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Il FTSEMib chiude con un (minimo) ribasso

Il debito pubblico italiano ha stabilito il nuovo record a quasi 2.280 miliardi di euro. Chiusura decisamente negativa per Telecom Italia. Ottimo debutto per doBank

di Edoardo Fagnani 14 lug 2017 ore 17:49

Piazza Affari e le principali borse europee in frazionale ribasso nell’ultima seduta della settimana. In mattinata la Banca d’Italia ha comunicato l’aggiornamento sull’andamento del debito pubblico italiano, che ha stabilito il nuovo record a quasi 2.280 miliardi di euro. In serata, invece, DBRS aggiornerà il rating sul debito sovrano dell’Italia. Chiusura decisamente negativa per Telecom Italia. Ottimo debutto per doBank a Piazza Affari.

Il FTSEMib ha registrato un minimo ribasso dello 0,14% a 21.492 punti (minimo di 21.393 punti, massimo di 21.561 punti), ma ha terminato la settimana con un rialzo del 2,27%. Il FTSE Italia All Share è sceso dello 0,11%. Progressi minimi per il FTSE Italia Mid Cap (+0,1%) e il FTSE Italia Star (+0,26%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,99 miliardi di euro, rispetto ai 2,21 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 570.115.612 azioni (635.890.256 nella seduta di ieri). Su 360 titoli trattati, 189 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre i segni più sono stati 152; invariate le restanti 19 azioni.

L’euro ha superato gli 1,145 dollari, dopo la diffusione di alcuni importanti dati macroeconomici negli Stati Uniti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

indice-borsaChiusura decisamente negativa per Telecom Italia, dopo la forte volatilità registrata nelle ultime sedute. Il titolo della compagnia telefonica ha lasciato sul terreno il 2,72% a 0,8045 euro.

 

Qualche spunto tra i bancari.

Vendite su Unicredit; il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier è sceso dell’1,78% a 17,08 euro.

Segno meno anche BPER Banca (-0,08% a 4,95 euro). La Consob ha comunicato che il 13 luglio AQR Capital Management ha ridotto la posizione corta sull’istituto, portandola dallo 0,84% allo 0,75%.

Spicca il balzo del Creval (+4% a 4,316 euro). L’istituto ha perfezionato una cartolarizzazione di un portafoglio di crediti in sofferenza per un Gross Book Value pari a circa 1,4 miliardi di euro. Il portafoglio è stato ceduto a un veicolo di cartolarizzazione – Elrond NPL 2017 - con l'emissione da parte di quest’ultimo di tre differenti classi di titoli ABS. Gli esperti di Equita sim hanno apprezzato questa operazione e hanno alzato da 4,08 euro a 4,7 euro il prezzo obiettivo sul Creval. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

 

Generali invariata a 15,39 euro. Il Sole24Ore ha dato ancora risalto all’ipotesi che il gruppo triestino possa cedere le attività nel settore vita in Germania, che fanno capo a Generali Leben. La compagnia assicurativa sarebbe al lavoro su diverse possibilità. Secondo il quotidiano finanziario il colosso triestino starebbe valutando la “cessione degli asset, complessivamente 44 miliardi, a piattaforme dedicate come Viridium o Fosun, piuttosto che attraverso la gestione interna del portafoglio che verrebbe di fatto destinato a una scatola chiusa che sarebbe poi oggetto di un forte abbattimento dei costi”. Senza trascurare la possibilità di mantenere l’attuale situazione, in attese dell’aumento dei tassi di interesse. Gli analisti del Credit Suisse hanno analizzato questa operazione e hanno calcolato che la transazione dovrebbe garantire l’incasso di almeno un miliardo di euro.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha ceduto lo 0,76% a 10,39 euro. L’ACEA ha comunicato che nel mese di giugno in Europa sono state immatricolate circa 1,54 milioni di vetture, in aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2016. Nei primi sei mesi del 2017 le vendite di automobili in Europa sono cresciute del 4,7%. Fiat Chrysler Automobiles ha fatto meglio del mercato, registrando un incremento delle immatricolazioni del 7,9% con quasi 107mila vetture vendute; di conseguenza, la quota di mercato in Europa del gruppo guidato da Sergio Marchionne si è attestata al 6,9%.

 

Esordio brillante per doBank a Piazza Affari. Il titolo della matricola è balzato del 13,9% a 10,25 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di rialzo. Le azioni della compagnia erano state collocate a un prezzo di 9 euro per azione, per una capitalizzazione iniziale di 704 milioni di euro. A margine della cerimonia di quotazione a Piazza Affari, l'amministratore delegato di doBank, Andrea Mangoni, ha precisato che gran parte degli investitori esteri aveva matrice angloamericana, aggiungendo che nessuno degli investitori ha superato il 5% del capitale.

 

CTI Biopharma ha guadagnato il 5,55% a 3,158 euro. La società biotech ha annunciato che la European Medicines Agency ha convalidato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per Pacritinib per la cura di pazienti con mielofibrosi affetti da trombocitopenia (conta piastrinica inferiore a 100,000 per microlitro). La convalida conferma che la richiesta è completa e dà inizio al processo di esame centralizzato da parte del comitato EMA per i prodotti medicinali ad uso umano. Se autorizzato, a Pacritinib sarebbe concessa una licenza di commercializzazione valida in tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea.

 

CHL ha messo a segno un rialzo del 2,27% a 0,0225 euro. Il consiglio di amministrazione dell'azienda ha approvato il piano di sviluppo industriale 2017-2021. CHL punta a portare i ricavi dai 25,75 milioni stimati per l'esercizio in corso a quota 53,83 milioni nel 2021. Il margine operativo lordo dovrebbe crescere dai 432mila euro previsti per il 2017 a 7,54 milioni a fine piano. Infine, il risultato netto dovrebbe passare da un rosso di 1,13 milioni di euro previsto per l'esercizio in corso a un valore positivo di 4,27 milioni nel 2021.

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