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FTSEMib oltre i 23mila punti. Balza Tenaris

Seduta brillante per Tenaris, dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre 2017. Ottima giornata anche anche per Unicredit. In rosso, invece, Ferrari

di Edoardo Fagnani 2 nov 2017 ore 17:33

Piazza Affari e le borse europee hanno chiuso la seduta odierna con variazioni frazionali. Come nelle attese, la Bank of England ha alzato i tassi di interesse; il saggio di riferimento è passato allo 0,5% dal precedente 0,25%. Inoltre, l’istituto centrale ha lasciato fermo a 435 miliardi di sterline l’ammontare del programma di acquisto di titoli di stato (Quantitative Easing) e a 10 miliardi il programma di acquisto di corporate bond. Spicca l’ottima performance messa a segno da Tenaris, dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre. Chiusura positiva anche per Unicredit. Vendite su Ferrari, nel giorno della diffusione dei risultati trimestrali.

Il FTSEMib ha registrato un rialzo dello 0,24% a 23.046 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.935 punti e un massimo di 23.128 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,15%. Segno meno per il FTSE Italia Mid Cap (-0,46%) e il FTSE Italia Star (-0,85%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è aumentato a 2,91 miliardi di euro, dai 2,29 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 705.371.483 azioni (616.512.960 nella seduta di ieri). Su 385 titoli trattati, 151 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 217; invariate le restanti 17 azioni.

L’euro si è riportato a 1,165 dollari.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

borsa-italiana_1Seduta brillante per Tenaris (+9,72% a 12,98 euro). La società ha concluso i primi nove mesi del 2017 con ricavi per 3,7 miliardi di dollari, in aumento del 14% rispetto ai 3,25 miliardi realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. In forte crescita l’utile netto, che è balzato da 21,5 milioni a 384,51 milioni di dollari. Nel solo terzo trimestre i ricavi di Tenaris sono balzati del 32%, passando da 986,53 milioni a 1,3 miliardi di dollari; su base sequenziale la crescita del fatturato è stata del 5%. In forte miglioramento anche l’utile netto, che è cresciuto da 16,6 milioni a 104,85 milioni di dollari. I due risultati sono stati migliori delle indicazioni degli analisti che stimavano ricavi trimestrali per 1,3 miliardi di dollari e un utile netto di 58 milioni. Inoltre, I vertici di Tenaris hanno approvato la proposta di distribuire un acconto sul dividendo 2018 (relativo all’esercizio 2017). La cedola sarà pari a 0,13 dollari per azione, per un esborso complessivo di circa 153 milioni di dollari. Per i prossimi trimestri i vertici dell'azienda vedono una ripresa della redditività e della marginalità, sfruttando un maggiore utilizzo degli impianti e la riduzione dei costi fissi. Nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali l'amministratore delegato di Tenaris, Paolo Rocca, ha anticipato che negli ultimi tre mesi dell'anno la marginalità dovrebbe attestarsi intorno al 20%, livello che dovrebbe essere confermato anche nella prima metà del 2018.

Performance positiva per Saipem (+1,11% a 3,84 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 1° novembre Marshall Wace ha ridotto dallo 0,78% allo 0,69% lo "short" sulla società di ingegneristica. Anche BlackRock Investment Management (UK) Limited ha limato la posizione corta su Saipem, portandola dallo 0,7% allo 0,66%. Citadel Europe, invece, ha riaperto lo "short" sull'azienda con una quota dello 0,51%.

 

Spunti importanti tra i bancari.

In rosso il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo dell’istituto senese ha subito un calo dello 0,47% a 4,658 euro. Gli analisti del Credit Suisse hanno ripreso la copertura sulla banca toscana con un prezzo obiettivo di 4,28 euro un rating “Underperform” (farà meglio del mercato). Gli esperti non escludono la possibilità che l’istituto fatichi a raggiungere i target fissati per i ricavi e per la qualità dell’attivo.

