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FTSEMib negativo. Male Telecom, brilla MPS

I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato ribassi nell’ordine del mezzo punto percentuale. Chiusura positiva per Saipem. In rosso FCA

di Edoardo Fagnani 16 feb 2016 ore 17:52

Giornata all’insegna dell’incertezza per Borsa Italiana e per le principali piazze europee. Ha deluso il dato relativo all’indice ZEW in Germania, che a febbraio è scivolato a un punto, rispetto ai 10,2 punti di gennaio. Il dato è stato anche peggiore alle attese degli analisti che si aspettavano un calo a 3,2 punti. Secondo Michael Lake, Investment Director, Fixed Income di Schroders, da inizio anno i mercati sono stati guidati dal sentiment piuttosto che dai fondamentali. “In questa condizione di incertezza i prezzi degli asset, dal nostro punto di vista, non riflettono i dati economici intrinsechi e sono guidati da risposte fortemente emozionali e argomentazioni non razionali”, ha precisato l’esperto. Chiusura decisamente negativa per Telecom Italia, dopo la diffusione dei risultati preliminari del 2015 e del piano industriale per il triennio 2016/2018. Giornata nervosa per i bancari; spicca il progresso del Monte dei Paschi di Siena. Chiusura positiva per Saipem. In rosso FCA.
I principali indici di Borsa Italiana hanno registrato ribassi nell’ordine del mezzo punto percentuale. Il FTSEMib ha perso lo 0,49% a 16.958 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 16.714 punti e un massimo di 17.187 punti. Performance simile per il FTSE Italia All Share, che è sceso dello 0,41%. Variazioni minime per il FTSE Italia Mid Cap (-0,12%) e il FTSE Italia Star (+0,03%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,95 miliardi di euro, rispetto ai 3,13 miliardi di ieri. Su 325 titoli trattati, 157 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre le performance negative sono state 148. Invariate le restanti 20 azioni.
L’euro è ritornato a 1,115 dollari. L’oro è sceso a 1.215 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_negativo5Telecom Italia ha terminato la giornata con un ribasso del 6,45% a 0,82 euro. In mattinata l’azienda ha comunicato i risultati preliminari del 2015. La compagnia telefonica ha terminato lo scorso esercizio con ricavi per 19,72 miliardi di euro, in flessione dell’8,6% rispetto ai 21,5 miliardi ottenuti l’anno precedente, in conseguenza al forte calo subito dal giro d’affari in Brasile (-25,8%). Escludendo l’effetto della variazione dei tassi di cambio e del perimetro di consolidamento la riduzione dei ricavi sarebbe stata del 4,6%. In forte diminuzione anche il margine operativo lordo, che si è ridotto da 8,79 miliardi a 7 miliardi di euro. A fine 2015 l’indebitamento netto di Telecom Italia era salito a 27,28 miliardi di euro, rispetto ai 26,65 miliardi di inizio anno. Il management stima un utile netto di circa 150 milioni di euro nell’esercizio appena concluso, risultato che si confronta con gli 1,15 miliardi contabilizzati nel 2014. Intanto, Telecom Italia ha approvato il piano industriale per il prossimo triennio; nei prossimi esercizi il colosso telefonico punta a ridurre il rapporto fra indebitamento finanziario netto rettificato e margine operativo lordo almeno al di sotto di 3x nel 2018.

Giornata nervosa per i bancari.
In forte rialzo il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha guadagnato il 12,1% a 0,52 euro, dopo essere stata sospesa sia per eccesso di rialzo che per eccesso di ribasso. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 15 febbraio Oxford Asset Management ha ridotto la posizione corta sul Monte dei Paschi di Siena portandola dallo 0,75% allo 0,66%.
Il Banco Popolare ha messo a segno un progresso del 3,44% a 7,975 euro. Gli analisti di Exane hanno tagliato a 12,6 euro il target price sull’istituto, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per i prossimi esercizi. Per lo stesso motivo la banca d’affari ha sforbiciato a 0,89 euro il prezzo obiettivo sulla Popolare di Milano (+4,38% a 0,7025 euro). Gli analisti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato) su entrambi gli istituti.
Giornata decisamente positiva anche per la Popolare dell’Emilia Romagna (+4,86% a 4,834 euro) e UBI Banca (+5,04% a 3,498 euro). Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 15 febbraio Marshall Wace ha incrementato lo “short” su UBI Banca, portandolo dall’1,79% all’1,84%.
In rosso anche Banca Carige che ha perso lo 0,32% a 0,4635 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 15 febbraio Numen Capital ha aperto una posizione corta sull’istituto ligure, pari all’1,5%.
Andamento opposto per Unicredit (+0,47% a 3,42 euro) e IntesaSanpaolo (-1,61% a 2,44 euro).

Saipem in territorio positivo. Il titolo della società di ingegneristica ha registrato un progresso del’1,98% a 0,309 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo. Saipem ha comunicato che sono stati venduti tutti i 53.599.174 diritti di opzione non esercitati nel periodo di offerta, relativi alla sottoscrizione di 1.179.181.828 azioni ordinarie di nuova emissione. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 15 febbraio Oxford Asset Management ha aperto una posizione corta su Saipem con una quota dello 0,74%.

Fiat Chrysler Automobiles ha perso l’1,59% a 5,585 euro. L’ACEA ha comunicato che nel mese di gennaio in Europa sono state immatricolate 1,09 milioni di vetture, in aumento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2015. Si tratta del 29° mese consecutivo di crescita del mercato. Fiat Chrysler Automobiles ha fatto meglio del mercato, segnando un incremento delle immatricolazioni del 14,5%; di conseguenza, la quota di mercato in Europa del gruppo guidato da Sergio Marchionne si è attestata al 6,6%.

YOOX The Net a Porter Group ha ceduto lo 0,69% a 25,82 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 12 gennaio Norges Bank ha ridotto la quota detenuta nel capitale della società, portandola dal 3,604% al 2,211%. La Commissione ha precisato che lo 0,212% è senza diritto di voto.

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