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Piazza Affari chiude in rosso: pesano i bancari

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato ribassi superiori al punto percentuale. Giornata negativa anche per Saipem. In forte rialzo, invece, Mediaset

di Edoardo Fagnani 19 feb 2016 ore 17:52

Borsa Italiana e le principali piazze europee hanno chiuso l’ultima seduta della settimana con gli indici in territorio negativo. Secondo gli analisti di Jp Morgan la BCE dovrebbe procedere con nuove misure di politica monetaria già nella riunione di marzo. Oggi è stata giornata di scadenze tecniche; sono arrivati a termine i future su azioni e opzioni datati febbraio 2016. Vendite sui bancari. Giornata negativa anche per Saipem. In forte rialzo, invece, Mediaset, nonostante la smentita alle voci sulle trattative con Vivendi.
I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato ribassi superiori al punto percentuale. Il FTSEMib è sceso dell’1,19% a 16.910 punti (minimo di 16.704 punti, massimo di 17.220 punti), anche se ha terminato al settimana con un rialzo del 2,39%. Il FTSE Italia All Share ha subito una flessione dell’1,15%. Ribassi frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (-0,87%) e il FTSE Italia Star (-0,48%). Oggi è stata giornata di scadenze tecniche; sono arrivati a termine i future su azioni e opzioni datati febbraio 2016; il valore di regolamento del FTSEMib è stato fissato a 17.010 punti. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,5 miliardi di euro, rispetto ai 2,96 miliardi di ieri. Su 319 titoli trattati, 187 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 117. Le restanti 15 azioni non hanno registrato variazione.  
L’euro si è riportato sopra gli 1,11 dollari. L’oro è risalito a 1.230 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_negativo4Vendite sui bancari.
Il Monte dei Paschi di Siena ha terminato anche la seduta odierna in territorio negativo. L’istituto toscano ha subito una flessione dello 0,97% a 0,512 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 18 febbraio Capital Fund Management ha ridotto la posizione corta su Monte dei Paschi di Siena portandola dallo 0,75% allo 0,69%. Intanto, gli analisti di HSBC hanno tagliato il target price sul Monte dei Paschi di Siena, portandolo da 1,78 euro a 0,63 euro, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione della banca; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.  
Per lo stesso motivo HSBC ha ridotto il prezzo obiettivo su Unicredit (-3,44% a 3,196 euro) e IntesaSanpaolo (-2,02% a 2,328 euro), portandolo rispettivamente a 4,73 euro e a 2,89 euro; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni dei due istituti.
Sempre HSBC ha sforbiciato a 14,08 euro e a 4,59 euro per azione la valutazione sul Banco Popolare (-3,5% a 7,45 euro) e su UBI Banca (-1,85% a 3,292 euro); gli esperti hanno ribadito il rating “Buy” (acquistare) su entrambi gli istituti. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 18 febbraio Marshall Wace ha incrementato lo “short” su UBI Banca, portandolo dall’1,84% all’1,97%. Lo stesso giorno Oxford Asset Management ha aperto una posizione corta sull’istituto pari allo 0,5%.
Segno meno anche per Banca Carige (-1,38% a 0,4647 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 19 febbraio Marshall Wace ha incrementato lo “short” su Banca Carige, portandolo dal 2,54% al 2,88%. Lo stesso giorno Oxford Asset Management ha incrementato dallo 0,76% allo 0,82% la posizione corta sull’istituto.
Performance peggiore per la Popolare dell’Emilia Romagna (-5,98% a 4,626 euro).
Banca Mediolanum ha recuperato lo 0,08% a 6,19 euro. Dopo la diffusione dei risultati dell’esercizio 2015 gli analisti di Equita sim hanno tagliato da 7,6 euro a 6,9 euro il target price sulla compagnia, in seguito alla riduzione della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Saipem si è allineata al trend negativo del mercato. Il titolo della società di ingegneristica ha registrato un calo del 4,45% a 0,3307 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 18 febbraio Marshall Wace ha incrementato la posizione corta su Saipem, portandola dallo 0,58% allo 0,74%. Lo stesso giorno GLG Partners ha incrementato dallo 0,52% allo 0,6% lo “short” sulla società.
Saras ha recuperato il 2,2% a 1,485 euro. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato da 2,9 euro a 2,5 euro il target price sulla società di raffinazione, in seguito alla revisione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2015/2016; tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Stessa decisione da Equita sim, che ha sforbiciato da 2,54 euro a 1,89 euro il prezzo obiettivo su Saras, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Enel in frazionale ribasso (-0,22% a 3,62 euro). Il colosso elettrico ed Enel Green Power (+0,17% a 1,756 euro) hanno comunicato che, sulla base dei riscontri effettuati, il diritto di recesso e il diritto di vendita derivanti dall’operazione di scissione parziale non proporzionale di Enel Green Power in favore di Enel sono stati validamente esercitati per complessive 16.406.123 azioni ordinarie Enel Green Power, per un valore di liquidazione totale pari a circa 29,2 milioni di euro. Le azioni rappresentano circa lo 0,33% del capitale di Enel Green Power.
Terna ha ceduto lo 0,21% a 4,678 euro. L’agenzia Moody’s ha confermato a “Baa1” il rating sul debito a lungo termine della società. Il giudizio conferma l’azienda tra gli emittenti non speculativi. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri restano “stabili”. Intanto, ieri Terna ha lanciato un'emissione obbligazionaria, a tasso fisso, nella forma di private placement per un totale di 80 milioni di euro. I titoli, aventi durata pari a 10 anni, pagheranno una cedola pari all'1,60% e saranno emessi a un prezzo pari a 99,087%, con uno spread di 108 punti base rispetto al tasso midswap di pari durata.

Mediaset ha terminato la giornata con un rialzo del 3,39% a 3,234 euro. I vertici del gruppo del Biscione hanno smentito di avere in corso delle trattative con Vivendi, in merito alla possibile cessione di Mediaset Premium. Il management di Mediaset ha aggiunto che i contatti con il gruppo francese restano “ottimi”. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 18 febbraio AQR Capital Management incrementato lo “short” su Mediaset, portandolo dall’1% all’1,14%.

Telecom Italia è scesa del 3,33% a 0,856 euro. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa il gruppo francese Vivendi starebbe valutando l’ipotesi di incrementare dal 21,4% al 24% la quota detenuta nel capitale della compagnia telefonica italiana.

Buzzi Unicem ha guadagnato lo 0,15% a 13,47 euro. Gli analisti di Berenberg hanno tagliato il target price sulla società, portandolo da 12,4 euro a 11,7 euro; tuttavia, gli esperti hanno migliorato da “Sell” (vendere) a “Hold” (mantenere) il giudizio, in seguito al ribasso subito dal titolo nelle scorse settimane. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che l’11 febbraio Greenlight Capital ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale di Buzzi Unicem, portandola dal 2,11% all’1,199%.

 

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