Andamento decisamente positivo per Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha guadagnato l'1,82% a 16,76 euro. La banca ha confermato che la transazione FINO è stata completata e ha anticipato che la seconda fase di FINO sta procedendo come da piano, prevedendo di ridurre la propria quota al di sotto del 20% entro fine anno. A questo proposito, la banca ha già selezionato una controparte per un portafoglio e ha individuato alcuni offerenti per un altro portafoglio. Unicredit ha segnalato che, non appena avrà ridotto la sua quota al di sotto del 20%, applicherà un "Significant Risk Transfer" alla BCE, attendendo un impatto sul CET1 ratio fully loaded di circa +10 punti base. L’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha confermato che tutti i costi e le spese relativi alla transazione FINO sono stati contabilizzati, incluso un costo non ricorrente di 80 milioni di euro registrato nella Non Core nel terzo trimestre 2017. Intanto, gli analisti del Credit Suisse hanno ripreso la copertura su Unicredit con un prezzo obiettivo di 18,6 euro, apprezzando la qualità dell’attivo dell’istituto. Gli esperti hanno fissato un giudizio “Neutrale”. Inoltre, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 1° novembre Bridgewater Associates ha incrementato dallo 0,61% allo 0,7% la posizione corta su Unicredit. Anche AQR Capital Management ha aumentato lo "short" sull'istituto, portandolo dall'1,1% all'1,21%.

La stessa banca d’affari ha ripreso la copertura anche su UBI Banca (+0,88% a 4,11 euro) con un target price di 5,15 euro, ipotizzando un forte contributo derivante dall’integrazione con Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti. Gli analisti hanno segnalato la banca come una delle migliori opportunità di investimento, insieme a IntesaSanpaolo (-0,42% a 2,866 euro).

Il BancoBPM è salito dell'1,47% a 3,046 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 1° novembre il Marshall Wace ha aumentato dall'1,54% all'1,63% lo "short" sul BancoBPM. Anche Bridgewater Associates ha aumentato la posizione corta sull'istituto portandola dallo 0,61% allo 0,7%. PDT Partners, invece, ha limato dallo 0,61% allo 0,59% la posizione corta sul BancoBPM.

Performance migliore per BPER Banca (+3,64% a 4,324 euro). Gli analisti di KBW hanno alzato da 4,96 euro a 6,4 euro il prezzo obiettivo sulla banca. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

 

Ferrari ha terminato la giornata con una flessione del 2,89% a 100,8 euro, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Il Cavallino Rampante ha chiuso i primi nove mesi del 2017 un fatturato pari a 2,58 miliardi di euro, in salita del 14% rispetto ai 2,27 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il periodo si è così chiuso con un utile netto pari a 401 milioni di euro, in miglioramento del 39% dai 288 milioni di euro dello stesso periodo del 2016. Ferrari ha archiviato il terzo trimestre 2017 con un fatturato pari a 836 milioni di euro, in salita del 7% rispetto ai 783 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. L’ utile netto è stato pari a 141 milioni di euro, in miglioramento del 24% dai 113 milioni dello stesso periodo del 2016. Il consensus degli analisti prevedeva per il trimestre ricavi pari a 828,2 milioni e un utile netto di 128 milioni di euro. Sulla base di questi risultati il Cavallino Rampante ha rivisto al rialzo le prospettive per l’intero 2017. Le consegne sono previste sopra le 8.400 unità, i ricavi nell’intorno dei 3,4 miliardi (oltre i 3,3 miliardi previsti in precedenza) e il margine operativo lordo adjusted a circa un miliardo (oltre i 950 milioni previsti in precedenza).

Fiat Chrysler Automobiles è salita dello 0,92% a 15,29 euro. In serata il Ministero dei trasporti ha comunicato i dati sulle immatricolazioni di automobili in Italia a ottobre.

 

Il Sole24Ore sempre protagonista a Piazza Affari. Le azioni hanno registrato un ribasso del 4,34% a 1,63 euro, mentre i diritti relativi all’aumento di capitale sono rimasti sospesi anche oggi per eccesso di ribasso, con un calo dell'11,11%.

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