unicredit del quarto trimestre 2017.

Performance peggiore per BPER Banca (-1,97% a 4,19 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 21 dicembre AQR Capital Management ha aumentato dal 3,01% al 3,15% la posizione corta sulla banca. Al contrario Oxford Asset Management ha ridotto lo "short" sull'istituto, portandolo dallo 0,66% allo 0,59%.

IntesaSanpaolo ha guadagnato lo 0,35% a 2,84 euro. L'istituto ha ricevuto la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° gennaio 2018 a livello consolidato, a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari all'8,145% secondo i criteri transitori in vigore per il 2018 e al 9,33% secondo i criteri a regime. Al 30 settembre 2017 i coefficienti patrimoniali di IntesaSanpaolo, tenendo conto di circa 2,2 miliardi di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi dell’anno, risultavano pari al 13% per il Common Equity Tier 1 ratio e al 17,6% per il Total Capital ratio.

 

Telecom Italia ha registrato un frazionale progresso dello 0,48% a 0,738 euro. Il Sole24Ore ha scritto che la Consob avrebbe inoltrato al colosso telefonico una formale contestazione per le presunte irregolarità nella gestazione della joint venture con Canal Plus, segnalate sia dallo stesso collegio sindacale della compagnia sia nella dissenting opinion di due consiglieri di minoranza.

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