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Il FTSEMib chiude in rosso (e sui minimi di giornata)

Attesa per le indicazioni della FED in materia di politica monetaria. Anche oggi in flessione i bancari: spicca il calo subito da Unicredit. Rialzo a due cifre per MolMed

di Edoardo Fagnani 13 dic 2017 ore 17:44

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con gli indici in rosso, prima delle indicazioni della FED in materia di politica monetaria. Intanto, gli analisti di Banca IMI ritengono che il trend positivo del mercato azionario italiano possa continuare anche nel 2018: gli esperti ritengono che il prossimo anno il FTSEMib possa crescere del 13%. Anche oggi in flessione i bancari, dopo i ribassi subiti nella seduta di ieri: spicca il calo subito da Unicredit. Rialzo a due cifre per MolMed.

Il FTSEMib ha terminato la seduta odierna con una flessione dell’1,44% a 22.400 punti, il minimo di giornata (massimo di 22.752 punti). Il FTSE Italia All Share ha lasciato sul terreno l’1,36%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,94%) e il FTSE Italia Star (-0,42%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,02 miliardi di euro, rispetto ai 2,65 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 998.194.141 azioni (835.826.004 nella seduta di ieri). Su 387 titoli trattati, 237 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 128; stabili le restanti 22 azioni.

L’euro ha oscillato intorno ai 1,175 dollari.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

azioni-di-mercatoAnche oggi in flessione i bancari, dopo i ribassi subiti nella seduta di ieri. MF ha presentato le previsioni di PriceWaterhouseCoopers sull’entità delle cessioni di crediti non performing nel 2018. Dopo i 64 miliardi di euro di controvalore toccati quest’anno il prossimo anno le operazioni di dismissione di npl potrebbero arrivare a 70 miliardi di euro. Secondo quanto riporta MF un forte contributo verrà dai 26 miliardi di euro dell’operazione Mps. Ma cresce l’importanza delle inadempienze probabili, che a giugno hanno superato i deteriorati.

Forti vendite su Unicredit; il titolo dell’istituto ha subito un ribasso del 4,65% a 16,6 euro. Il Sole24Ore ha intervistato Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit. Il banchiere, che ieri a Londra ha illustrato l’aggiornamento del piano industriale al 2019, ha messo il suo accento sui dividendi dell’istituto, precisando che il payout ratio salirà dal 2019 dal 20% attuale al 30%, livello che dal 2020 in poi sarà tra il 30 e il 50%. Il manager ha aggiunto che la politica dei dividendi non andrà a intaccare la solidità patrimoniale di Unicredit: il target di Cet1 resterà invariato al 12,5%. Dopo la diffusione dei nuovi target finanziari gli analisti di Goldman Sachs hanno migliorato le stime sull’utile per azione per il periodo 2019/2022 e hanno incrementato le previsioni sul dividendo; gli esperti hanno confermato il target price a 23,5 euro e hanno ribadito Unicredit nella propria lista di titoli da acquistare con convinzione. Intanto, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, Unicredit avrebbe collocato un bond “Additional Tier1” (AT1) con prima opzione di acquisto a giugno 2025 per un ammontare di un miliardo di euro; il titolo avrebbe registrato ordini per oltre 2,25 miliardi di euro. Il rendimento è indicato nell’ordine del 5,375%.

Performance peggiore per BPER Banca (-6,3% a 4,252 euro).

Male anche UBI Banca (-4,06% a 3,78 euro). Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 12 dicembre Caxton International Limited ha riaperto la posizione corta sull'istituto, con una quota dello 0,52%. Al contrario, AHL Partners ha limato dallo 0,5% allo 0,49% lo "short" sulla banca.

 

Generali ha registrato un frazionale rialzo dello 0,46% a 15,36 euro. Gli analisti di Bank of America hanno alzato da 16 euro a 18 euro il target price sulla compagnia assicurativa, ipotizzando un miglioramento della politica dei dividendi nei prossimi esercizi. Gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano l’acquisto delle azioni.

 

Telecom Italia ha ceduto il 2,96% a 0,7375 euro. L’amministratore delegato della compagnia telefonica, Amos Genish, ha frenato sull’ipotesi di procedere con la separazione dell’infrastruttura di rete.

 

STM è salita dello 0,86% a 18,78 euro. La società ha annunciato l’acquisizione di Atollic, società specializzata negli strumenti di sviluppo software. L'operazione prevede un pagamento in cassa di 7 milioni di dollari, finanziato con liquidità disponibile, e un importo differito, subordinato a determinate condizioni, che STM stima attualmente intorno a un milione di dollari. Intanto, gli analisti di Equita sim hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sull’azienda, portandolo da 20,3 euro a 20,6 euro; gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

 

Spicca il balzo messo a segno da MolMed (+13,9% a 0,5045 euro). La società biotech ha comunicato di aver ottenuto la prima autorizzazione nazionale all’immissione al commercio per il proprio prodotto Zalmoxis: il consiglio di amministrazione di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha, infatti, approvato l’accordo negoziale tra il comitato prezzi e rimborso di AIFA e MolMed, in cui sono stati definiti il prezzo e la rimborsabilità del medicinale in oggetto.

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