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Il FTSEMib chiude in rosso. Male Leonardo e Saipem

Vendite sui bancari, dove spicca il ribasso a due cifre subito da Banca Carige. Ribasso a due cifre per Trevi Group, dopo l’annuncio del rinvio dell’approvazione della trimestrale

di Edoardo Fagnani 14 nov 2017 ore 17:40

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con ribassi frazionali. È proseguito il collocamento pubblico della dodicesima tranche del Btp Italia: complessivamente sono stati raccolti ordini pari a circa 3,3 miliardi di euro. Non si è fermata la discesa di Leonardo dopo il pesante scivolone subito nelle ultime due sedute. Vendite sui bancari, dove spicca il ribasso a due cifre subito da Banca Carige. Pessima giornata anche per Saipem. Ribasso a due cifre per Trevi Group, dopo l’annuncio del rinvio dell’approvazione della trimestrale, in seguito allo slittamento dell’accordo con le banche sul debito.

Il FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,63% a 22.297 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 22.243 punti e un massimo di 22.572 punti. Il FTSE Italia All Share ha subito un ribasso dello 0,58%. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (-0,03%) e il FTSE Italia Star (+0,44%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,63 miliardi di euro, rispetto ai 2,54 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 836.166.059 azioni (686.199.807 nella seduta di ieri). Su 390 titoli trattati, 256 hanno registrato un ribasso, mentre i segni positivi sono stati 123; invariate le rimanenti undici azioni.

L’euro ha superato gli 1,175 dollari.

 

mercato-scende_1Non si è fermata la discesa di Leonardo dopo il pesante scivolone subito nelle ultime due sedute; il titolo della società aerospaziale ha terminato la giornata con un ribasso del 4,82% a 10,08 euro. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato da 15, euro a 12 euro il target price su Leonardo, in seguito alle nuove indicazioni del management sul 2017; gli esperti hanno fissato un giudizio “Hold” (mantenere). Al contrario, Banca Akros ha migliorato il giudizio sulla società e ora consiglia l’acquisto delle azioni dopo il tonfo subito dal titolo nelle ultime sedute; gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 14,25 euro.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Pessima giornata per i bancari.

Banca Carige ha subito uno scivolone del 10,6% a 0,1657 euro. L’istituto ha comunicato che, a seguito della decisione della Banca Centrale Europea del 9 dicembre 2016 che inibisce il pagamento di dividendi, alla data di pagamento interessi che cade il 4 dicembre 2017 l'istituto non pagherà interessi sui titoli oggetto di liability management; il diritto dei portatori dei titoli a ricevere tali importi sarà interamente ed irrevocabilmente cancellato e rinunciato. L'istituto ha ricordato che l'avvio dell'aumento di capitale è previsto nel mese corrente dopo aver ottenuto le relative autorizzazioni da parte della Consob; secondo quanto riportato da alcune agenzie, l’operazione potrebbe partire lunedì 20 novembre.

Performance negativa anche per Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier è sceso dell’1,77% a 16,63 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 13 novembre AQR Capital Management ha incrementato dall'1,3% all'1,41% la posizione corta su Unicredit.

Segno meno anche per UBI Banca (-1,98% a 3,86 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 13 novembre AQR Capital Management ha aumentato dall'1,21% all'1,32% la posizione corta sull’istituto.

Performance peggiore per il BancoBPM (-2,49% a 2,666 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 13 novembre AQR Capital Management ha incrementato dal 3,23% al 3,32% lo "short" sull’istituto. Anche PDT Partners ha aumentato la posizione corta sul BancoBPM, portandolo dallo 0,59% allo 0,6%.

 

Pessima giornata per Saipem (-7,07% a 3,498 euro). Alcuni addetti ai lavori hanno collegato il forte ribasso subito dalla società di ingegneristica con l’uscita del titolo dall’indice MSCI Global Standard, sostituito da Campari (+2,33% a 6,595 euro). Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 13 novembre AQR Capital Management ha incrementato dallo 0,54% allo 0,56% lo "short" su Saipem.

 

A2A ha messo a segno un rialzo del 5,61% a 1,524 euro. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Mediobanca hanno alzato da 1,47 euro a 1,61 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito alla revisione delle stime per l’esercizio in corso; gli esperti hanno anche migliorato il giudizio, portandolo da “Neutrale” ad “Outperform” (farà meglio del mercato). Equita sim ha incrementato da 1,58 euro a 1,73 euro il target price su A2A, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per il triennio 2017/2019; gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Trevi Group ha registrato un tonfo del 22,2% a 0,41 euro, dopo essere rimasta sospesa per eccesso di ribasso per gran parte della seduta. Il consiglio di amministrazione dell’azienda ha rinviato l’approvazione dei dati finanziari relativi al terzo trimestre del 2017. In particolare, il management ha preso atto delle incertezze circa l’esito delle negoziazioni in corso per la definizione e sottoscrizione dell’accordo di standstill e ritiene non imminente la firma dell'intesa. Lo slittamento della sigla dello standstill richiederà l’estensione del relativo termine di durata, la cui scadenza in base alle intese sinora raggiunte sarebbe stata prevista per il 31 dicembre 2017. A questo proposito il management ha preso atto dei risultati dell’attività gestionale a fine settembre, i quali segnano sensibili scostamenti rispetto a quanto assunto in sede di previsioni del corrispondente periodo relativamente alle principali voci di conto economico e della posizione finanziaria netta. In particolare, a fine settembre l'indebitamento netto del gruppo era pari a 600,28 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 440,88 milioni di inizio anno principalmente a seguito della mancata cessione di crediti pro-soluto al 30 settembre 2017 rispetto a quanto preventivato. Di conseguenza, il consiglio di amministrazione ha precisato che è stata avviata un'analisi volta alla possibile rimodulazione della manovra finanziaria che prenda in considerazione le soluzioni straordinarie disponibili inclusi anche interventi di rafforzamento patrimoniale della società.

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