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Chiusura negativa per il FTSEMib: male Unicredit

Hanno prevalso le vendite sui bancari: Fitch ha evidenziato che le sofferenze continuano a pesare sul futuro degli istituti italiani. Balzo di Cementir e Buzzi Unicem

di Edoardo Fagnani 20 set 2017 ore 17:48

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta con variazioni frazionali, prima delle decisioni della FED in materia di politica monetaria. Hanno prevalso le vendite sui bancari: l'agenzia Fitch ha evidenziato che le sofferenze continuano a pesare sul futuro degli istituti italiani. Da segnalare le ottime performance messe a segno dai titoli del settore cementifero.

Il FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,31% a 22.356 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.320 punti e un massimo 22.462 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,29%. Variazioni negative anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,28%) e il FTSE Italia Star (-0,23%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,26 miliardi di euro, rispetto agli 1,68 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 483.452.335 azioni (440.400.783 nella seduta di ieri). Su 364 titoli trattati, 174 hanno registrato una flessione, mentre le performance positive sono state 166; invariate le rimanenti 24 azioni.

L’euro ha oscillato intorno agli 1,2 dollari.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

mercato-scende_1Hanno prevalso le vendite sui bancari. L'agenzia Fitch ha evidenziato che le sofferenze continuano a pesare sul futuro degli istituti italiani. Nel credit outlook sul terzo trimestre 2017 gli esperti hanno segnalato che la necessità di ridurre gli stock di non performing loans potrebbe portare a nuove esigenze di risorse, ergo ad ulteriori aumenti di capitale, o spingere verso operazioni di fusione o ad altre manovre di finanza straordinaria.

Chiusura decisamente negativa per Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha subito un ribasso del 2,24% a 17,47 euro. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters la banca avrebbe avviato dei contatti con il governo tedesco per un’eventuale fusione con Commerzbank.

In controtendenza solo Mediobanca che ha guadagnato lo 0,68% a 8,86 euro. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters l’istituto di Piazzetta Cuccia avrebbe collocato un bond senior unsecured con scadenza nel 2022 per un ammontare di 750 milioni di euro; il titolo avrebbe ricevuto ordini per oltre 1,8 miliardi di euro. Il rendimento del titolo è indicato a circa 53 punti oltre il tasso mid swap di pari durata.

 

Cementir ha registrato un balzo del 5,57% a 7,205 euro. La società ha sottoscritto un accordo con Italcementi per la cessione del 100% del capitale di Cementir Italia, incluse le società interamente controllate Cementir Sacci e Betontir. (gruppo Cementir Italia). Il controvalore della transazione (Enterprise Value) è di 315 milioni di euro su base cash and debt-free. A seguito di questa operazione l’indebitamento finanziario netto del gruppo a fine 2018 sarà prossimo a 0,5 volte il margine operativo lordo. Gli analisti di Equita sim apprezzano questa operazione e hanno deciso di alzare da 7,3 euro a 8,5 euro il prezzo obiettivo su Cementir. Gli esperti hanno ritoccato al rialzo le stime sull’utile per azione per il biennio 2018/2019 e hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Sulla stessa lunghezza d’onda Kepler Cheuvreux, che ha incrementato da 5,7 euro a 7,6 euro il prezzo obiettivo sulla società quotata al segmento STAR.

Buzzi Unicem ha messo a segno un rialzo del 6,09% a 22,65 euro. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 25 euro a 27 euro il target price sulla società, ipotizzando che l’azienda possa beneficiare del consolidamento del settore del cemento in Italia; gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Promozione completa da Equita sim, che ha incrementato da 22,3 euro a 26,5 euro il prezzo obiettivo su Buzzi Unicem e ora consiglia l’acquisto delle azioni; gli analisti hanno migliorato le stime sulla redditività per il biennio 2018/2019.

 

Telecom Italia ha subito una flessione dello 0,69% a 0,797 euro. La Repubblica ha riportato i risultati del consiglio di amministrazione di ieri della compagnia telefonica. La decisione di andare avanti con il ricorso contro il dispositivo della Consob, secondo cui Vivendi ha il controllo di fatto di Telecom, è passata a maggioranza. Secondo quanto sul quotidiano i cinque consiglieri indipendenti hanno votato in ordine sparso, avvalorando lo stato di fatto.

 

ENI è salita dello 0,81% a 13,64 euro. Gli analisti di Banca IMI hanno ridotto da 18,1 euro a 17,6 euro il prezzo obiettivo sul Cane a sei zampe, in seguito al peggioramento delle stime sul risultato operativo per il triennio 2017/2019. Al contrario, gli esperti hanno migliorato le previsioni sull’utile netto e hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Atlantia ha ceduto l’1,67% a 27,07 euro. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters ci sarebbe una controfferta per rilevare il controllo della spagnola Abertis.

 

Centrale del Latte d’Italia è balzata del 17,2% a 3,38 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo. Nei primi otto mesi del 2017 la società ha ottenuto ricavi netti in crescita di circa il 90% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando l’andamento già registrato nel primo semestre del 2017, chiuso con un giro d'affari di 90,5 milioni di euro. A perimetro di consolidamento costante, i ricavi netti al 31 agosto 2017 risultano in crescita di oltre il 6% rispetto al dato registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

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