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Il FTSEMib chiude con un rialzo (nonostante ENI)

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato rialzi nell’ordine del mezzo punto percentuale. Il Cane a Sei zampe ha staccato l’acconto sul dividendo 2018

di Edoardo Fagnani 18 set 2017 ore 18:07

Piazza Affari e le principali borse europee hanno iniziato la settimana con gli indici in frazionale rialzo. La divisione Investment Solutions di Robeco prevede un calo nei rendimenti degli asset rischiosi in ragione di valutazioni elevate, che porterà a guadagni inferiori rispetto allo scorso anno. "Secondo le nostre previsioni, l’azionario renderà meno che in passato, con le azioni dei mercati sviluppati al 5% (dal 6,5%) e i titoli dei mercati emergenti al 6,25% (rispetto al 7,25% dello scorso anno)", hanno precisato gli esperti. Lo stacco dell’acconto sul dividendo ha mandato in rosso ENI. Giornata decisamente positiva, invece, per Telecom Italia.

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato rialzi nell’ordine del mezzo punto percentuale. Il FTSEMib ha messo a segno un progresso dello 0,61% a 22.365 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.274 punti e un massimo di 22.391 punti. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,62%. Performance positive anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,75%) e il FTSE Italia Star (+0,81%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,07 miliardi di euro, rispetto ai 3,35 miliardi di venerdì; oggi sono passate mano 641.062.438 azioni (755.269.314 nella seduta di venerdì). Su 369 titoli trattati, 240 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 109; invariate le restanti venti azioni.

L’euro ha oscillato intorno agli 1,195 dollari.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

andamento-milano-positivoFocus sui titoli del settore petrolifero.

ENI ha subito un ribasso del 2,53% a 13,46 euro, dopo aver terminato la seduta di venerdì a quota 13,81 euro. Oggi il Cane a Sei zampe ha staccato l’acconto sul dividendo 2018, relativo all’esercizio 2017. La cedola è stata pari a 0,4 euro.

In rialzo Saipem (+1,49% a 3,408 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 15 settembre Capital Fund Management ha ridotto la posizione corta sulla società di ingegneristica, portandola dallo 0,69% allo 0,59%.

 

Telecom Italia ha guadagnato il 4,74% a 0,817 euro. Il Sole24Ore, nella sua edizione di domenica, ha scritto che il prossimo 25 settembre Palazzo Chigi avvierà la procedura per valutare l’utilizzo dei poteri di golden power sulla compagnia telefonica. Il Governo avrebbe al vaglio la scissione di Tim in Servizi e Rete. E il 23,9% di quest’ultima passerebbe alla Cassa Depositi e Prestiti.

 

Qualche spunto tra i bancari.

Chiusura positiva per Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier è salito dello 0,96% a 17,81 euro. Il Sole24Ore di domenica ha fornito alcune stime sulla banca per i prossimi esercizi. Il management prevede di chiudere il 2017 con margine di interesse di 10,2 miliardi di euro, in linea con l’obiettivo di raggiungere i 10,9 miliardi fissati per il 2019. Per lo stesso esercizio i vertici confermano il target di ricavi di 20,4 miliardi.

In frazionale progresso Banca Carige; il titolo dell’istituto ligure ha guadagnato lo 0,76% a 0,2393 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 15 settembre Numen Capital ha ridotto dall'1,11% allo 0,4% la posizione corta su Banca Carige.

Mediobanca è salita dello 0,17% a 8,75 euro. Il consiglio di amministrazione dell’istituto di Piazzetta Cuccia ha approvato i progetti di bilancio d’esercizio e consolidato al 30 giugno 2017 che rispecchiano i risultati approvati lo scorso 3 agosto: risultato netto di 318,3 milioni di euro per la capogruppo Mediobanca (288 milioni di euro nell’esercizio 2015-2016) e di 750 milioni per il Gruppo Mediobanca (605 milioni nell’esercizio 2015-2016). Il management ha proposto l’assegnazione di un dividendo lordo pari a 0,37 euro per azione.

 

Tonfo di Esprinet che ha lasciato sul terreno il 15,5% a 5,12 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso. La società ha chiuso la prima metà dell’anno con ricavi pari a 1,437 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto al giro d’affari del primo semestre 2016. Al contrario, il periodo si è così chiuso con un utile netto pari a 6,3 milioni, in riduzione del 40% rispetto al primo semestre 2016. Alla luce dei conti della prima metà dell’anno e considerando le prospettive future del mercato il management ha ridimensionato gli obiettivi di redditività per il 2017. A fronte di ricavi compresi tra i 3,2 e i 3,3 miliardi, il gruppo si attende un reddito operativo compreso tra i 34 ed i 36 milioni di euro.

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